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Legittima difesa, la Lega spinge sulla riforma. Borghi: “Con questa legge Roggero sarà libero senza chiedere nulla a Mattarella”

La riforma punta a cancellare la punibilità per chi reagisce a un attacco armato in casa o sul lavoro

Legittima difesa, la Lega spinge sulla riforma. Borghi: “Con questa legge Roggero sarà libero senza chiedere nulla a Mattarella”
Matteo Salvini – Claudio Borghi

Centrodestra spaccato sulla legittima difesa: la proposta della Lega accende lo scontro con FI

La Lega accelera sulla revisione della legge sulla legittima difesa. Il 19 luglio il partito ha annunciato il deposito di una proposta di legge, firmata in prima battuta dal senatore Claudio Borghi, con l’obiettivo di ampliare i confini dell’attuale normativa e intervenire sull’articolo 52 del codice penale. La mossa, però, ha subito provocato tensioni all’interno della maggioranza, con Forza Italia che ha espresso forti dubbi sull’iniziativa.

Cosa prevede la proposta

Il testo punta a introdurre la non punibilità per “qualsiasi reazione” compiuta nell’immediatezza di un’aggressione con arma all’interno di un’abitazione o di un’attività commerciale, “indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta”.

Una modifica che, nei fatti, potrebbe incidere anche su casi come quello del gioielliere piemontese Mario Roggero, che ha agito fuori dal proprio negozio in una situazione che secondo la normativa attuale non rientrava nei limiti della legittima difesa.

Il testo presentato da Borghi

Il senatore leghista ha depositato a Palazzo Madama il provvedimento per cambiare le regole sulla legittima difesa. Presentando la proposta sui social, Borghi ha scritto: “Se tutti voteranno questa pdl che ho fatto depositare, il giorno dopo il gioielliere Roggero sarà libero per il principio della retroattività illimitata dell’abolizione del reato. Senza bisogno di chiedere nulla a Mattarella”.

Cosa cambierebbe con la nuova norma

Attualmente l’articolo 52 del codice penale stabilisce che “non è punibile chi commette un fatto per necessità di difendere un proprio o altrui diritto contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, a condizione che la reazione difensiva sia proporzionata all’offesa”.

La proposta della Lega prevede l’inserimento di un ulteriore comma dedicato alle aggressioni armate all’interno della propria abitazione oppure del proprio esercizio commerciale, professionale o imprenditoriale. In questi casi, qualsiasi risposta messa in atto dalla vittima nell’immediatezza dell’aggressione verrebbe considerata non punibile, senza valutare la proporzione dei mezzi utilizzati, la durata del pericolo o il carattere esclusivamente difensivo dell’azione.

Un provvedimento composto da un solo articolo

Il disegno di legge è formato da un unico articolo e dovrebbe essere esaminato dalla commissione Giustizia del Senato. Nella relazione che accompagna il testo, viene evidenziato come “l’attuale assetto normativo, pur maggiormente favorevole rispetto al passato, espone ancora il cittadino aggredito al rischio di lunghi e gravosi accertamenti giudiziari, specie nei casi di reazioni istintive in situazioni di elevato stress e pericolo”.

Secondo i promotori, la modifica sarebbe necessaria per “offrire una tutela rafforzata al cittadino che si trovi esposto a un’aggressione armata in luoghi di particolare rilievo per la sua vita privata o professionale, valorizzando il diritto fondamentale all’incolumità personale e alla sicurezza nel domicilio e nel luogo di lavoro”.

La relazione sostiene inoltre che, davanti a una minaccia improvvisa e armata, chi subisce l’aggressione non avrebbe il tempo né la lucidità necessari per valutare una reazione secondo i criteri di proporzionalità stabiliti dalla giurisprudenza. Per questo, secondo il testo, “la pretesa di un calcolo raffinato dei mezzi difensivi risulta irragionevole, esponendo chi si difende al rischio di incriminazioni e processi che, sul piano sociale, vengono percepiti come una inammissibile inversione dei ruoli tra aggredito e aggressore”.

Le perplessità di Forza Italia

La proposta leghista ha generato critiche dalle opposizioni, ma anche resistenze all’interno della stessa coalizione di governo. Forza Italia ha infatti frenato sull’ipotesi di una modifica così ampia della disciplina.

Il capogruppo alla Camera Enrico Costa ha dichiarato: “Riteniamo che un legislatore scrupoloso non debba assumere decisioni sull’onda emotiva dei fatti di cronaca. Lo Stato di diritto richiede norme scritte con equilibrio e ponderazione, destinate a durare, e non estemporanee reazioni a vicende di rilievo mediatico. Consiglierei di evitare fughe in avanti, peraltro su un tema già ampiamente dibattuto in Parlamento nelle precedenti legislature”.

Centrodestra diviso sulla legittima difesa

Il tema della riforma della legittima difesa mette in evidenza le differenze all’interno del centrodestra. Se sulla linea contro i risarcimenti a favore di chi commette reati e sulla richiesta di grazia per Roggero la maggioranza appare compatta, la proposta della Lega apre una frattura.

Forza Italia considera il testo troppo radicale. “Così com’è, è inaccettabile. Sconvolge i cardini del diritto penale”, ha affermato il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto.

Dubbi arrivano anche da Noi moderati, mentre Fratelli d’Italia per il momento non ha preso una posizione ufficiale, anche alla luce dei possibili problemi di costituzionalità, soprattutto sulla questione della retroattività.

Contrario anche Roberto Vannacci, che però contesta soprattutto il momento scelto per presentare la proposta: “Bastava approvare l’emendamento di Futuro nazionale al pacchetto sicurezza un mese fa e oggi sarebbe legge”, definendo l’iniziativa “pura strumentalizzazione elettorale”.

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