Domenica stranamente priva di impegni pubblici per Matteo Salvini, anche se gli strascichi del sabato di fuoco hanno lasciato il segno nella Lega. Il cellulare del ministro dell’Interno è stato molto utilizzato. Numerose le chiamate al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, ma anche ai due capigruppo Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, così come al fedelissimo al Viminale Nicola Molteni.
Questa volta i vertici della Lega non se la prendono tanto con Luigi Di Maio, anche se le sue parole sul Congresso delle Famiglie a Verona sono state “incomprensibili” e “spropositate”, quanto direttamente con il premier Giuseppe Conte.
La nota di Palazzo Chigi che ha smentito Salvini sulle competenze delle adozioni internazionali viene giudicata nel Carroccio “offensiva” e “irricevibile”, quantomeno per i toni e le parole utilizzate al di là del merito della vicenda.
Nella Lega è molto fortr l’irritazione nei confronti del presidente del Consiglio. “Dal caso Tav in poi – spiega un big leghista – non è più la figura di collegamento tra noi e il M5S, ma si è schierato nettamente con Di Maio”. Al momento siamo alla presa d’atto di una situazione che viene giudicata “insostenibile” anche se non sono state ancora decise azioni concrete.
Sullo sfondo l’ipotesi di una richiesta di chiarimento direttamente con il premier Conte non appena Salvini sarà tornato dal summit dei ministro dell’Interno del G7 in agenda giovedì e venerdì a Parigi. “Una cosa è certa – spiega un altro dei colonnelli del Carroccio – se il clima non cambia sarà quasi impossibile arrivare in queste condizioni a fine legislatura”.

