Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
Non nascerà un nuovo partito di sinistra formato da Maurizio Landini e dalla minoranza del Partito Democratico. Ad assicurarlo ad Affaritaliani.it è Alfredo D’Attorre, esponente di spicco dell’ala bersaniana del Pd. “Una collaborazione con il segretario della Fiom è possibile, ma nella distinzione dei ruoli. Non si tratta di fare un partito assieme”, taglia corto D’Attore. “Dobbiamo prendere Landini sul serio quando dice che non farà un nuovo partito ma dal versante sociale e sindacale spiengerà la politica affinché ascolti di più il mondo del lavoro. Per la sinistra Pd Landini deve essere un interlocutore ma sempre in una limpida distinzione di ruoli. A lui il sindacato e a noi il compito di organizzare la rappresentanza politica”.
Quindi non nascerà una Tispras italiana tra Landini e la sinistra Pd? “Credo proprio di no. Ma sbaglierebbe il Pd a rimanere sordo rispetto a un grido di dolore che è arrivato da una piazza come di quelli ieri. Renzi sbaglia ad avere un atteggiamento sprezzante e superficiale rispetto a settori rilevanti del mondo del lavoro che manifestano la loro insoddisfazione”. Poi D’Attore boccia il referendum per abrogare il Jobs Act: “Penso che sia bene partire dall’ipotesi di una legge di iniziativa popolare che possa approdare in Parlamento per provare a correggere il Jobs Act. E’ questa la prima opzione che va percorsa”.

