Punti chiave
- Legge elettorale, opposizioni verso l’astensione sull’articolo 8
- Legge elettorale, la Camera conferma la fiducia al governo
- Maraio (Avanti Psi): "Legge elettorale, errori da primo anno di Giurisprudenza"
- Auriemma (M5S): "Una scommessa cinica contro la Costituzione"
- PD, Ascani: "Paura, menzogna, disprezzo e fallimento"
- FdI: "L’articolo 3 è un tassello fondamentale della riforma"
- Lega: "Il voto sarà più coerente con lo spirito dell’autonomia"
- FI: "La legge non è figlia della paura"
- Benzoni (Azione): "Siamo al terzo voto di fiducia, di cosa avete paura?"
- Bergamini (FnV): "Voteremo no alla fiducia anche sull’articolo 3"
Sono in corso alla Camera le dichiarazioni di voto sull’articolo 8 della legge elettorale, relativo al voto fuori sede. Le forze di opposizione stanno annunciando l’intenzione di astenersi. In prima lettura alla Camera, le forze di minoranza avevano invece votato a favore dell’articolo, pur evidenziandone le criticità. Lo ha ricordato la deputata del M5S Vittoria Baldino.
In questa terza e ultima lettura, la scelta delle opposizioni è dunque quella dell’astensione. La norma viene considerata “insufficiente”, anche se viene riconosciuto lo “sforzo” compiuto.
L’Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo con 228 voti favorevoli, 144 contrari e 3 astenuti. È la terza e ultima fiducia posta dall’esecutivo sulla riforma della legge elettorale, questa volta sull’articolo 3.
La norma prevede il ridisegno dei collegi elettorali di Merano, Bressanone e Bolzano.
“Si accingono a votare la quinta legge elettorale della Seconda Repubblica, un record negativo nel mondo, e hanno messo persino la fiducia. Ancora una volta toccherà alla Corte costituzionale correggere gli errori della politica”. Lo ha detto Enzo Maraio, segretario di Avanti Psi.
“Basterebbe mandare questo testo agli studenti del primo anno di Giurisprudenza, mentre preparano l’esame di diritto costituzionale: alcune storture le vedrebbero loro. Sono errori da manuale. Se ci fossero i bookmaker inglesi, l’intervento della Corte costituzionale ormai non lo quoterebbero neppure”, ha aggiunto.
Maraio ha quindi elencato alcune delle questioni sollevate dal partito: “Indicazione del premier, premio di maggioranza, alternanza di genere, firme: abbiamo sollevato questioni precise”. Proprio sul tema delle firme, ha spiegato, “si introduce una disparità macroscopica tra le forze politiche”. Alcuni partiti, secondo Maraio, “per raccogliere le sottoscrizioni richieste, sarebbero costretti di fatto a chiudere le liste prima di quelle esentate”.
“E questa dovrebbe essere una competizione alla pari?”, ha aggiunto. “Invece di fermarsi, correggere gli errori e confrontarsi, mettono la fiducia e tirano dritto”. “Questa legge finirà davanti alla Consulta e saranno bocciati ancora una volta. Le regole della democrazia non possono essere piegate alle convenienze della maggioranza di turno”, ha concluso Maraio.
“Oggi il governo chiede la fiducia sulle regole del gioco democratico, sulla legge che stabilisce come i cittadini scelgono chi li rappresenta. È il gesto di chi ha paura: paura del Parlamento, ma anche della propria maggioranza”. Lo ha detto la deputata Carmela Auriemma, vicepresidente del gruppo M5S, intervenendo in Aula durante la dichiarazione di voto sulla fiducia posta dal governo sulla legge elettorale.
Secondo Auriemma, la fiducia servirebbe anche a “mettere in riga chi nel centrodestra a luglio ha già dimostrato di non credere a questa legge”. “Questa fiducia, colleghi della maggioranza, è rivolta a voi prima che a noi. È un guinzaglio. Chi vi guida non si fida del vostro voto libero”, ha aggiunto.
Auriemma ha poi ironizzato sul nome “Stabilicum”: “L’avete chiamata ‘Stabilicum’, ma qui di stabile c’è solo la vostra poltrona”. Nel merito della riforma, ha parlato di “una vera stortura democratica”, contestando il meccanismo dei seggi aggiuntivi: “Settanta seggi in regalo alla Camera, trentacinque al Senato sono un premio abnorme che trasforma una minoranza del Paese in padrona del Parlamento”.
“In un’Italia dove ormai vota un cittadino su due, state costruendo una maggioranza blindata sulle spalle di un quarto degli italiani”, ha proseguito la deputata. “E con quella maggioranza si eleggono il Presidente della Repubblica, i giudici costituzionali, i componenti del Csm”.
Nel mirino anche i capilista bloccati. “Avevate promesso ai cittadini che avrebbero scelto. Invece i nomi che contano li scriveranno ancora una volta le segreterie di partito, non gli elettori nelle urne”, ha affermato Auriemma, definendo la riforma “una scommessa cinica contro la Costituzione”.
