Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti – Editore Marcello Antelmi

Home » Politica » Legge elettorale, al via alla Camera la discussione in terza lettura. Domani il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità

Legge elettorale, al via alla Camera la discussione in terza lettura. Domani il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità

Articolo in aggiornamento

Legge elettorale, al via alla Camera la discussione in terza lettura. Domani il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità

Legge elettorale, al via alla Camera la discussione in terza lettura

È iniziata nell’Aula della Camera, in terza lettura, la discussione generale sulla legge elettorale. Nella giornata di oggi, la Commissione Affari costituzionali ha approvato il testo, conferendo il mandato ai relatori Angelo Rossi (FdI), Nazario Pagano (FI), Igor Iezzi (Lega) e Alessandro Colucci (Nm).

Nominati anche i relatori di minoranza: Federico Fornaro per il Pd, Carmela Auriemma per il M5S, Filiberto Zaratti per Avs e Riccardo Magi per +Europa. Il calendario dei lavori prevede per domani, a partire dalle ore 12, l’esame delle pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. Sulle relative votazioni potrà essere richiesto lo scrutinio segreto.

Magi (+Europa) annuncia lo sciopero della fame

“Ho iniziato un digiuno, uno sciopero della fame per chiedere a questo parlamento e a questo governo di fermarsi perché sta compiendo un atto di prepotenza e per chiedere di adottare norme più ragionevoli almeno sulla possibilità di raccogliere le firme digitali tramite Spid, con la convinzione che state scrivendo una giornata buia per la nostra democrazia, dimostrando inoltre di avere paura della competizione elettorale e di voler decidere chi può essere sulla scheda e chi no. Tutto questo, non per limitare la proliferazione incontrollata di liste che non hanno una consistenza nel Paese, ma semplicemente perché non volete che si presentino liste nella coalizione contrapposta alla vostra”, ha detto il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, illustrando la relazione di minoranza sulla riforma elettorale nell’Aula di Montecitorio.

“Abbiamo avuto poche settimane fa il saluto trasversale di tutto il mondo politico nazionale ed internazionale alla nostra leader e fondatrice del nostro partito, Emma Bonino: se oggi Emma avesse voluto candidarsi alle prossime elezioni – ha spiegato Magi – avrebbe dovuto raccogliere le firme per dimostrare di avere un po’ una consistenza politica, una consistenza politica che chi è qui, pur avendo raccolto molti meno voti di noi alle scorse elezioni, impone a tutti gli altri che sono fuori”. “Non solo avete tolto la firma digitale, ma – ha rincarato il leader di + Europa – avete anche quadruplicato il numero delle firme e avete reso anche obbligatorio l’indicazione di una persona da proporre per Palazzo Chigi, collegando la sua omissione la ricusazione della lista. Anche per questo faremo di tutto, usando le armi e gli strumenti della nonviolenza e della mobilitazione democratica e civile, e attraverso ricorsi in ogni sede giurisdizionale nazionale e sovranazionale, per bloccare quella che è una torsione antidemocratica e plebiscitaria della nostra democrazia parlamentare, che già non se la passava bene ma che oggi – ha concluso Magi – rischia di ricevere un colpo letale”.

Dopo l’annuncio di Riccardo Magi, leader di +Europa, di uno sciopero della fame per protestare contro la legge elettorale, la vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli (FI), ha commentato: “Basta con questa cosa ridicola del digiuno a fini politici. Basta sceneggiate. La privazione del cibo è una cosa seria. Terribilmente seria. Lo è per chi soffre di disturbi alimentari e può arrivare a rischiare la vita perché non riesce ad alimentarsi. Lo è per chi vive in povertà e ogni giorno vorrebbe mangiare, ma non può. Per questo l’ennesimo digiuno di Magi ha stufato ed è, francamente, indecoroso”. E ancora: “Non si può trasformare la privazione del cibo in uno strumento di lotta politica e, soprattutto, non si può ignorare il messaggio che si manda a chi ogni giorno combatte con la fame o con un disturbo alimentare. Che messaggio pensa di dare la politica a queste persone? Magi è liberissimo di contestare la legge elettorale, di protestare e di portare avanti tutte le battaglie politiche che vuole. Ma ci sono mille modi per manifestare il proprio dissenso senza trasformare il digiuno in uno show mediatico“.

