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La toppa peggio del buco. Parla al peones Carola Penna

La toppa peggio del buco. Parla al peones Carola Penna
raggi marra

L’arresto poche ore di Raffaele Marra, fedelissimo del sindaco di Roma Virginia Raggi piomba come un missile sul weekend politico nazionale (facendo il paio con l’autosospensione del sindaco di Milano Sala indagato).

Marra ha un passato molto chiacchierato ma finora l’aveva sempre fatta franca.

Il passato riguarda alcuni comportamenti che l’ex ufficiale della Guardia di Finanza (e per questo se il reato fosse riconosciuto sarebbe molto più grave dato il ruolo che ha rivestito) ha tenuto.

La famiglia Marra che ci interessa è composta da tre fratelli, oltre il più noto Raffaele ci sono infatti Renato e Catello e tutti e tre hanno iniziato nella Fiamme Gialle come promettenti ufficiali ma nessuno dei tre c’è più.

Renato è ora un comandante dei vigili urbani -guarda caso- a Roma ed è stato recentemente al centro dell’attenzione perché promosso naturalmente con un sostanzioso aumento di stipendio dopo l’arrivo di Raffaele. Insomma una cosa di famiglia.

L’altro, Catello è rimasto invischiato in una inchiesta sui concorsi truccati nella Guardia di Finanza e se ne è andato ed ora si occupa di un ente diplomatico a Malta.

Ma torniamo a Don Raffaele.

Inizia la carriera nella FG e dopo una trafila giunge al suo primo incarico come tenente all’aeroporto di Fiumicino dove fa indagini giudiziarie relative alla dogana (!); un po’ come mettere una volpe a guardia di un pollaio.

Successivamente Marra -che nel frattempo è diventato Maggiore- scopre la passione per il volo e cerca di prendere un brevetto ma non ci riesce perché fa troppe assenze per congedo parentale e contemporaneamente segue un corso privato molto costoso in Alitalia.

Marra ha però alt(r)e ambizioni. Nel 2006 il vescovo Gianni D’Ercole lo presenta ad Alemanno ed entra nella Pubblica Amministrazione vincendo un concorso per un piccolo centro di ricerca al Ministero dell’Agricoltura.

Nel 2006 lascia la divisa perché trova posto all’ Unire, una organizzazione che si occupa del miglioramento delle razze equine voluta pare da Andreotti e sempre gestita dalla destra; infatti allora era guidata da Franco Panzironi poi finito nell’inchiesta Mafia Capitale.

In seguito Marra è vicino ad Alemanno quando è sindaco di Roma e alla giunta Polverini alla Regione Lazio per poi tornare in Campidoglio come dirigente. Qui lo nota Virginia Raggi, all’ora all’opposizione, e se ne “innamora” divenendone una pervicace seguace e sostenitrice.

Probabilmente la Raggi conosceva Marra fin dai tempi del suo lavoro come avvocata presso lo studio legale Sammarco (uno dei due fratelli difese Previti) conoscenti e amici di Marra, che lei stessa definisce il suo “dominus”.

Questa mattina è stato arrestato in Campidoglio con l’accusa di corruzione (particolarmente grave per un ex ufficiale maggiore della Guardia di Finanza) e possiamo dire che alla Procura di Roma non manca il senso della scena e dello spettacolo che sicuramente ha un alto impatto nella pubblica opinione.

Marra, oltre per le vicende Alitalia e l’incredibile promozione del fratello è stato nel mirino per l’acquisto di una casa a costo molto inferiore a quello del mercato quando si occupava di immobili per il Comune ed ora questo arresto per una tangente avuta da un costruttore Scalpellini.

Nel frattempo pochi commenti dei pentastellati tranne che di alcuni peones comunali che si fanno notare per essere una toppa molto peggio del buco.

Ad esempio una tal Carola Penna dice testualmente:

 

“”Noi per forza di cose dobbiamo utilizzare i dirigenti comunali, a volte devi scegliere persone che non conosci bene sulla base dell’impressione che ti fanno.

“.

Peccato che Marra sia stato scelto, voluto, difeso sospettosamente ai limiti dell’incredibile proprio dalla Sindaca Virginia che sembra avere un suo radar personale nell’accompagnarsi a indagati, inquisiti, arrestati, altro che “onestà, onestà” (a proposito, il flash mob sull’onestà in programma oggi a Siena è stato prontamente annullato).

Ora la manovra dei Cinque Stelle è quella di far passare Marra per un semplice impiegato del Comune di Roma!

Ora cosa farà la “Madonnina dei frigoriferi”? come è stata prima etichettata dopo le tesi gomblottiste che espresse e cioè che gli infidi elettrodomestici si fossero incontrati e dati appuntamento nella notte romana per metterla in difficoltà.

Una così attaccata al potere non molla facilmente e continuerà a menarlo per il naso (a proposito, attenzione ai suoi incontri con il presidente della Roma Pallotta che già le ha fatto tradire gli impegni elettorali contro il nuovo stadio della Roma a Tor di Valle).

Certo che la Deputata grillina Lombardi -che definì Marra il “virus che ha infettato il movimento” – aveva proprio ragione quando disse che c’era un complotto per far vincere i Cinque Stelle a Roma.

Se Grillo non prenderà immediati provvedimenti ci sono infatti serie possibilità che il suo movimento politico gestito da dilettanti allo sbaraglio finisca a Roma, dopo la prova generale -anch’essa ben riuscita- di Parma, con il sindaco Pizzarotti.

La gente non è scema e la vicenda di Marino e Renzi dovrebbe insegnare qualcosa: la mutevolezza degli umori popolari che è implacabile quando si sente tradita.

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