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Politica

 

lorenzo dellai

"Olivero coordinerà un gruppo di lavoro sull'identità culturale e politica di Scelta Civica. Un ruolo ancora più importante di quello di coordinatore". Il capogruppo di Sc alla Camera, Lorenzo Dellai, intervistato da Affaritaliani.it, plaude al ruolo svolto dall'ex presidente delle Acli, che dopo una riunione a dir poco tesa dei maggiorenti del partito, ha lasciato il ruolo di coordinatore per espressa richiesta di Monti che non gli ha perdonato di aver partecipato a un convegno a suo dire “organizzato dall'Udc”. Dellai bacchetta poi il Professore che nel corso della riunione si è dimesso dalla presidenza del partito, dimissioni poi rientrate: "Non l’avrei fatto. Non ho capito la ragione di questa discussione così drammatizzata sulla partecipazione del convegno". Infine nega che il partito sia vicino all'implosione: "E' solo un'anticipazione del congresso".

Scelta civica va verso la dissoluzione?
"Ma no, niente di tutto questo. E' stata adottata una decisione unanime e questo si deve all'altissimo senso di responsabilità e alla generosità di Andrea Olivero che ha accettato questo nuovo incarico da qui al congresso".

Che nuovo ruolo avrà Olivero?
"Coordinerà un gruppo di persone che deve occuparsi di dirimere le questioni relative all'identità culturale e politica di Scelta Civica. La funzione del coordinatore politico viene svolta invece in forma collegiale da tutta la presidenza nella quale c'è anche Olivero. Tornando al movimento, certamente ci sono molti problemi da affrontare che riguardano l'identità politica. Ci sono allo stato delle idee e delle sensibilità diverse. Il lavoro dei prossimi mesi dovrà essere quello di trovare una sintesi. Un lavoro che si sarebbe dovuto fare al congresso ma che si sta un po' accelerando".

Che congresso si aspetta?
"Sarà improntato alla partecipazione democratica, visto che anche gli aderenti prenderanno parte ai lavori per risolvere le questioni di cui si è discusso in questi giorni e procedere all'elezione del segretario e degli organi del partito"

Intanto il partito appare dilaniato dalla spaccatura tra laici e cattolici. Questi ultimi, di cui lei fa parte, sarebbero intenzionati a lasciare Monti per Casini. E' così?
"Questa è una sciocchezza messa in giro da chi in Scelta civica vuol fare polemiche. Casini non ha chiesto a nessuno di seguirlo e nessuno di noi ha in mente di farlo. E' vero che con alcuni deputati dell'Udc abbiamo  discusso sui temi del popolarismo. Ma credo che la politica del popolarismo debba essere una delle correnti politiche che sostengono Scelta civica. Nessuno può chiedere che chi come me ha una cultura politica cattolica e popolare possa abiurare. Diciamo che nel partito c'è una discussione aperta sul posizionamento politico di Scelta civica".

Questa discussione a che cosa porterà?
"Fino ad oggi Scelta civica è stata ispirata all'agenda Monti, ma adesso abbiamo deciso di diventare un soggetto politico vero e proprio. Per questo, oltre a un documento che indichi i nodi programmatici che abbiamo, serve anche una visione più generale e la definizione di un'identità politica. Un compito molto complesso in cui entrano in gioco le discussioni di questi giorni".

 

Lei crede che Monti abbia emarginato l'area che si rifà al popolarismo?
"Le anime e le sensibilità delle culture politiche non sono realtà che si possono emarginare in termini organizzativi: o ci sono o non ci sono. In questo momento nel partito c'è una robusta presenza che si rifà al cattolicesimo popolare insieme ad altre presenze di matrice più liberale. Credo che se Sc emarginasse la prima perderebbe un parte importante della propria esperienza e diventerebbe una cosa diversa. Quello che è partito ieri sera è un processo di chiarimento che solo con la generosità di Olivero non si è tradotto in una rottura. Ci rallegriamo tutti di questo e ci impegniamo  tutti a portare avanti questa riflessione che potrà tradursi nella definizione del nuovo statuto. A guidare il gruppo che deve istruire questa riflessione è stato indicato Olivero che mi pare abbia un ruolo ancora più importante di quello di coordinatore".

Intanto Monti durante la discussione di ieri si è dimesso, poi ci ha ripensato. Come ne esce l'ex premier?
"Nel corso di una discussione durata 4 ore ci possono momenti di tensione emi sembra che il tutto rientri nella normalità. Personalmente non avrei adottato questa soluzione. Sono tra coloro i quali non hanno capito la ragione di questa discussione così accelerata e  drammatizzata intorno alla partecipazione del convegno di venerdì scorso".

Monti sostiene che abbiate partecipato a un convegno dell'Udc...
"Non è per niente vero. Il convegno è stato promosso da tre esponenti dell'Udc e da tre di Scelta Civica e non c'era nessun simbolo di partito. Si è anche detto che si sarebbe ipotizzato l'ingresso nel Ppe e di conseguenza un'alleanza con Berlusconi. Personalmente mi sono molto meravigliato della cosa visto che sono strutturalmente un cattolico democratico di Centrosinistra e nessuno può immaginare che io abbia intenzione di fare un'alleanza con Berlusconi. Talvolta ci sono delle letture dei fatti caricaturali".

Sul tavolo c'è anche la questione della collocazione europea del partito. C'è chi vorrebbe un approdo nel Ppe e chi invece spinge per entrare nell’Alde, l'alleanza dei democratici e dei Liberali per l'Europa…
"Invito prima di tutto a definire la nostra visione e poi andiamo a vedere chi in Europa e in Italia possa essere il partener a noi più vicino".

Che cosa si aspetta da Monti?
"Che continui a fare il presidente cercando di accompagnare questa discussione, sapendo che nessuno di Scelta Civica può ritenersi ospite rispetto ad altri. Le sensibilità culturali che ognuno di noi porta nel partito hanno pieno diritto di essere vissute e proclamate sempre con l'impegno di cercare un sincero dialogo. Una questione su cui anche Monti ha molto insistito". 

Daniele Riosa twitter@DanieleRiosa

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