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Lotta alla mafia, Iri e Carta del Lavoro. Tutti gli errori degli antifascisti

Pubblichiamo la lettera aperta rivolta agli italiani antifascisti di una pensionata di Sanremo

 

A voi che, in tutta Italia, il giorno 24 febbraio 2018 avete marciato contro il fascismo voglio ricordare quanto segue:

– la marcia su Roma non ha causato né morti né feriti;
– in Italia, durante il fascismo, regnava Vittorio Emanuele III di Savoia;
durante il fascismo non è stata neppure cambiata la costituzione, infatti è rimasto in vigore lo Statuto Albertino (dal nome del Re Carlo Alberto di Savoia) adottato il 4/3/1848, quindi se il Re è rimasto al suo posto e la Costituzione anche, dov’è la dittatura?
– paragonare il fascismo al totalitarismo   dell’Unione Sovietica, dove, la famiglia dello Zar Nicola II, è stata massacrata e i corpi bruciati, è pura follia;
– il Partito Nazionale Fascista vinse le elezioni del 6 aprile 1924 con il 63,4 per cento di voti;
– la maggior preoccupazione del Duce fu quella di assicurare pane alla mensa degli italiani. Famosa è stata la battaglia del grano;
– il 21 aprile 1927 fu emanata la Carta del Lavoro che aveva lo scopo di attenuare i contrasti tra capitale e lavoro. I legislatori fascisti si preoccuparono di trasformare radicalmente il sistema sindacale realizzando un sindacato nazionale che potesse rappresentare legalmente tutte le categorie di datori di lavoro e lavoratori. I sindacati furono svincolati dall’influenza dei partiti. In pratica il sindacato fu inserito nello Stato;
– l’11 febbraio 1929 furono firmati gli accordi tra il Regno d’Italia e la Santa Sede, con i quali, furono stabilite regolari relazioni tra Italia e Santa Sede. Tali accordi, detti Patti Lateranensi, furono negoziati, per conto della Santa Sede, dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Gasparri e, per conto del Regno d’Italia, dal Capo del governo primo ministro segretario di Stato Benito Mussolini;
– durante il fascismo, il mitico Prefetto Mori – che aveva ottenuto carta bianca dal Duce – con operazioni volte a riaffermare l’autorità dello Stato, stimolando la ribellione della gente, combattendo l’omertà, colpendo i mafiosi nella consistenza patrimoniale, sgominò la mafia e fece condannare i criminali a pene severe.
durante il Fascismo sono state bonificate le paludi pontine, la Maremma toscana e ci sono state bonifiche in zone malariche dell’ Emilia e della Sardegna;
– In seguito alle bonifiche, sono state costruite sette nuove città: Latina, Aprilia, Pomezia, Guidonia, Carbonia, Fertilia, Pontinia;
– Dopo la grande depressione del 1929 Mussolini intervenne in maniera incisiva creando l’IMI nel 1931, Ente di diritto pubblico e l’IRI ( Istituto per la Ricostruzione Industriale) nel 1933. Il Presidente fu Alberto Beneduce, esperto   economista che ebbe un ruolo essenziale nella ricostruzione dell’economia italiana e della legge bancaria del 1936. Nel 1980 l’IRI era un gruppo di circa 1000 società con più di 500.000 dipendenti, nel 1982 la presidenza dell’IRI fu affidata a Romano Prodi. Il 27 giugno 2000 l’IRI fu messo in liquidazione e nel 2002 fu incorporato in Fintecna, scomparendo definitivamente;
– nella Repubblica democratica esiste un’altra l’IRI, cioè l’imposta reddito imprenditoriale e, a causa delle altissime tasse, molte imprese cessano l’attività o la trasferiscono all’estero;
– nella Repubblica democratica la mafia detta legge. Numerosi mafiosi americani, subito dopo la guerra si trasferirono in Italia e, in collegamento con mafiosi palermitani, si diedero al traffico di stupefacenti. Dal dicembre del 1962 esiste la Commissione Parlamentare antimafia composta da 25 deputati e 25 senatori con sede a palazzo San Macuto a Roma, In Sicilia anche la Regione ha istituito una analoga Commissione regionale antimafia, ma la mafia continua a prosperare e a mietere vittime. E’ impossibile ricordare tutti i morti ammazzati dalla mafia. Sono un esercito tra poliziotti, carabinieri, magistrati, giornalisti, uomini politici, gente comune colpita per caso. Ho pianto quando è stato ucciso il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e sua moglie, ho pianto quando è saltata in aria la macchina del Giudice Falcone con la moglie e gli uomini della scorta, ho pianto quando, due mesi dopo, è stato ucciso il Giudice Borsellino con gli uomini della sua scorta. Persino l’attuale Presidente della Repubblica ha avuto un fratello ucciso dalla mafia. Il fascismo ha saputo combattere la mafia, la repubblica democratica NO;
