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Politica
Lega/ Salvini contestato a Genova dai centri sociali: "Questa non è democrazia"

Dopo Bologna, Matteo Salvini torna ad essere contestato dai centri sociali. In visita a Genova per lanciare la candidatura di Edoardo Rixi vice segretario del partito e in corsa per la presidenza della Regione Liguria, il segretario della Lega Nord è stato accolto da una cinquantina di giovani dei centri sociali che ha manifestato tra via XX Settembre e via Cesarea  contro il suo comizio. Sul posto erano presenti le forze dell’ordine. Gli antagonisti, che portavano uno striscione con su scritto "Fuori la Lega dalla nostra città - Genova Antifascista", hanno intonato slogan contro il Carroccio e il suo leader gridando "Fuori Salvini dalla nostra città".

Gli antagonisti dei centri sociali sono partiti in corteo da piazza della Vittoria e quando hanno raggiunto il Teatro della Gioventù, la zona era stata già tutta transennata e un cordone di carabinieri, poliziotti e finanzieri presidiava le strade vicine e chiudeva l'accesso a via Galata. I manifestanti sono riusciti ad accendere alcuni fumogeni rossi ma sono stati tenuti lontani dall'ingresso del teatro.

 Sulle note di Dolcenera di De André, Salvini ha preso il microfono per celebrare il suo candidato e annunciare un patto con Forza Italia per la Regione: "Berlusconi mi ha detto che, se abbiamo un candidato e un programma credibili, allora lui ci sosterrà. Noi della Lega - ha continuato - puntiamo a far ripartire una Regione che dopo 10 anni di 'burlandismo' (dal nome di Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria, ndr) si è bloccata. Il Ncd - ha proseguito Salvini - sta governando con Renzi: se vogliamo costruire una alternativa a Burlando non lo facciamo con chi governa con Renzi".

Ma è sulle contestazioni, che Salvini ha replicato duro: "Ognuno è libero di manifestare come vuole, basta che non rompa le scatole a cittadini e poliziotti. Sono però stufo di fare comizi blindati, non è democrazia. Uno manifesta con le idee, non con la violenza. Questa non è contestazione ma è mezza delinquenza". Spaccate le targhe intitolate al militante Msi - Fuori dal teatro, gli antagonisti hanno continuato a scandire slogan contro la Lega ("Uccidere un fascista non è reato") finché stanchi di attendere l'uscita del segretario Carroccio dal teatro, hanno ripreso a marciare per il centro diretti in piazza De Ferrari dove si sono sciolti. Ma prima, vicino ala stazione Brignole, hanno rotto due targhe di viale Ugo Venturini, intitolato dall'ex sindaco Pd Marta Vincenzi al militante dell'Msi che fu ucciso da estremisti di sinistra a Genova durante un comizio di Giorgio Almirante nel 1970.

 

 

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