“Fuori da questo palazzo c’è il Paese reale. Quello che avete dimenticato. Avevate promesso di tagliare le accise: sono ancora lì. Avevate promesso di abbattere le liste d’attesa: gli italiani aspettano mesi per una visita e chi non può pagare rinuncia a curarsi. Avevate promesso di difendere i salari: sono tra i più bassi d’Europa e avete detto no al salario minimo. Si continua a morire, 342 morti dall’inizio dell’anno. La produzione industriale arretra, le bollette schiacciano famiglie e imprese, i giovani fanno le valigie”, ha detto.
E ancora: “Avete speso centinaia di milioni per centri vuoti in Albania. Questo è il bilancio di quattro anni. E siccome sui risultati non potete chiedere il voto degli italiani, provate a cambiare il modo in cui gli italiani votano. Ma c’è una cosa che nessuna legge elettorale può darvi: il consenso che avete perso. Potete porre la fiducia in quest’Aula. Non potete imporla al Paese. Quella, la fiducia degli italiani, l’avete tradita. E nessun premio di maggioranza ve la restituirà”, ha concluso.
“Paura, menzogna, disprezzo e fallimento”. Sono, secondo Anna Ascani, i caratteri della legge elettorale, che a suo giudizio sarebbe stata voluta “last minute nell’ultimo anno” di governo.
La deputata del Pd, intervenendo sulla fiducia all’articolo 3, ha accusato la maggioranza di avere agito per paura di perdere il potere. “La paura di perdere il potere vi ha condotto a mettere sotto al tappeto anche la madre di tutte le riforme, il premierato”, ha detto, collegando la scelta anche al timore di una nuova “batosta” al referendum. Sulle preferenze, Ascani ha parlato di “balle”, sostenendo che, per come è stato costruito il meccanismo, “i nominati saranno circa l’80%”.
“È ora che vi facciate da parte, permettendo ai cittadini di liberarsi di questo mostro di immobilismo e propaganda”, ha concluso.
“L’articolo 3 non è un’eccezione, ma un tassello di un mosaico”. Lo ha detto Alessandro Urzì di Fratelli d’Italia intervenendo in Aula sulla fiducia all’articolo 3 della legge elettorale. Urzì ha spiegato che la riforma ha “una prospettiva nazionale”, ma allo stesso tempo offre “garanzie di rappresentatività della complessità di un territorio plurilingue”. “L’articolo 3 è un tassello fondamentale di una legge che serve solo all’Italia e agli italiani”, ha aggiunto il deputato.
“Questa legge elettorale mira nel suo complesso a contemperare due esigenze: rappresentatività e governabilità”. Lo ha detto la deputata della Lega Manuela Maffioli durante la dichiarazione di voto sulla fiducia all’articolo 3. L’articolo 3, che ridisegna alcuni collegi dell’Alto Adige, permetterebbe inoltre, secondo la deputata, di rendere il “voto più coerente con lo spirito dell’autonomia”.
“È una legge che consente a ciascun elettore di affermare le proprie idee senza concedere troppo alla polarizzazione”. Lo ha detto Paolo Emilio Russo di Forza Italia, annunciando il voto favorevole alla fiducia sull’articolo 3 della legge elettorale. Secondo Russo, l’impianto della riforma permette di avere “un candidato premier e programmi chiari da subito”. La governabilità, ha sottolineato, “non è la dittatura della maggioranza, ma la capacità di decidere”.
“Questa legge non è figlia della paura, tutt’altro. Il ritorno delle preferenze valorizza chi vive nei territori”, e la possibilità di “investire sulle donne”, dal momento che “non esiste un ostacolo pregresso”.
“Siamo al terzo voto di fiducia sulla legge elettorale e già fa ridere così”. Lo ha dichiarato Fabrizio Benzoni di Azione intervenendo in Aula sulla fiducia posta dal governo sull’articolo 3.
“La domanda è: di cosa avete paura? Di perdere”, ha aggiunto il deputato. Secondo Benzoni, il messaggio rivolto al Parlamento sarebbe “o votate questa legge elettorale o andate tutti a casa”. Una norma che, a suo giudizio, “allontanerà gli elettori dagli eletti”.
“Gli italiani non possono essere presi in giro da una legge elettorale che non sarà rappresentativa dei territori, ma solo delle segreterie di partito”. Lo ha detto Davide Bergamini di FnV durante la dichiarazione di voto sulla fiducia posta dal governo sull’articolo 3 della legge elettorale.
Secondo Bergamini, “le logiche di partito spesso non sono in linea con le esigenze degli italiani”. Per questo, ha annunciato, “continueremo a stare sempre dalla parte degli italiani” e “voteremo no alla fiducia anche sull’articolo 3”.
Sono iniziate le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sull’articolo 3. La chiama per appello nominale è prevista a partire dalle 10.50. Ieri l’assemblea ha già approvato la fiducia posta sull’articolo 1 e quella posta sull’articolo 2.


