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Politica

Berlusconi, 1/ Tornare a Mattarellum in pochi mesi

"Ora si deve trovare un accordo per una nuova legge elettorale: noi pensiamo che questo accordo non si possa trovare se non con l'abrogazione in un colpo solo di questa legge ritornando alla legge di prima e cioe' il Mattarellum. Per farlo speriamo che occorrano pochi mesi". Lo dice Silvio Berlusconi in una telefonata a una sede di Fi.

Berlusconi 2/ Convincendo i delusi grillini arriviamo al 50%

"Gli elettori di Grillo non credo che siano cosi' difficile da convincere visti i risultati della loro presenza in Parlamento. Il nostro progetto e' quello di mettere insieme per ogni sezione elettorale una squadra di cinque, dieci volontari azzurri che possano dedicarsi con passione a questa missione di liberta'". Lo ha detto Silvio Berlusconi durante una telefonata ad un pranzo dei parlamentari e militanti di Forza Italia a Dozza Imolese. "Si scartano quelli del Pd, si tengono in caldo quelli di Fi e con gli altri si mette in campo una attivita' di convincimento, anche con il porta a porta. Possiamo puntare ad avere con questo sistema piu' del 50 per cento", ha concluso Berlusconi.

Il gesto e' di quelli che raccontano piu' delle parole: Matteo Renzi compare nella sala delle conferenze stampa della sede del Pd, dopo aver atteso che Roberto Giachetti prendesse posto dietro ai microfoni. In jeans, giacca e camicia bianca, saluta appena i giornalisti presenti e si dirige spedito dall'amico Bobo, compagno nella battaglia per portare la legge elettorale alla Camera. I due si abbracciano a lungo, Renzi accenna a un "grazie" subito fermato da Giachetti: "No, grazie a te". Poi, il neosegretario prende posto in prima fila, bersagliato dai flash dei fotografi: "Oggi parla Giachetti", taglia corto con chi si avvicina per tentare di porre domande. Le parole di Giachetti sulla legge elettorale, e' il messaggio, sono le parole del segretario.

Un concetto esplicitato dallo stesso deputato quando, ormai a conclusione della conferenza stampa, si lascia sfuggire: "Siamo in sintonia, diciamo che l'obiettivo del Pd e' fare in modo che ci sia ua legge elettorale, non di fare cadere il governo". Giachetti parla, si toglie piu' di un sassolino dalla scarpa per ricordare quei "dirigenti del partito, del mio partito, che mi hanno denigrato e insultato" all'inizio di questa battaglia. Per loro, Giachetti "era il braccio armato di Renzi per fare cadere il governo". Il sindaco di Firenze ascolta, sempre sotto il 'tiro' delle telecamere. Non lascia trapelare emozioni, neanche fosse impegnato in una partita a poker. E non batte ciglio nemmeno quando Giachetti pone la deadline di meta' gennaio per vedere formulata dalla prima commissione della Camera una proposta "compiuta ed avanzata. Niente giochetti alla Quagliariello. Se qualcuno pensa di rimettere in campo la crisi di governo, sappia che e' un'arma spuntata. Si fa la riforma elettorale e, poi, si fanno le riforme istituzionali. Non ci si venga a dire che la legge elettorale riguardera' solo la Camera perche' bisognera' aspettare l'abolizione del Senato. No: si fa la legge elettorale. Poi, adattarla al nuovo Senato delle autonomie sara' un gioco da bambini". Sui contenuti della riforma, e' noto che l'optimum per Renzi sarebbe quel modello 'Sindaco d'Italia' mutuato dal meccanismo che elegge i sindaci, ma che ha gia' ricevuto critiche da diversi esponenti democratici, Gianni Cuperlo in testa.

Un modello che, tuttavia, sembra piacere ad Alfano e non dispiacere a Forza Italia e ad altri tra le forze d'opposizione. Un modello che, applicato ai sindaci, ha mostrato di funzionare, "mandando a casa quei sindaci che hanno governato male e confermando quelli che, per cinque anni, hanno fatto il loro dovere". Giachetti, tuttavia, apre anche ad un'altra possibilita': "Per me sarebbe meglio il Mattarellum con un premio di maggioranza al 25 per cento. Sono pero' disponibile a qualsiasi altra legge salvaguardi i due cardini: mantenimento del bipolarismo e restituzione ai cittadini del ruolo di arbitri indiscussi". La fine della conferenza stampa ricalca il suo inizio: Giachetti ringrazia Renzi e si dice "orgoglioso e onorato di aver avuto la possibilita' di tenere questa conferenza stampa nella sede del mio partito dopo essere stato trattato come un corpo estraneo ad esso". Di nuovo un abbraccio, una stretta di mano con il segretario. Renzi saluta e sparisce dietro il 'sipario' costituito dal pannello che reitera il logo dei democratici. Giachetti si prepara a le domande a margine: si alza e stringe ancora un po' la vecchia cintura di cuoio utilizzata in questi giorni di digiuno: "Ho lasciato sul campo 30 chili in due scioperi della fame", spiega. Il prologo e' su twitter: una fotografia immortala il vicepresidente della Camera nell'atto di portare alla bocca un cucchiaino di omogeneizzato. Per i medici il 'cambio di passo', almeno nella dieta, deve essere graduale.

L. Elettorale: Giachetti, stop sciopero - Roberto Giachetti sospende lo sciopero della fame iniziato il 7 ottobre per chiedere lo spostamento del ddl di riforma elettorale alla Camera. L'esponente del Pd, vicepresidente dell'aula di Montecitorio, lo ha detto in conferenza stampa al Nazzareno. "Annuncio che sospendo da oggi lo sciopero della fame", ha spiegato Giachetti, che poi ha stigmatizzato le minacce di crisi di governo come "un'arma spuntata".

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legge elettoralegiacchetti
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