“La politica può essere radicale, dura, provocatoria – ha proseguito Ronzulli – Ma questa forma di protesta è anacronistica e, soprattutto, inutilmente e dannosamente sbeffeggiante. Non siamo più negli anni di Pannella, quando il digiuno e il proprio corpo venivano usati come strumenti di lotta non violenta per rompere il muro dell’indifferenza mediatica e istituzionale. Se Magi vuole riproporre quella stagione e la dottrina della non violenza, trovi un’altra forma di protesta: si leghi pure a un banco di Montecitorio, ma lasci stare il cibo. Soprattutto, evitiamo di dare ai nostri ragazzi messaggi sbagliati e di sbeffeggiare, anche involontariamente, chi un tozzo di pane non ce l’ha”, ha poi concluso Ronzulli.

Zaratti (Avs): “Più che stabilicum, un ‘azzeccagarbuglium’”

“Stabilicum? Melonellum? Il nome più giusto per questa legge è ‘Azzecagarbuglium’”, ha detto Zaratti di Avs. E ancora: “La parità di genere è un capisaldo del nostro paese, ma con questa riforma facciamo un passo indietro anche su questo punto. L’avete approvata perchè avete troppi maschi da candidare. E sulle firme? E’ evidente che ci ritroveremo nel prossimo parlamento con forze politiche ripescate grazie alla norma del miglior perdente. Rischia di vincere chi prende meno voti di quanti ne avete imposti per presentare una lista alla elezioni. Disegnate una democrazia della casta, a numero chiuso. Chi sarà in grado di raccogliere 450mila firme? State costruendo una democrazia autoritaria, uno stato autoritario. Questa è la trasformazione che volete mettere in campo attraverso una legge elettorale illiberale e antidemocratica”.

Auriemma (M5s): “Forza Italia e Lega hanno molti più uomini che donne tra gli eletti”

“Dopo i due precedenti passaggi alla Camera e al Senato, è evidente che la nuova legge elettorale è stata scritta non solo per provare a favorire il centrodestra nel suo complesso, ma addirittura per riportare in Parlamento le stesse persone che oggi siedono sui banchi della maggioranza. Questa legge elettorale è stata fatta da un’élite politica per se stessa”, ha detto la deputata Carmela Auriemma, vicepresidente del gruppo M5S, intervenendo in Aula a Montecitorio come relatrice di minoranza sulla legge elettorale.

“Il premio di maggioranza di ben 105 parlamentari – ha aggiunto – è del tutto illogico: una distorsione grave che premia in modo abnorme chi prende anche solo lo 0,1% in più. Le preferenze che Meloni dice di aver introdotto sono una presa in giro: con i capilista bloccati, tutti sanno che il Parlamento sarà ancora pieno di nominati che scavalcheranno i candidati che ottengono le preferenze dei cittadini”. In merito alla norma relativa alla raccolta delle firme per le liste non rappresentate in Parlamento: “È una norma gravissima, uno sbarramento implicito e antidemocratico contro le nuove forze politiche, per di più attraverso una procedura che ci riporta indietro nel tempo a metodi napoleonici”.

“Ad aggravare il quadro – ha proseguito la pentastellata – c’è la cancellazione dell’equilibrio di genere tra i capilista bloccati. Il perché lo sappiamo bene: Forza Italia e Lega hanno molti più uomini che donne tra gli eletti e quindi scrivono la legge in modo tale da garantirsi mano libera per ricandidare e rieleggere tanti uomini. Mettendo insieme tutti i tasselli, è chiarissimo che questa legge è l’ennesimo atto di prepotenza della maggioranza contro la democrazia e la Costituzione. Il centrodestra l’ha scritta solo per provare a blindare se stesso, assumendosi la responsabilità di proporre un testo con vari profili di incostituzionalità”.

