Dai primi ricordi bipartisan al peso storico del Senatùr. La lega perde il suo fondatore
È morto Umberto Bossi. Il fondatore della Lega aveva 84 anni. La notizia è arrivata nella serata del 19 marzo, a riferirla sono state fonti parlamentari qualificate.
Con la scomparsa di Bossi si chiude un capitolo centrale della politica italiana degli ultimi decenni. Fondatore e volto simbolo della Lega, il Senatùr ha segnato una lunga stagione politica, imponendo temi, parole d’ordine e una presenza che ha lasciato un’impronta profonda ben oltre i confini del suo partito.
Nel bene e nel male, Bossi è stato uno dei leader più influenti e riconoscibili della Seconda Repubblica. La sua parabola politica ha accompagnato l’emersione della questione settentrionale nel dibattito nazionale e ha trasformato la Lega in un soggetto decisivo negli equilibri del centrodestra.
“L’intera comunità della Lega è profondamente scossa e addolorata per la scomparsa del fondatore Umberto Bossi e si stringe con affetto e commozione ai suoi familiari. Tutti gli appuntamenti previsti per domani sono annullati”. Così una nota della Lega. “Matteo Salvini ha cancellato tutti gli appuntamenti previsti per domani e tornerà a Milano con il primo volo”, fa sapere il Carroccio.
Il cordoglio del mondo politico dopo la scomparsa di Umberto Bossi
“Umberto Bossi, con la sua passione politica, ha segnato una fase importante della storia italiana e ha dato un fondamentale apporto alla formazione del primo centrodestra. In questo momento di grande dolore, sono vicina alla famiglia e alla sua comunità politica”. Questo il messaggio postato sui social dalla premier Giorgia Meloni.
Tra i primi a ricordarlo è stato Pier Ferdinando Casini, che ha scritto: “Saluto con affetto e nostalgia Umberto Bossi, un indomito lottatore, un uomo rude e scomodo, ma anche profondamente buono. Ha segnato la storia della politica italiana: merita il rispetto non solo degli amici ma anche dei suoi oppositori”.
Anche Antonio Tajani ha affidato a X un messaggio di cordoglio: “Con tutta Forza Italia piango la scomparsa di Umberto Bossi, leader storico e fondatore della Lega. Grande amico di Silvio Berlusconi, politico di grande intelligenza, è stato un protagonista di primo piano del cambiamento in Italia. Alla sua famiglia un grande abbraccio ed una preghiera perché riposi in pace”.
Dal Veneto è arrivato poi il ricordo di Luca Zaia, che ha sottolineato il peso nazionale del fondatore della Lega: “Non è il Nord che deve dire grazie a Umberto Bossi ma tutto il Paese. Senza il suo contributo di visione, realismo e capacità politica la storia repubblicana sarebbe stata molto differente, priva di un grande interprete della necessità di dare risposte alle istanze dei cittadini delle regioni settentrionali e con esse soluzioni a tutta la società italiana. Nella sua grande abilità è certamente ricorso anche a gesti eclatanti, come quando ha proclamato la secessione del Nord, ma lo ha fatto sempre con l’intento di fissare un punto all’interno del quale l’obbiettivo rimaneva sempre e soltanto il federalismo. Politicamente è stato un padre straordinario per tutti noi, gli siamo profondamente grati”.
“Lo chiamavano il Senatur – sottolinea Zaia – un soprannome che qualcuno voleva a tutti i costi connotare in senso dispregiativo ma che, nella realtà, da solo incarnava l’attenzione imposta nei palazzi romani per realtà territoriali fino ad allora incapaci di far sentire le proprie istanze in un ambiente condizionato dalla partitocrazia centralista. Se la politica ha dovuto affrontare una ‘questione settentrionale’, in buona parte è stato merito della voce roca di Umberto che ne è stato il megafono. Se oggi in Italia c’è una coscienza federalista diffusa, a cominciare da quella che si identifica nell’autonomia differenziata, è merito dell’impegno di chi come Bossi ha visto più lontano di altri”.
