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"Non sono Jo Condor, sulla stabilità del governo andremo all'attacco". A meno di 24 ore dal duro messaggio di Silvio Berlusconi - in cui non rompe la maggioranza, ma lancia Forza Italia e di fatto inizia a pensare alla campagna elettorale - la risposta arriva dal premier, Enrico Letta, che risponde a una domanda sulla stabilità del governo durante la conferenza stampa che segue al Consiglio dei ministri.

Il governo è come "un punching ball", in queste ultime settimane, ma Letta avverte e rilancia: "Stiamo lavorando in modo molto concreto e attento, per gli italiani. Non abbiamo nessuna intenzione di creare cortocircuiti su questi temi. Da un po' di tempo c'è la volontà di usare il governo come un punching ball, tutti se le danno di santa ragione, ma noi continuiamo a lavorare".

Nessuna persecuzione. Il premier difende i magistrati: "In Italia siamo in uno stato di diritto, non ci sono persecuzioni e rispettiamo l'autonomia della giustizia e il lavoro dei magistrati". Letta ha poi aggiunto che "nel momento in cui presentiamo un piano per l'attrazione degli investimenti, se passasse il messaggio che l'Italia è un Paese in cui lo stato di diritto non funziona, sarebbe paradossale".

Csm: "Attacchi infondati a toghe". "Amarezza e sconcerto per l'ennesima ripetizione di giudizi sprezzanti e di attacchi infondati che colpiscono in modo indiscriminato la magistratura italiana" sono stati espressi dal Comitato di presidenza del Csm (il vicepresidente Michele Vietti, assieme a primo presidente e pg della Cassazione, Giorgio Santacroce e Gianfranco Ciani). I giudici "non meritano l'addebito di intenti persecutori o di complotti". "E l'esito di qualsiasi processo è una sentenza che va accettata ed applicata", sottolinea il Comitato. "Diversamente verrebbero meno le regole dello Stato di diritto e il presupposto della ordinata convivenza civile".

Parole, quelle del, che arrivano all'indomani del duro attacco sferrato da silvio berlusconi ai magistrati nel suo videomessaggio.

Il 4 ottobre udienza pubblica in Giunta. È stata fissata al 4 ottobre l'udienza pubblica nella quale verrà ascoltato Silvio Berlusconi, o i suoi legali, nell'ambito del procedimento per le immunità del Senato. A comunicarlo è il presidente della Giunta Dario Stefàno dopo l'incontro con il presidente Pietro Grasso.

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