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epifani (1)

Come sarà la nuova legge elettorale transitoria si vedra', la discussione e' appena partita. Per oggi il Pd ha messo un solo punto fermo: non si dovra' piu' andare a votare con il 'Porcellum'. E' questo l'orientamento deciso nel corso del vertice alla Camera con il segretario Guglielmo Epifani, linea che sara' portata domani al vertice di maggioranza. All'incontro hanno partecipato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, il sottosegretario Sesa Amici, i capigruppo di Camera e Senato, Roberto Speranza e Luigi Zanda, la presidente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, Anna Finocchiaro, e il capogruppo in commissione a Montecitorio, Gianclaudio Bressa. Il segretario Pd ha chiarito che il partito e' d'accordo su una clausola di salvaguardia, che sventi appunto il rischio di tornare alle urne con l'attuale normativa Calderoli, ma anche che non accettera' mai una legge elettorale pur che sia. Di certo "a noi il 'Porcellum' non piace", ha aggiunto.

Dunque anche se sul nuovo modello il Pd non ha messo ipoteche, la bocciatura dell'attuale legge potrebbe comprendere anche le correzioni che qualcuno chiede in seguito alla sentenza della Corte costituzionale. Ma su questo le posizioni nel Pd divergono. C'e' chi propone, per esempio Gianclaudio Bressa, proprio di emendare il 'Porcellum' tenendo conto dei rilievi della Consulta. Ma togliere il premio di maggioranza o alzarne la soglia, oggetto delle critiche della Corte, significa di fatto tornare a un proporzionale puro, avverte chi quella legge vorrebbe semplicemente abrogare. Per questo, c'e' un fronte che ritiene indispensabile tornare al Mattarellum. A guidarlo e' Finocchiaro che ieri ha depositato il suo ddl per ripristinare la vecchia legge elettorale con un premio di maggioranza che scatta per la coalizione che ottiene il 40% dei voti. Per ora il Partito democratico non e' arrivato ancora a una sintesi; la discussione, e' auspicio di molti, dovra' coinvolgere i due gruppi parlamentari. Non solo. Il Pd non potra' decidere in autonomia e dovra' fare i conti con i suoi alleati di governo. Le varie tesi arriveranno in commissione Affari costituzionali e li' si cerchera' una sintesi, in un tavolo parallelo e accelerato, magari anche da un impulso del governo, rispetto a quello delle riforme istituzionali. L'obbiettivo del Pd e' solo evitare che si vada a elezioni con il Porcellum, se la legislatura dovesse finire prima della scadenza naturale come molti temono. Una volta che dovesse essere completato il percorso delle riforme, si studiera' un sistema disegnato sul nuovo assetto. Nella riunione di oggi alla Camera si e' discusso anche di come impostare il percorso che Epifani auspica sia "rispettoso delle prerogative del Parlamento nelle modalita' che si stanno studiando". La discussione proseguira' nei gruppi parlamentari "peer arrivare a una definizione degli orientamenti", ha aggiunto.

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