
Le strade di Nicola Latorre e di Massimo D’Alema si sono ormai definitivamente separate. Il senatore pugliese, intervistato da Affaritaliani.it, non condivide la strigliata del suo ex mentore nei confronti del sindaco di Firenze reo di non aver partecipato alla riunione “Fare il Pd” a cui hanno partecipato numerosi big del Partito Democratico. Latorre prende così le distanze da D’Alema: “La riunione di ieri, era un rispettabile incontro di alcune componenti del partito per cui non vedo perché vi si dovesse partecipare. Io stesso non ho partecipato”. Poi si spinge ancora più in là e sponsorizza la candidatura del sindaco rottamatore: “Considero auspicabile la candidatura di Renzi, è un’ottima notizia per il Pd”. Poi boccia l’eventualità che la carica del segretario sia separata da quella del candidato a Palazzo Chigi: “Le regole non si cambiano un mese prima”.
Massimo D’Alema ha bacchettato Matteo Renzi dicendo che il sindaco avrebbe dovuto partecipare all’incontro “Fare il Pd”. Condivide?
“Intanto non mi permetto di commentare le parole di D’Alema. Detto questo mi auguro che Renzi si candidi. Ma è giusto che sia lui a deciderlo. Inoltre, la riunione di ieri, era un rispettabile incontro di alcune componenti del partito per cui non vedo perché vi si dovesse partecipare. Io stesso non ho partecipato. Ma mi auguro che si torni a parlare del futuro del Paese e che il congresso sia una grande occasione per rilanciare il ruolo del Pd come forza politica guida per uscire dalla crisi di sistema in cui versa il Paese”.
Lei appoggerà Renzi al congresso?
“Considero auspicabile la sua candidatura: sarebbe un’ottima notizia per il Pd”.
Renzi però si candiderà solo se la figura del segretario non verrà scissa d a quella del candidato premier…
“E’ una discussione che non mi appassiona. Le regole non si cambiano un mese prima del congresso. In secondo luogo penso che un leader forte sia utile al Paese e al governo. In terzo luogo il leader del partito è implicitamente il candidato premier. Poi dipende da quando e come si voterà”.
Intanto Franceschini ha paventato il rischio scissione visto il venir meno del collante dell’antiberlusconismo. Anche lei è di questo avviso?
“Intanto il fatto che il collante dell’antiberlusconismo venga meno lo trovo positivo per due motivi: il primo perché le ragioni per stare insieme devono essere positive e non negative, in secondo luogo perché questo significa che il berlusconismo è in crisi profonda. Per il resto non vedo rischi di scissione, vedo invece le condizioni per fare una bella e franca discussione”.
Daniele Riosa
@Daniele Riosa
