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Politica

Sono giorni decisivi per quanto riguarda la legge elettorale. Matteo Renzi vuole tenere fede all'impegno annunciato qualche giorno fa di incontrare i leader di maggioranza e opposizione per fare il punto sulla legge elettorale (nei giorni scorsi e' toccato a Maria Elena Boschi, responsabile riforme istituzionali della segreteria del Pd, avere contatti con le altre forze politiche).

Il segretario piddino ha intenzione di usare questa settimana per saggiare le disponibilita' a un accordo sui tre modelli da lui stesso messi al centro del dibattito: spagnolo, Mattarellum corretto, sindaco d'Italia. Renzi ritiene infatti pregiudiziale sbloccare il confronto su questo tema senza vincoli di maggioranza prima di affrontare il problema del nuovo patto di coalizione.

Oggi c'e' intanto in calendario il vertice a Montecitorio di Forza Italia proprio sulla riforma elettorale. A presiederlo saranno il coordinatore Denis Verdini e i capigruppo di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani. La riunione dovrebbe confermare la predilezione da parte dei berlusconiani del modello spagnolo: divisione dell'Italia in 118 circoscrizioni dove si eleggono piu' di deputati, premio di maggioranza pari a 92 seggi. Su questa soluzione non e' d'accordo il Nuovo centrodestra.

IL MINISTRO LUPI - Il ministro Maurizio Lupi, in una intervista al ''Corriere della Sera'', spiega che il suo movimento predilige il modello della legge dei sindaci: doppio turno di coalizione, 60% dei seggi alla coalizione vincente. Lupi chiede con forza un accordo di maggioranza. In questo confronto potrebbe inserirsi anche il M5S che punta alla riproposizione del Mattarellum: 25% di seggi attribuiti con il metodo proporzionale e il restante con l'elezione dei deputati in singole circoscrizioni. Sul dibattito in corso potrebbe pesare nei prossimi giorni l'atteso contenuto della sentenza con cui la Consulta ha bocciato l'attuale legge in vigore per ''illegittimita' costituzionale''. La tabella di marcia di Renzi prevede l'approvazione della nuova legge elettorale alla Camera entro febbraio in modo da avere la definitiva lettura del provvedimento da parte del Senato entro marzo. Il segretario del Pd non vuole vincolare la discussione sulla riforma elettorale in via preliminare alle forze di maggioranza che sostengono il governo.

Sul metodo da seguire si e' gia' verificato un attrito con il vicepremier Angelino Alfano, leader di Nuovo centrodestra, che teme che l'accordo tra Renzi e Forza Italia in materia elettorale sia il preludio di elezioni anticipate entro maggio. Dopo aver approvato le nuove norme elettorali, il segretario del Pd potrebbe in effetti - ammettono i renziani - premere per un accordo sul suo programma (piano straordinario sul lavoro, trasformazione del Senato, unioni civili, cancellazione della legge Bossi-Fini sugli immigrati) usando la minaccia del voto anticipato come ipotesi niente affatto astratta. Gianni Cuperlo, presidente del Pd, chiede al suo partito di uscire dalle ambiguita' e di sostenere in modo convinto il governo o di avere il coraggio di scegliere la via delle elezioni anticipate. A conclusione della verifica di maggioranza sul programma per il 2014, Letta vorrebbe affrontare la questione del rimpasto che non piace a Renzi ma che si impone per le recenti dimissioni di Stefano Fassina, ex viceministro dell'Economia, e dei sottosegretari di Forza Italia che hanno deciso di passare all'opposizione. Nel frattempo occorre far fronte agli impegni quotidiani. Oggi ripartono i lavori del Senato e domani quelli della Camera. Molti i provvedimenti da approvare: dal decreto milleproroghe al decreto Imu fino all'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

BRUNETTA - Renato Brunetta assicura che "sulla legge elettorale noi lavoreremo alla luce del sole, senza tattiche, senza spiazzamenti, per fare presto, perche' su questo con Renzi siamo assolutamente d'accordo, occorre fare presto". "Il Paese non reggerebbe un altro anno di melina, un altro anno di discussioni, di chiacchiere, di modelli, contro modelli, eccetera", spiega il capogruppo FI alla Camera intervistato da Radio Anch'io su Radio Uno. A chi gli chiede se ci sara' allora un incontro Renzi-Berlusconi, Brunetta dice: "E' ovvio. Renzi ha detto che vuole fare incontri bilaterali, penso a partire dai maggiori partiti e quindi noi faremo l'istruttoria tecnico-istituzionale, dopodiche' i leader si vedranno e decideranno". "Quello che conta - dice ancora entrando nel merito - e' avere un modello che ci consenta, questo si' piace molto a me, di andare a votare per le elezioni politiche ed elezioni europee lo stesso giorno, il 25 di maggio. Per me questa e' la cosa fondamentale, ma penso per tutto il mio partito, per Berlusconi che lo ha detto con un termine molto chiaro: election day. Anche perche' andare a votare in un solo giorno e' un grande risparmio sui costi elettorali". "Dobbiamo affrontare la legge elettorale certamente perche' la sentenza della Corte verra' fuori nelle prossime ore, nei prossimi giorni, speriamo il piu' presto possibile, e questo e' un dato dirimente", osserva ancora Brunetta. "La sentenza della Corte, per quello che sappiamo, ha di fatto delegittimato questo Parlamento, ha delegittimato la maggioranza, ha delegittimato il governo. Per cui - riprende - prima questo Parlamento, sempre secondo la Corte, fara' la nuova legge elettorale, meglio sara', perche' ritorneremo in presa diretta con la democrazia, con le regole del gioco". "Non c'e' altra soluzione, non si puo' pensare di fare finta di niente e far lavorare questo Parlamento come se la sentenza della Corte Costituzionale non ci fosse stata", sottolinea ancora l'esponente FI, per il quale "questo e' un fatto dirimente per tutti noi. La regola del gioco e' questa. Siamo tutti noi sotto questa spada di Damocle. Prima il Parlamento rifara' la legge elettorale, meglio sara'".

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