L’altra faccia del patto del Nazareno. Un accordo tra Berlusconi e Renzi su Csm e Corte Costituzionale. Mancano ancora otto componenti laici e due politici per completare il mosaico delle nomine. E girano un po’ di nomi. Secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano l’accordo prevede che al centrodestra vadano due posti (in totale: quattro al Pd, compreso il vicepresidente; uno a Sel; uno ai centristi) e “il ticket berlusconiano è composto da Elisabetta Casellati, ex sottosegretario, e da La Russa, appunto”. Solo che stando a quanto riporta un forzista che segue la trattativa: “La Russa ha 67 anni e vuole garantirsi una poltrona di spessore per il futuro. Ma non quella del Csm, che dura solo 4 anni. La sua preferenza è per la Corte costituzionale, dove il mandato è di nove anni”. Per la Consulta però in prima fila c’è l’ex dalemiano Luciano Violante, in quota Pd.
Mentre dal lato berlusconiano ecco Antonio Catricalà vicino a Gianni Letta, favorito sul previtiano Donato Bruno. Anche se Il Fatto Quotidiano sottolinea pure che “potrebbe ritornare in pista, dopo essere stato bruciato due mesi fa, lo storico legale dell’ex Cavaliere: Niccolò Ghedini”. Il patto Berlusconi-Renzi sfocerebbe anche nella nomina del vicepresidente. Al momento il favorito è Massimo Brutti, altro ex dalemiano. Più basse “le quotazioni di Giovanni Fiandaca, il giurista negazionista della trattativa Stato-mafia”.

