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La Piazza fa rumore sui giornali, il direttore Marco Scotti: “Politica, economia e ampio spazio ai giovani”. Nove ministri presenti, si parte giovedì

Per la prima volta si terrà anche un raduno nazionale di tutte le forze politiche giovanili. Tutte le novità

La Piazza fa rumore sui giornali, il direttore Marco Scotti: “Politica, economia e ampio spazio ai giovani”. Nove ministri presenti, si parte giovedì

La Piazza fa rumore sui giornali, il direttore Marco Scotti: “Politica, economia e ampio spazio ai giovani”

Tutto pronto per la nona edizione de La Piazza, la kermesse di Affaritaliani che si svolge come ogni anno a fine agosto a Ceglie Messapica (Brindisi). L’evento, presieduto dall’editore Marcello Antelmi, vedrà sul palco pugliese alternarsi oltre 80 ospiti, tra questi anche i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e nove ministri. Si comincia giovedì con la prima delle tre serate.

Per la prima volta si terrà anche un raduno nazionale di tutte le forze politiche giovanili. Conduce il direttore di Affaritaliani Marco Scotti con Francesco Giorgino; le serate saranno presentate dalla giornalista e conduttrice tv Barbara Politi. Diversi i giornalisti che si alterneranno sul palco: tra questi, il direttore del Tg1 Gianmarco Chiocci e il direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, Mimmo Mazza.

Il direttore Scotti parla delle novità di questa nona edizione. “Abbiamo mantenuto la promessa – dice a La Gazzetta del Mezzogiorno – di fare della Piazza un luogo di aggregazione, di confronto e a volte di scontro, ma sempre civile. È questo il “bene comune”: qualcosa al servizio di chi vive Ceglie tutto l’anno e di chi ci arriva d’estate. Non vogliamo paragoni ad altre kermesse, ma abbiamo trovato una formula meno elitaria, non dedicata soltanto ai potenti della Terra. E il pubblico è il vero ingrediente: permette a un ministro di aprirsi e anche di esporsi alle critiche. Ricorderò sempre quando, nel 2022, Giorgia Meloni non ancora premier fu accolta da un bagno di folla. Ma davanti a esponenti di entrambi gli schieramenti ci sono stati anche sonori fischi, che hanno sancito l’efficacia dei loro messaggi”. Scotti affronta i diversi temi di cui si occuperà la kermesse al via giovedì.

Il fronte internazionale

“Sull’Europa divisa, anche nella difesa, – spiega il direttore di Affaritaliani – iniziano a sgretolarsi convinzioni che sembravano granitiche. E il rapporto con gli Stati Uniti: per anni un’alleanza intoccabile, oggi c’è l’esigenza di ridefinire i rapporti di forza alla luce della guerra in Iran. Quanto alle lacune, non si è mai parlato fino in fondo di diritti a 360°, e di giovani: quest’anno le colmeremo”.

Il ruolo del Mezzogiorno

“Il Sud va raccontato in maniera costruttiva. La Puglia ha dimostrato che esiste un Mezzogiorno capace di essere volano dello sviluppo: Ceglie, la Valle d’Itria, il Salento sono diventati dei place to be internazionali. Non è un problema, ma se non viene supportato rischia di diventarlo per tutto il sistema competitivo. Grazie al PNRR e alla ZES il divario è più basso, però spero che non ci sia più distinzione tra Nord e Sud: l’Italia è una sola, ed è questo che ci manca. Poi il potere d’acquisto, ridotto in trent’anni, l’inflazione che morde, i carburanti alle stelle. Temi non più procrastinabili”.

Le richieste delle imprese

“Vogliono sapere – continua Scotti – come recuperare competitività in Europa. Il costo dell’energia è un fardello enorme, il presidente Orsini lo ricorda da tempo: in Italia costa il 30% in più che in altri regioni europee. Si è scelto di non puntare sul nucleare e si è trasformato in un ulteriore fardello: senza energia a un prezzo accessibile non c’è competitività industriale. Sul fronte politico ci sarà una campagna elettorale acceso, che inizierà proprio dalla Piazza di Ceglie: se dovessimo scommettere sul famoso toto, lo farei su elezioni in primavera e non nell’autunno 2027. Da una parte l’avanzare di diverse istanze, dall’altra la paura, in chi governa, di riforme impopolari”.

Il primo raduno di tutte le forze politiche giovanili

“Una cosa che nessuno ha mai saputo concretizzare. Vogliamo capire – conclude Scotti – se esistono ancora temi di destra e di sinistra: ci sono forze conservatrici aperte sui diritti e forze progressiste con una visione liberale dell’economia. I giovani chiedono soprattutto rappresentanza: non è pensabile che, per il solo fatto di essere giovani, non possano dire la loro. Servono a far capire a chi ha qualche anno in più che è cambiata la percezione della cosa pubblica. Alla 10ª edizione non sarà più un esperimento, ma qualcosa di strutturale: la Piazza sempre più “bene comune”, perché rappresenta tutte le forze politiche e tutte le generazioni”.