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Politica
Renzi è sicuro: Letta si dimette. La squadra del segretario del Pd


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Oggi la resa dei conti nella Direzione Nazionale del Pd. La strategia di Matteo Renzi, che nella notte si è riunito con i suoi più stretti collaboratori, è chiara: non affondare il colpo contro Enrico Letta, "tanto si dimette". Il segretario sa che la sfiducia in Parlamento è impossibile, Letta è sempre un massimo dirigente democratico, ma punta su una sfiducia informale da parte della direzione per convincere il presidente del Consiglio a lasciare. Per l'ex vice di Bersani pronto il ministero degli Esteri, su suggerimento di Napolitano, in attesa che si liberi un posto di commissario europeo. Il sindaco di Firenze tira dritto e ha già pronta la sua squadra. Graziano Delrio, il ministro più renziano del governo Letta, dovrebbe essere promosso al dicastero dell’Interno, mentre per Alfano ci potrebbe la semplice vice presidenza del Consiglio, oppure un altro incarico. All’Economia sarebbe certa la sostituzione di Fabrizio Saccomanni, così come nell’altro dicastero economico, lo Sviluppo, Zanonato va verso l’addio.

I nomi che circolano per gli incarichi sono diversi: c’è Andrea Guerra, l’a.d. di Luxottica, Tito Boeri, professore all’Economia e editorialista de La Repubblica, è ritornato in auge anche il nome di Fabrizio Barca, che nel governo Monti aveva ricoperto l’incarico di ministro per la Coesione territoriale. Due tecnici di profilo sarebbero comunque in campo: sono Pier Carlo Padoan e Lorenzo Bini Smaghi. L’ex banchiere centrale della Bce è da tempo molto legato a Renzi. La pattuglia dei fedelissimi renziani, oltre alla promozione di Del Rio ed al controllo dell’Economia, sarà guidata da Maria Elena Boschi, per la quale si profila la promozione a ministro delle Riforme, dopo aver svolto la stessa mansione nella segreteria del Partito Democratico. Dall’esecutivo del Pd arriverebbe anche Federica Mogherini alla Difesa, deputata molto vicina prima a Veltroni e poi a Fassino.

Dario Nardella potrebbe ricevere un incarico importante, anche se il suo nome circola anche per l’eventuale successione di Renzi a Firenze. Roberto Giachetti, altro super renziano, andrebbe al ministero dei Rapporti col Parlamento. Dario Franceschini sarà allo stesso modo ripagato con una promozione, visto che alla fine è stato l’uomo decisivo per alterare gli equilibri di potere all’interno del Partito Democratico. Allo stesso modo verrà ripagato anche Andrea Orlando, il capo dei Giovani Turchi che ha scaricato Letta ed il resto della compagine fu bersaniana. Orlando dovrebbe essere confermato nel suo incarico all’Ambiente. Probabile Epifani al Lavoro e Welfare al posto di Giovannini.

La presenza di Nuovo Centrodestra sarà ridotta, e dovrebbero essere confermati nei loro incarichi Lupi e la Lorenzin. Al ministero degli Esteri dovrebbe essere confermata Emma Bonino, mentre due storici sponsor di Renzi come Alessandro Baricco ed Oscar Farinetti potrebbero trovare spazi nella nuova compagine. Pippo Civati potrebbe essere una new entry, mentre per la Giustizia il favorito sarebbe Michele Vietti, attuale vice presidente del Csm ed ex deputato Udc.
 

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