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Il partito di Landini può arrivare al 10%. Le stime degli esperti

Il partito di Landini può arrivare al 10%. Le stime degli esperti
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Pare proprio che, come Affaritaliani.it scrive da mesi, Maurizio Landini sia pronto a lasciare la Fiom e a scendere in politica. Ma quanto varrebbe un suo partito? Nicola Piepoli ipotizza un 5-8%, mentre Alessandro Amadori si spinge fino al 10. Entrambi parlano di “profondo rimescolamento delle carte a sinistra”. Le conseguenze? Una flessione seppur contenuta del Partito Democratico ma anche del Movimento 5 Stelle. A beneficiarne sarebbe infine Salvini. Le stime

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

“È venuto il momento di sfidare democraticamente Renzi”, ha affermato Maurizio Landini, confermando di fatto quello che Affaritaliani.it scrive ormai da mesi e cioè che andiamo verso una sfida a tre tra l’attuale leader della Fiom, Matteo Renzi e Matteo Salvini. Ma quanto potrebbe valere un partito di Landini? Affaritaliani.it lo ha chiesto a Nicola Piepoli, presidente dell’omonimo istituto, e ad Alessandro Amadori, numero uno di Coesis Research. “Landini signica la Cgil, i sindacati”, spiega Piepoli. “La Camusso non vuole esporsi ma è chiaro che i due stanno insieme. E’ la stessa area dell’estrema sinistra che a mio avviso va dal 5 all’8 per ento. E’ l’area di Sel, dell’antica Rifondazione Comunista. E’ l’area dei simpatizzanti di Tsipras”. E ancora: “Landini è l’unico nel panorama politico di sinistra che ha coraggio. Il Pd, con il partito di Landini in campo, potrebbe tornare intorno al 34% e perdere quindi 4 o 5 punti rispetto agli attuali valori. Ad ogni modo, ci sarebbe un profondo rimescolamento delle carte a sinistra dal quale non verrebbero esclusi i 5 Stelle”.

Amadori sottolinea “il rimescolamento a sinistra che avrebbe forti conseguenze sui grillini. Per questo – spiega – la valutazione di Nicola (Piepoli, ndr) mi pare un po’ prudente. Un soggetto anti-sistema provocherebbe uno smottamento anche nel movimento di Grillo, che potrebbe scendere intorno al 15%. Per questo ritengo che la sinistra-sinistra di Landini possa arrivare anche al 10%, come era il valore prima del cambio di marchi e sigle. Molto dipende dalla comunicazione e dell’agenda politica del nuovo soggetto”. Tutto questo, conclude Amadori, “favorirebbe Salvini, indubbiamente. Tutto quello che porta a indebolire il Pd e i 5 Stelle rafforza la Lega”.