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letta alfano 500

Nessuna sorpresa, attenzione al livello di tensione politica che sale, preoccupazione per l'attacco alla magistratura, ma anche uno sguardo al bicchiere mezzo pieno: ora la partita si sposta sulla scrittura della legge di stabilita'. Enrico Letta era impegnato al Quirinale per il giuramento di Giuliano Amato nella mani di Giorgio Napolitano quando le televisioni hanno trasmesso il video messaggio di Silvio Berlusconi. Sia il premier che il presidente si sono fatti informare delle parole del Cavaliere e hanno convenuto che ora l'importante sia continuare sulla strada gia' avviata dal premier: concentrarsi sull'attivita' di governo.

La lettura che, a mente fredda, si fa del discorso di Berlusconi, al netto della preoccupazione per l'attacco alla magistratura, e' che ora molta dell'attenzione frenetica sul voto di questa sera in giunta e sul tema stesso della decadenza viene spostata al terreno della politica economica. Il premier, parlando con i suoi collaboratori, ha confermato che la linea dell'esecutivo e' di tenere separati i piani delle vicende giudiziarie dalle sorti dell'esecutivo e ha ribadito che il suo impegno e' sui prossimi provvedimenti che vedranno il governo chiamato a decidere gia' domani e dopodomani, in due Consigli dei ministri consecutivi, il provvedimento "destinazione Italia" e la legge di stabilita'. Nessuna sorpresa, dunque, dal messaggio del Cavaliere che, quando ha parlato di governo, lo ha fatto solo per confermare che l'impegno dei ministri Pdl sara' volto a presentare proposte in materia economica dando per scontato che il loro impegno sia, quindi, all'interno dell'esecutivo. Se poi alcuni lettiani hanno storto il naso dopo le parole di replica di Guglielmo Epifani, che ha duramente replicato a Berlusconi, a Palazzo Chigi si nota che se a destra si alzano i toni e si usa la clava difficilmente a sinistra si puo' rispondere con un colpo di fioretto. Certo l'effetto e' che l'esecutivo ne viene sballottato ma si cerca, anche qui, di leggere in positivo la dichiarazione del segretario Pd che ha voluto comunque richiamare alla governabilita' e all'impegno per il buon governo che, spiegano a Palazzo Chigi, "e' appunto il nostro principale obiettivo".

Dunque il premier si rituffa nel lavoro sui provvedimenti. Domani verra' varato 'destinazione Italia', con un testo sia in italiano che in inglese, cioe' il provvedimento mirato a richiamare investimenti stranieri nel nostro paese. Venerdi' poi il Consiglio dei ministri varera' la legge di stabilita'. Tre i punti cardine: riduzione delle tasse sul lavoro, ridefinizione della tassazione sugli immobili con la Service Tax, ridefinizione delle aliquote Iva. Se infatti e' difficile scongiurare l'aumento dell'Iva, si cerchera' pero' di rivedere per il 2014 le aliquote individuando dunque in questa revisione i margini per un intervento piu' equo. A Palazzo Chigi non replicano all'alzata di scudi del Pdl su quest'ultimo tema e fanno notare che, complici le fibrillazioni politiche e di conseguenze finanziarie di queste settimane, i margini per evitare l'aumento si sono ridotti. Si prende atto del rammarico del Pdl, ma anche di quello del Pd e si fa notare che tale disappunto e' condiviso per primo dal premier e da tutto l'esecutivo. Ma il percorso era gia' stato segnato dai governi precedenti e i limiti delle coperture erano ben noti. L'invito dunque e' a valutare la prospettiva, da qui a tre mesi partiranno le nuove aliquote, ridisegnate in modo piu' omogeneo ed equo.

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