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Politica
Legge Elettorale, Ncd frena. Verso l'incontro Cav-Renzi

Una posizione unitaria all'interno di Forza Italia non c'e', ma alla fine l'ultima parola spettera' a Silvio Berlusconi. Il cui obiettivo principale e' continuare ad essere uno dei coprotagonisti della partita sulla riforma elettorale e, allo stesso tempo, puntare dritto al voto con le europee. Il Cavaliere, su questo punto, e' convinto di trovare in Matteo Renzi "un valido alleato", spiega un big azzurro, e per questo per ora non intende legarsi le mani su un modello elettorale definitivo, e' il ragionamento, per lasciare aperte varie possibilita', purche' non si scardini il bipolarismo. La risposta di Berlusconi all'apertura renziana, tuttavia, non si fara' attendere molto e il vis a vis tra i due potrebbe svolgersi gia' in questa settimana, a Roma. Il segretario Pd, infatti, e' atteso nella Capitale tra giovedi' e venerdi' per un incontro con Letta.

L'ex premier - che dovrebbe lasciare Arcore domani - conta molto sul faccia a faccia con il segretario del Pd, sia per dimostrare plasticamente la sua leadership e legittimazione politica, sia per mettere in difficolta' il governo con un accordo tra FI e Pd che, a dire di molti forzisti, creerebbe piu' di uno 'sconquasso' nella maggioranza e in Ncd. Non e' un caso, del resto, che gli alfaniani insistono con il piantare paletti: innanzitutto, l'accordo sulla riforma elettorale va trovato prima in seno alla coalizione che sostiene il governo; in secondo luogo, bisogna attendere le motivazioni della sentenza della Consulta (che sono attese per meta' gennaio) per capire come muoversi e su quale modello puntare. Anche se, Alfano e i suoi hanno da tempo sposato il sistema del sindaco d'Italia, il piu' 'conveniente' per i piccoli partiti, che posso trasfromarsi in ago della bilancia al secondo turno e avere piu' potere contrattuale.

Il timore di Ncd, infatti, e' di vedersi approvare un modello elettorale sfavorevole, che li costringa a bussare nuovamente alla porta di Forza Italia per ottenere uno strapuntino in lista. Proprio quello a cui mira invece una larga fetta degli azzurri, che mal digeriscono un ritorno in pompa magna degli alfaniani e che puntano su una riforma modello spagnolo.

Ma tra i forzisti c'e' chi predilige il Mattarellum corretto (come Brunetta). Per l'intanto, i vertici azzurri - presente Verdini - si sono riuniti per analizzare dal punto di vista tecnico i pro e i contro dei tre sistemi proposti da Renzi (spagnolo, Mattarellum e sindaco d'Italia), ammettendo tuttavia che "la decisione finale spettera' a Berlusconi". Domani l'ufficio di presidenza della commissione guidata dal forzista Francesco Paolo Sisto tornera' a riunirsi per stilare il calendario: "Decideremo sulle audizioni - ha spiegato il presidente - e partiremo, in attesa delle motivazioni della Consulta, con l'analisi delle 21 proposte di legge gia' incardinate in commissione".

"Riteniamo che il lavoro tecnico istituzionale svolto possa consentire al presidente Berlusconi di formulare una rapida risposta al segretario del Partito democratico, consapevoli del fatto che sulla regola delle regole, che e' la legge elettorale, debba e possa esserci la condivisione piu' ampia possibile", recita una nota di Forza Italia dopo il vertice alla Camera. Il che fa supporre che i tempi siano brevi: tra gli azzurri c'e' chi indica nella meta' o fine di questa settimana (tra giovedi' e venerdi') il giorno del possibile incontro tra il Cavaliere e Renzi, anche se da ambo le parti non giunge alcuna conferma ufficiale. "Renzi ha detto che vuole fare incontri bilaterali, penso a partire dai maggiori partiti e quindi noi faremo l'istruttoria tecnico-istituzionale, dopodiche' i leader si vedranno e decideranno", ha spiegato Brunetta. "Sono certo che, cosi' come Renzi e' stato ad Arcore, Berlusconi sia pronto ad andare a Palazzo Vecchio per discutere con il segretario Pd e magari anche con Grillo della riforma elettorale che ci portera' al voto", ha aggiunto Mantovani.

Intanto, il modello spagnolo continua ad ottenere consensi: e' di oggi l'apertura del grillino Andrea Coletti, che ricorda come "gia' da settembre abbiamo presentato una legge basata sul modello spagnolo, ma con le preferenze". E la responsabile riforme del Pd, Maria Elena Boschi, spiega: "Io non credo che ci sara' una crisi di governo se convergeremo sul modello spagnolo. Punta i piedi Ncd, con Formigoni che avverte: "Potremmo anche piantare una grana sul fatto che Renzi voglia prima incontrare le forze d'opposizione".

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