Il governo Meloni si gioca tanto con l’approvazione o meno della nuova legge elettorale. Tra oggi e domani si decide il futuro dell’esecutivo. In caso di esito non favorevole del voto non è esclusa nessuna ipotesi, nemmeno il ritorno alle urne, anche se la decisione spetterà a Mattarella. La maggioranza è preoccupata, si temono i franchi tiratori nel voto segreto di domani. Ma c’è un altro aspetto che preoccupa la premier e i suoi fedelissimi, vale a dire il parere della Consulta. L’idea che la Corte costituzionale possa “smontare alcuni pezzi” della nuova legge elettorale attraversa i partiti della maggioranza e il governo.
Tanto che – riporta Il Corriere della Sera – il possibile scenario è finito perfino nei radar del ministero della Giustizia. Da Via Arenula non escludono che “possano spuntare rilievi di incostituzionalità”. Lo mettono in conto. A domanda secca, il ministro Carlo Nordio taglia corto: “No comment”. A tifare per un intervento della Corte c’è tutta l’opposizione. A partire dal Pd, tendenza Elly Schlein. L’auspicio della segretaria, per esempio, è che non passi l’indicazione sulla lista del candidato premier: “In effetti sarebbe fantastico“, ammettono i consiglieri di Schlein.
Si tratta infatti proprio della questione chiave che sta facendo litigare Schlein e Conte. I due non riescono a trovare l’accordo ed entrambi ambiscono a quel ruolo. Ieri il leader del M5s aveva svelato di aver tentato di convincere la segretaria del Pd a scegliere un federatore terzo, si erano fatto i nomi del sindaco di Roma Gualtieri e di quello di Napoli Manfredi, “ma Schlein ha respinto questa ipotesi”, ha detto Conte.


