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Sentenza della Cassazione, domani, sul caso Mediaset. Oggi il mondo della politica si interroga sulle possibili conseguenze di una decisione sfavorevole a Silvio Berlusconi. Da giorni i quotidiani lanciano e rilanciano le tre ipotesi possibili: conferma della condanna in secondo grado, accoglimento del ricorso con nuovo processo, rinvio della decisione. La verita' e' che tutti sono con il fiato sospeso, e nessuno pare avere in mano certezze autentiche.

La giornata di apre con il Pd che mette le mani avanti: Luigi Zanda avverte che "reazioni eversive" non verranno tollerate e che, in caso, la coalizione che regge il governo potrebbe perdere la sua ragion d'essere. Tradotto: chissa' se a Silvio Berlusconi convenga davvero mandare tutto a monte. Maurizio Lupi, ministro dei trasporti e indicato in questi giorni come un moderato del Pdl, sottolinea per tutta risposta: la condanna di Silvio Berlusconi "sarebbe un fatto gravissimo, un'ipotesi che neanche prendo in considerazione". Sul futuro del governo "la decisione spetterebbe ai partiti, al Pdl cosi' come al Pd. E non potrebbe che essere una decisione assunta nella collegialita' del Pdl con il suo leader". Come dire: non ci spacchiamo, anche se qualcuno ce la tira.

Da Atene si fa sentire allora il premier Enrico Letta, a spargere rassicurazioni. "Non ho paura per niente: l'Italia e' molto piu' stabile di quanto ci si aspetti. Non ci saranno terremoti", dice. E poi passa a parlare di ben altre crisi, come quella della Grecia. Ma a Roma l'atmosfera dei palazzi resta preoccupata, se il presidente della Camera Laura Boldrini, ricevendo la Stampa Parlamentare, puntualizza: "Credo che singoli casi giudiziari non debbano interferire nella vita delle istituzioni. Qualunque sia la decisione della Cassazione".

A stretto giro di posta, le rispondono puntuti Daniela Santanche' e Daniele Capezzone. "Parlamento e istituzioni rappresentano quella democrazia che con ogni probabilita' domani sara' mutilata. Proprio per il ruolo che riveste, lei dovrebbe essere preoccupata quanto noi", fa la prima. E il secondo: da Boldrini viene "o una gratuita offesa nei confronti di Silvio Berlusconi e della grande quota di elettori che lo ha indicato come leader, o a una mancanza di comprensione di cosa sia davvero in gioco". L'attesa continua.

Non arrivera' domani, con tutta probabilita', il verdetto della Cassazione sul processo Mediaset: anche se nessuno dei difensori dovesse chiedere un rinvio dell'udienza, o se una tale istanza non fosse accolta dai giudici, e' molto difficile che la sentenza per Silvio Berlusconi e i suoi coimputati venga emessa nella serata di domani. Le previsioni parlano di mercoledi', ma non si esclude che la camera di consiglio possa terminare addirittura giovedi' prossimo.

Le ragioni di questa ipotesi di slittamento del verdetto risiedono nel fatto che quella sul processo Mediaset, che vede tra gli imputati il leader del Pdl, non e' l'unica causa iscritta a ruolo domattina: ve ne sono altre 7, anche se non di particolare difficolta', che non dovrebbero sottrarre molto tempo con la loro trattazione. Il punto principale sono i tempi del processo Mediaset: si prevede lunga - circa un'ora e mezza - la relazione del giudice Amedeo Franco, e altrettanto tempo potrebbe essere preso dalla requisitoria del pg Mura. La vera incognita restano le arringhe degli avvocati difensori, in tutto otto, esclusi quelli delle parti civili non ricorrenti, quali l'Agenzia delle Entrate, rappresentata dall'Avvocatura dello Stato.

Tempi molto lunghi, quindi, che potrebbero far si' che il processo si snodi anche in due giorni di udienza prima dell'entrata dei giudici in camera di consiglio. Per ragioni di sicurezza interna ed esterna al 'Palazzaccio', inoltre, si cerchera' di leggere il verdetto in orari ragionevoli, senza arrivare a sera inoltrata. Non assisteranno all'udienza ne' il primo presidente della Cassazione, Giorgio Santacroce, ne' il procuratore generale della Suprema Corte Gianfranco Ciani: entrambi saranno impegnati al Csm sia martedi' - per l'ultimo plenum prima della pausa estiva - che mercoledi', per la riunione del Comitato di presidenza chiamato a formulare la nuova composizione delle Commissioni consiliari.

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