Cosa hanno davvero detto le luci e rosse e verdi dello schermo del Parlamento Italiano (accesosi per magia) il cui risultato ha di fatto affossato la legge elettorale. Una legge elettorale voluta dai quattro partiti che, in maniera ipocrita, hanno diffuso nel paese, a colpi di dichiarazioni e interviste, l’idea che fossero in quasi totale accordo.
LEGGE ELETTORALE AFFONDATA. I QUATTRO A BAGNO MARIA
Ma, alla fine, nel segreto del voto diventato palese si è visto che i ‘quattro dell’Ave Maria’ sono splendidamente finiti a ‘Bagno Maria’.
Purtroppo però il flop della legge elettorale ha evidenziato due aspetti pesanti per la politica italiana e per il paese: la mancanza di leadership forti e credibili e la dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, di non credibilità dell’intero Parlamento.
LEGGE ELETTORALE AFFOSSATA. SOLO UN DISEGNO EGOISTICO DELLA POLITICA
Ma come da qualche tempo e ogni giorno gridate al paese ‘al voto al voto’ sulle ali di una legge elettorale che pensavate di aver in mano bella pronta, non perché ci credete o pensiate faccia bene al paese, ma solo per un egoistico tornaconto politico e, al primo piccolo intoppo, la affossate?.
PD, Forza Italia, M5S e Lega (ma per onestà intellettuale in questo processo caotico la Lega è stata in disparte) hanno probabilmente capito, in ritardo, che non avrebbero potuto fidarsi gli uni degli altri e all’unisono, pur senza accordo, hanno fatto saltare il banco. In particolare i franchi tiratori sono saltati fuori da PD e M5S.
LEGGE ELETTORALE AFFOSSATA. MANCANZA DI LEADERSHIP.
Silvio Berlusconi, che tutti pensavano essere ritornato alla grande sulla scena politica quale mente della nuova legge ‘tedesca’, ha dovuto subire l’ennesimo affronto. Un due tre e il suo progetto è stato bellamente affossato.
Matteo Renzi ha perfettamente capito che più si agita e più perde consenso dal paese. Un paese che non fa fatica a capire come l’ex premier scalpiti troppo per togliersi di dosso il peso dell’ex senza però avere in mano una strategia seria di medio periodo per l’Italia.
Beppe Grillo, invece, si sta sempre più accorgendo che la sua leadership, forte nelle piazze, è sempre più messa in discussione da un movimento che si sta trasformando in un partito vero che vuole governare pur sapendo di non avere ancora l’esperienza per farlo.
LEGGE ELETTORALE AFFOSSATA. UNA PICCOLA FORTUNA PER L’ITALIA
Unica nota positiva che, da questo marasma, il dannoso voto anticipato, si allontana e probabilmente scompare. Questo per buona pace in primis degli italiani, secondo di un Sergio Mattarella che, a malincuore avrebbe sciolto le camere in anticipo, e di un Angelino Alfano che, scampata la paura della soglia al 5%, può pensare di essere ancora politicamente vivo.