Giachetti (IV): “Le preferenze? Una sola agli italiani”

“Le preferenze? Sono un’enorme sola al popolo italiano.Vi siete ammazzati al Senato perchè c’era chi voleva le preferenze, quelle vere, con la libertà dell’elettore di andare a votare ed esprimere le sue preferenze. Il sistema che vi siete inventati è un artificio che non consentirà all’elettore di scegliere il candidato. Fratelli d’Italia ha sempre detto che era a favore delle preferenze, Lega e Forza Italia no. E allora vi siete inventati una presa in giro”, ha detto Roberto Giachetti, di Italia Viva. “Spero che andrete a sbattere contro un muro, con questa legge elettorale”

Bordonali (Lega): “Più cittadini nelle decisioni”

Per la Lega, nelle parole di Simona Bordonali, la parola chiave della riforma è “scelta. Scelta degli eletti, dell’indirizzo politico, conoscenza di chi guida il governo, stabilità per poter governare e mantenere gli impegni presi. Più cittadini nelle scelte e più vicinanza tra politica ed elettori”.

Ricciardi (Pd): “Legge elettorale di prese in giro”

“I capilista bloccati? Una presa in giro. La scelta delle preferenze parla esclusivamente dei collegi più grandi, con questo sistema quelli più piccoli non vedranno scientificamente nessun eletto. Avete raccontato al paese che dopo 35 anni avete ripristinato le preferenze. Questo è falso”, ha detto Toni Ricciardi del Pd. “Questa legge elettorale dà un colpo mortale alla rappresentanza degli italiani all’estero e colpisce direttamente anche il primo partito dell’opposizione. L’ossessione di questo governo verso gli italiani all’estero è stata una costante della legislatura. Il governo dei patrioti ha agito per sottrazione e non per addizione: ha ristretto la trasmissione della cittadinanza per alcune categorie di italiani nati all’estero, ha tagliato risorse, peggiorato i servizi consolari e ora interviene sulla rappresentanza di oltre sette milioni di cittadini. Avevate promesso il ministero degli Italiani all’estero e non lo avete mai fatto. In compenso avete raschiato il barile delle risorse destinate alle nostre comunità nel mondo. E oggi, dopo aver ridotto diritti e servizi, intervenite anche sulle circoscrizioni elettorali, proprio dove esistono le preferenze pure e istituite l’assurdo Collegio Mondo“, ha spiegato Ricciardi.

“Nel 2022 sette dei dodici eletti all’estero erano del Pd. È difficile non vedere in questa riforma anche un colpo diretto al primo partito dell’opposizione. La rappresentanza degli italiani nel mondo non può essere trattata come una variabile da modificare a seconda delle convenienze politiche. Questa non è semplificazione: è svuotamento della rappresentanza. Gli italiani all’estero meritano più diritti, più servizi e una rappresentanza adeguata, non di essere progressivamente esclusi”, ha concluso Ricciardi.

Appendino (M5s): “Meloni ha paura di chi la supera a destra”

“Mentre il caro vita sta esplodendo, qual è l’urgenza per voi? Il decreto sul burqa e sugli stranieri nelle scuole: una norma vergognosa, obbrobriosa, cinica”, ha detto Chiara Appendino (M5s) in Aula. “Avete perso la lucidità, siete nel panico per la paura di essere superati a destra. Voi avete paura di voi stessi. La legge elettorale la avvitate alla fiducia, perchè siete nel panico. Avete il terrore dei franchi tiratori, non vi fidate dei vostri vicini di banco. Fatevi una domanda. Presidente Meloni, una presidente forte non cambia le regole alla fine del gioco. Questa non è una prova di forza, ma una prova di paura”, ha concluso.

LEGGI LE NEWS DI POLITICA

Affari Alert

Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.

0,99€ fino al 31 Dicembre 2026

Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno