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E’ ufficiale, Berlusconi ha salvato Renzi. I numeri lo dimostrano

E’ ufficiale, Berlusconi ha salvato Renzi. I numeri lo dimostrano
senato ddl riforme (6)
Ora è ufficiale. E sono i numeri dell’aula del Senato a dirlo. Silvio Berlusconi ha salvato Matteo Renzi. L’Italicum del premier e della ministra Maria Elena Boschi sarebbe stato clamorosamente bocciato, visti i dissensi nel Partito Democratico, senza i voti dei parlamentari dell’ex Cavaliere, pur tolti i ‘ribelli’ azzurri che fanno capo a Raffaele Fitto. Molto probabilmente la conseguenza di un no alla legge elettorale sarebbe stata la caduta del governo

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

E’ ufficiale. E sono i numeri dell’aula del Senato a dirlo. Silvio Berlusconi ha salvato Matteo Renzi. Sulla legge elettorale, visti i dissensi nel Partito Democratico, senza i voti dei parlamentari dell’ex Cavaliere, tolti i ‘ribelli’ azzurri che fanno capo a Raffaele Fitto, l’Italicum del premier e della ministra Maria Elena Boschi sarebbe stato clamorosamente bocciato.

Ma vediamo i numeri. Il primo emendamento Gotor (esponente della minoranza dem) e sottoscritto da diversi senatori della sinistra del Pd all’art. 1 del ddl di riforma della legge elettorale è stato bocciato con 170 no e 116 sì. I senatori di Forza Italia sono 60, 20 dei quali hanno votato no perché sono sulle posizioni di Fitto. Se anche gli altri 40 non avessero sostenuto la linea del premier, i no sarebbero stati 156 e i sì 130. Addio riforma dell’Italicum e conseguentemente caduta probabile del governo. Il secondo emendamento Gotor è stato bocciato con 168 no e 108 sì. Anche in questo caso, come è facile calcolare, sono stati determinanti i voti dei berlusconiani.

Successivamente l’aula del Senato ha dato il via libera all’emendamento Esposito, il cosiddetto “super canguro” che di fatto taglia tutte le altre proposte di modifica contrarie, con 175 si, 110 no e due astenuti. Berlusconiani sempre determinanti. Il ‘lodo Esposito’, approvato dal Senato, spazza in un sol colpo oltre 35mila emendamenti. La cifra è stata indicata in Aula dal presidente di turno Roberto Calderoli.

IL PREMIER: STAGIONE DI RIFORME PER L’ITALIA

Sull’Italicum “non si molla di un centimetro”. Perché l’Italia ha un bisogno disperato di riforme. Matteo Renzi, intervenendo al World Economic Forum di Davos ricorre al poeta latino Orazio per sottolineare l’urgenza di nuove regole: “Carpe diem – ha esordito il premier –  in Italia questo è il momento in cui possiamo capire il futuro e affrontare le difficoltà. L’Italia ha bisogno di una stagione di riforme. Non sarò credibile se non potrò fare le riforme strutturali nel mio Paese. Noi abbiamo iniziato. La riforma strutturale più importante per il nostro Paese sarà la credibilità”.

“Il tempo del futuro in Italia è iniziato oggi – ha continuato Renzi – e il momento migliore sarà domani. Il mio governo ha davanti a sé tre anni”. Per questo, ha aggiunto parlando della legge elettorale, “dobbiamo creare le condizioni perchè sia chiaro il vincitore, sia chiaro chi è il leader per un determinato periodo, in modo che ci sia un governo stabile e non un continuo cambio di leader.

Quanto  allo scontro sulla legge elettorale di ieri sera al Senato, il presidente del Consiglio non è intezionato a cedere ai ricatti della minoranza del suo partito: “Il percorso di cambiamento che l’Italia ha iniziato sta continuando”, ha detto entrando al Forum del Wto, “è giusto e doveroso che sia così e noi non ci fermiamo. Poi ci sono le polemiche, le discussioni ed è normale. Ma non si molla di un centimetro. Abbiamo promesso agli italiani che avremmo restituito orgoglio, speranza e onore al nostro Paese lo stiamo facendo” ha aggiunto il premier”.