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Politica
Paola De Pin

"Dopo una lunga e sofferta riflessione annuncio la mia uscita dal Movimento 5 Stelle. Desidero, inoltre, manifestare la mia piena solidarieta' alla senatrice Adele Gambaro. E' evidente che le critiche da lei sollevate, giuste o sbagliate che fossero, avevano un carattere politico e non meritavano ne' la reazione che hanno provocato, ne', tanto meno, la successiva gogna mediatica". Lo scrive la senatrice Paola De Pin nella lettera in cui annuncia le sue dimissioni dal gruppo M5S e si riserva anche di dimettersi da senatrice. E sulla diaria precisa: "Per evitare ogni speculazione riguardo alle diarie annuncio che daro' in beneficenza tutti i denari non spesi per ragioni di servizio, come gia' mi ero impegnata a fare di fronte agli elettori, all'Associazione Nostra Famiglia di Conegliano (Treviso) che si dedica alla cura e allariabilitazione delle persone con disabilita', soprattutto in eta' evolutiva".

"Il processo politico avvenuto in questi giorni - culminato con la decisione degli attivisti in rete di convalidare la sua espulsione dal Movimento 5 Stelle - mi ha lasciato una profonda ferita - scrive De Pin - ritengo che il dissenso, e la possibilita' di esprimerlo, siano necessari e rappresentino l'essenza del dibattito democratico. Il pericolo adesso e' che nessuno voglia esprimere il proprio disaccordo per la paura delle conseguenze. Temo pertanto che questo episodio porti all'autocensura dei parlamentari 5S. Non bisogna mai avere paura di esprimere le proprie opinioni. Se questo timore dovesse esserci, non vivremmo piu' in una democrazia, ma in un altro sistema, molto piu' oscuro e pericoloso".

"Se adesso facessimo calare un velo di omertoso silenzio verso questa scellerata decisione di espellere un parlamentare, solo per aver espresso delle opinioni non gradite - osserva - staremmo violando non solo i principi del Movimento 5Stelle, ma anche quelli, ben piu' importanti, della democrazia". "Sono consapevole - aggiunge ancora - che queste dichiarazioni rendono impossibile la mia permanenza nel M5S. Non ho nessuna difficolta' a riconoscere che la mia elezione a senatrice si deve allo sforzo e all'impegno di Beppe Grillo che ha saputo entusiasmare milioni di italiani che hanno votato il M5S. Con altrettanta franchezza pero' devo ammettere che gli atteggiamenti e la linea di condotta degli ultimi mesi rischiano di distruggere il lavoro di cinque anni, lasciando uno strascico drammatico di apatia e disillusione. Una responsabilita' che io non posso e non voglio condividere". "E' anche per questo, al di la' delle motivazioni contingenti, che ho deciso, con molto dolore, la separazione dal Movimento. Mi riservo, inoltre - conclude - di presentare in futuro le mie dimissioni da senatrice. Fino a quando cio' non accadra', portero' avanti lo stesso dentro il parlamento e nelle commissioni nelle quali sono presente, i valori del Movimento in cui continuo peraltro a credere".

MORRA - "Non ne sapevo nulla. Ho appreso la notizia dell'uscita di De Pin dalle agenzie di stampa. Voglio sentire la collega, cerchero' di capire. Rispetto la scelta dei colleghi, dissento pero' dal metodo, avrei gradito sapere prima della sua determinazione ad andarsene". Cosi' il capogruppo M5S al Senato, Nicola Morra, commenta la notizia dell'uscita di Paola De Pin da M5S. "All'assemblea - spiega - De Pin aveva correttamente espresso il suo disagio, che non era pero' di tipo politico, ma piuttosto relativo al suo territorio. Poi pero' avevamo ragionato insieme e in seguito non ho saputo piu' nulla, non ho avuto alcun rilievo o seguito da parte sua". "Notiamo - prosegue - che questi annunci avvengono sempre in corrispondenza di altri importanti momenti che toccano il Movimento, in questo caso a ridosso del ballottaggio a Ragusa. In passato, con i due di Taranto, eravamo alla vigilia delle amministrative e cosi' via. Penso ci sia stata quantomeno una valutazione sbagliata dei tempi, se non una valutazione sciagurata. Ecco in questo senso e' mancata una certa correttezza verso il gruppo, se De Pin avesse aspettato lunedi' non cambiava nulla".

GRILLO - Dire, fare, baciare, lettera, testamento. Beppe Grillo gioca con le scelte lessicali di Enrico Letta e con il gioco che tutti i bambini hanno conosciuto. Certo, declinando a modo tutto suo l'evoluzione di premi e penitenze, perche' e' davvero pesante il traslato con il quale il leader M5S descrive la condizione di sudditanza a Berlusconi di cui accusa l'inquilino di Palazzo Chigi: "A furia di Dire e Fare, con l'IVA che forse aumenta e forse no e la presa per il culo del rinvio dll'IMU che dovremo pagare se non troveranno altre risorse, leggesi altre tasse dirette e indirette, e discussioni sui massimi sistemi, Capitan Findus sta arrivando alla fase del Baciare. Una prova che superera' senza sforzo, si tratta solo - e' la prosa 'alata' di Grillo - di baciare il culo di Berlusconi per sopravvivere il piu' a lungo possibile, un bacio che per un pidimenoellino e' consuetudine decennale".

Grillo prosegue nella metafora pronosticando che "la fase della Lettera arrivera' in autunno o al piu' tardi a primavera, la scriveranno sulla schiena di Letta&Alfano milioni di taliani, i cassintegrati senza piu' cassa integrazione, i precari, i licenziati, gli sfrattati. Una lettera di licenziamento in tronco". "A Letta, il piu' insignificante presidente del Consiglio del dopoguerra - incalza - rimarra' solo la fase del Testamento. Ci lascera' un'Italia impoverita e rabbiosa. Dopo aver tirato a campare, il pdmenoelle tirera' le cuoia. Requiescat in pace".

"Il Nipote di suo Zio, Capitan Findus Letta sicuramente conosce la tiritera. Lo si capisce da come la applica passo dopo passo", dice Grillo sempre riferendosi al gioco. "Nel primo mese c'e' stata la fase del Dire, del salvataggio del Paese, del senso di responsabilita', delle priorita' irrinunciabili del lavoro, dell'occupazione, dei conti pubblici. Una fase in cui il Nipote ha dato il meglio di se' con l'annuncio della fine del finanziamento pubblico ai partiti mai avvenuto. E' arrivata quindi la fase del Fare, quella delle frasi che lasciano il segno e che rendono giustizia a un governo operoso: "Il tema lavoro e' in rampa di lancio" e occorre "solo concretezza" (da parte di chi se e' lecito sapere?), oppure "Siamo un paese serio, non siamo piu' osservati speciali, abbiamo i numeri a posto", (quali numeri, quelli della disoccupazione giovanile? del debito pubblico? delle aziende che chiudono una al minuto? di che numeri parla? dei numeri del lotto?)".

"Per il Nipote dopo due mesi del governo del Dolce Far Nulla ci siamo gia' meritati una riconquistata reputazione. Capitan Findus - aggiunge ancora - assomiglia a un annunciatrice televisiva, solo che dopo l'annuncio non c'e' il programma, ma l'intervallo".

 

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