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Politica
Governo/ Enrico Letta un'ora al Quirinale: dimissioni irrevocabili

Tempi rapidi, ci sono delle priorita' che impongono un passo svelto: Giorgio Napolitano riceve le dimissioni di Enrico Letta, prende atto che si tratta di una decisione irrevocabile, fa partire le consultazioni per far nascere il nuovo governo.

Letta sale al Colle alle 13, dopo aver esaurito gli ultimi impegni in agenda. Trova ad aspettarlo un Napolitano che non ha voluto rinunciare a presenziare all'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti (non si tratta di un caso) e gli rimette il mandato. Arrivederci, non c'erano le condizioni per proseguire, dopo il pronunciamento del Pd. Quindi non si parli nemmeno della parlamentarizzazione della crisi, anche se la richiesta era prepotente da Forza Italia e M5S.

La reazione del Presidente della Repubblica la si puo' evincere dalla formulazione del comunicato redatto alla fine del colloquio. Primo punto: "Le consultazioni inizieranno oggi pomeriggio e si concluderanno nella giornata di domani". Tempi rapidi, appunto. Secondo: "Il Parlamento potra' comunque esprimersi sulle origini e le motivazioni della crisi allorche' sara' chiamato a dare la fiducia al nuovo Governo". Quindi, al di la' dei precedenti dei governi Berlusconi e Monti, il Parlamento non si senta esautorato delle sue prerogative.

Soprattutto, un terzo punto: si auspica e si vuole "una efficace soluzione della crisi, quanto mai opportuna nella delicata fase economica che il paese attraversa e per affrontare al piu' presto l'esame della nuova legge elettorale e delle riforme istituzionali ritenute piu' urgenti".

Ecco, e' questo cio' che sta piu' a cuore al Quirinale. La crisi continua a mordere, e ci sono le riforme da fare. A partire dalla legge elettorale, sia chiaro. Napolitano lo aveva gia' detto esplicitamente, negli ultimi giorni. Oggi lo ribadisce, e in qualche modo impegna il governo che sta per nascere. Si apre una nuova stagione. I primi a essere ricevuti, come da prassi, sono il presidente del Senato, Pietro Grasso, e della Camera, Laura Boldrini che proprio oggi ha tenuto a chiarire che non entrera' al governo.

Chi non andra', di certo, e' l'M5S. La decisione di non fare un passaggio parlamentare della crisi "dimostra e conferma che Giorgio Napolitano non e' garante delle istituzioni", hanno spiegato Federico D'Inca' e Maurizio Santangelo. Non ha ancora deciso invece la Lega, dopo la contrarieta' chiarita da Roberto Maroni. "Vedremo se, come, quando e per fare cosa", ha spiegato Roberto Salvini. E le vicende politiche italiane sono seguite con occhio attento anche Oltretevere. "Renzi si gioca tutto e con lui anche il futuro dell'Italia", ha scritto l'Osservatore Romano

Matteo Renzi non partecipera' domani alle consultazioni al Quirinale per il nuovo governo. E' quanto si evince dal calendario delle consultazioni diffuso dal Quirinale. Per il Pd, saranno presenti i capigruppo del Senato, Luigi Zanda, e della Camera, Roberto Speranza. Fara' parte invece della delegazione di Forza Italia il leader Silvio Berlusconi.

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