“Ci lascia un grande leader – conclude l’ex governatore del Veneto -un vecchio leone a cui mi legano anni di amicizia e militanza nella Lega ma anche momenti di vita istituzionale condivisa come quando siamo stati chiamati nello stesso Consiglio dei Ministri, nel quarto governo Berlusconi, in cui c’erano anche Calderoli e Maroni. Ha sempre impiegato ogni sua forza per interpretare la volontà degli elettori in cui vedeva il popolo a cui sentiva visceralmente di appartenere”.
“Con la scomparsa di Umberto Bossi perdo un amico, un pezzo della nostra storia politica. Non molto tempo fa lo avevo sentito e gli avevo promesso che sarei andato a trovarlo. Non ho fatto in tempo e per me è un cruccio. Non tocca a me ricordare l’incidenza che Bossi, fondatore della Lega, ha determinato nella politica italiana. Comunque lo si giudichi, è stato un gigante per la sua capacità di interpretare l’umore del Nord e le scelte utili alla sua parte politica”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa. “Ho assistito di persona alle tante occasioni di intesa tra lui e Berlusconi che furono decisive, dal 2000 in poi, per convincerlo a fare della Lega un asse importante del centrodestra. Alla sua famiglia e a tutta la Lega rivolgo le più sentite condoglianze, mie personali e del Senato della Repubblica”, ha detto.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricordato Umberto Bossi con un messaggio personale e affettuoso pubblicato sui social: “L’ho sempre stimato e gli ho voluto bene. Addio Umberto”.
Nel suo ricordo, Crosetto ha raccontato anche un episodio risalente ai primi anni della sua esperienza parlamentare, quando si trovò a gestire un passaggio complicato sulla legge di Bilancio. “Ho avuto l’onore di conoscerlo, di lavorare con lui, di scherzare con lui, di confrontarmi e discutere con lui”, scrive il ministro, spiegando che tutto si bloccò durante una trattativa notturna per l’opposizione della Lega a un finanziamento destinato ai lavoratori socialmente utili di Palermo e Napoli e a un intervento sui dissalatori in Sicilia.
A sbloccare la situazione, racconta Crosetto, fu proprio l’intervento di Bossi, entrato nella stanza nel cuore della notte. Dopo aver ascoltato la proposta, il leader della Lega diede il via libera con una battuta brusca ma chiara: “‘Perché mi avete disturbato (fu un po’ più rude), se avete trovato una soluzione seria su Napoli e Palermo? L’unica mia preoccupazione è che poi tengano in funzione i dissalatori, una volta fatti’”.
Per Crosetto, quell’episodio racconta bene il tratto politico e umano del Senatùr: “Perché lui era così: di buonsenso, mai superficiale e molto realista”. Poi chiude: “Avrei moltissimi altri ricordi di lui prima e dopo che l’ictus lo colpisse”.
“È indubitabile che Umberto Bossi sia stato un protagonista della storia politica recente del nostro Paese. Esprimo il mio cordoglio, anche a nome del Movimento 5 stelle, ai suoi cari e alla comunità politica della Lega, che perde il suo storico fondatore e una personalità di assoluto riferimento”. Lo scrive in una nota Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle.
“Addio a uno dei protagonisti più rilevanti, nel bene e nel male, della politica italiana degli ultimi trent’anni. Sia per chi lo ha amato, sia per chi lo ha avversato Bossi è stato un pezzo di storia repubblicana. L’ho conosciuto personalmente tardi, già malato ma ne ho apprezzato, pur da avversario, la tempra e la passione umana e politica. Che riposi in pace”. Lo dichiara in una nota Matteo Renzi, leader di Italia viva.
Anche PierLuigi Bersani ha commentato su X: “L’avversario più dignitoso che ho avuto in vita mia, e alla fine quello a cui ho voluto più bene”.

