C’è la Lega di Matteo Salvini che esulta per i buoni risultati del Carroccio alle Comunali in Sicilia, terra lontanissima dalla Padania e dall’ex dio Po. Poi la Lega (Liga Veneta) di Luca Zaia che alza ogni giorno i toni e minaccia la crisi di governo se non arriva in tempo l’autonomia regionale. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, non si tratta affatto di una strategia studiata a tavolino, come qualcuno potrebbe ipotizzare.
Il presidente della Regione Veneto, molto più del Governatore lombardo Attilio Fontana, è a dir poco irritato per i tempi non lunghi ma lunghissimi dell’autonomia. “La Liga (Veneta, ndr) è in fermento, o a Roma si danno una mossa o qua succede qualcosa di grosso”, spiegano dal Carroccio regionale. Le preoccupazioni non sono solo legate alle elezioni del prossimo anno, appuntamento al quale Zaia non può assolutamente arrivare con le mani vuote, ma anche – ragionano i leghisti veneti – a un atteggiamento non troppo convinto da parte del segretario e vicepremier.
Salvini aveva assicurato prima di Natale che il provvedimento sarebbe entrato in vigore entro la fine dell’inverno, siamo ormai a maggio e ancora non ci sono tempi certi. Non solo, anche l’alleanza con i centralisti anti-federalisti spagnoli di Vox (dopo quella con la destra nazionalista di Marine Le Pen) ha fatto scattare molti allarmi nella Liga Veneta. “Fino a qualche anno fa inneggiavamo all’indipendenza della Catalogna, ora siamo con chi eliminerebbe perfino l’autonomia che c’è ora. Incredibile“.
E’ vero che Salvini quando va al Nord richiama gli alleati sull’importanza dell’autonomia, indicata come “priorità“, ma poi quando va a Napoli, in Sicilia o a Roma il tema magicamente scompare dall’agenda. Anche perché la Lega Salvini premier non è più la Lega Nord e ha almeno un 25% di parlamentari eletti dalla Capitale in giù che non hanno certo in cima alle loro priorità l’autonomia di Veneto e Lombardia.
A microfono spento i big del Carroccio spiegano che il tema verrà affrontato entro l’autunno, con l’ok definitivo – di sicuro non c’è nulla – entro Natale di quest’anno. Fatto sta che la Lega rischia un’estate molto calda con Salvini schiacciato tra le istanze della vecchia Lega (Veneto e in parte Lombardia) e il partito nazionale e sovranista, alleato di Vox e della Le Pen. Cioè l’opposto dell’autonomia regionale.
Per il momento Salvini riesce ancora a controllare la situazione. Ma se i 5 Stelle dovessero continuare sulla strada delle calende greche, appellandosi alla centralità del Parlamento (ribadita quasi quotidianamente dal presidente Roberto Fico), cercando anche di segare buona parte delle materie sulle quali Zaia e Fontana hanno chiesto l’autonomia, la Lega Nord-Liga Veneta e la Lega Salvini premier rischiano di andare in corto circuito e di aprire una dolorosa contrapposizione interna.