– purtroppo nella Repubblica democratica, non ci sono stati solo i morti ammazzati dalla mafia ma ci sono state infinite stragi:
– 12 dicembre 1969, strage di Piazza Fontana a Milano (17 morti e 88 feriti);
22 luglio 1970: strage di Gioia Tauro (6 morti e 66 feriti);
– 31 maggio 1972: strage di Peteano a Gorizia (3 morti e 2 feriti);
– 17 maggio 1973: strage della Questura di Milano (4 morti e 52 feriti);
– 28 maggio 1974: strage di Piazza della Loggia a Brescia (8 morti e 102 feriti);
– 4 agosto 1974: strage dell’Italicus (12 morti e 105 feriti);
– 2 agosto 1980: strage della stazione di Bologna (85 morti e 200 feriti);
– nella Repubblica democratica il Prof. Aldo Moro, docente di diritto penale, laureatosi durante il fascismo, uno dei fondatori della Democrazia Cristiana, 5 volte Presidente del Consiglio dei Ministri e Presidente della Democrazia Cristiana, fu sequestrato dalle Brigate Rosse il 16 marzo 1978 e gli uomini della sua scorta furono uccisi. Il suo corpo senza vita, fu ritrovato dopo 55 giorni. In quella occasione lo Stato diede prova di assoluta incapacità nella gestione del sequestro. L’opinione pubblica era divisa e ricordo che alcuni miei conoscenti di sinistra erano a favore delle Brigate Rosse;
– nella Repubblica democratica fondata sul lavoro, con legge 252/1974 del sindacalista Giovanni Mosca son stati utilizzati i contributi dei lavoratori iscritti all’INPS per dare la pensione a circa 40.000 politici e sindacalisti. Costoro, hanno beneficiato anche di anni di arretrati, perché sono andati in pensione in “tenera età”. Tra loro vengono indicati la defunta Nilde Jotti, Pierre Carniti, Sergio D’Antoni, Giorgio Napolitano, Ottaviano Del Turco, Antonio Pizzinato, Armando Cossutta. E’ dimostrato che Benito Mussolini, per non pesare sugli italiani, non percepiva neppure uno stipendio e manteneva la famiglia con i diritti d’autore dei suoi scritti. Non mi risulta ci sia mai stato uno scandalo da addebitare ai sindacalisti fascisti. I sindacalisti di questa repubblica democratica fondata sul lavoro, che   rubano i contributi dei lavoratori per farsi le loro pensioni,   mi fanno venire il vomito;
nella Repubblica democratica degli anni settanta   ci sono stati i cosiddetti “cattivi maestri”, che , tra le altre cose, firmarono il manifesto di accusa contro il Commissario Calabresi che contribuì ad alimentare il clima di odio che portò all’assassinio del commissario. Le aggressioni e le violenze di piazza di questi ultimi periodi, ad opera dei centri sociali, coccolati, giustificati e sostenuti dalla sinistra mi fanno ricordare i sanguinosi anni di piombo;
– Nella Repubblica democratica, secondo me, i Presidenti di Senato e Camera, rispettivamente seconda e terza carica dello Stato, non dovrebbero essere alla testa di cortei contro il fascismo, perché l’Italia è stata fascista. Le loro esortazioni potrebbero contribuire ad alimentare il clima di liceità e alla recrudescenza della violenza politica. Esiste il principio di uguaglianza tra cittadini, sancito dalla Costituzione della Repubblica francese, “gli uomini nascono e restano liberi e con uguali diritti”, decretato dallo Statuto Albertino e dalla Costituzione della Repubblica Italiana. Secondo questi politici avversari di esistere;
– a proposito di infrangere le leggi ricordo al Presidente Grasso e alla Presidente Boldrini che nei consessi che Loro rappresentano vengono elargiti vitalizi, trattamenti di fine servizio e sanità privata ai parlamentari in assenza di una legge . Il vocabolario italiano dice che, per estensione, la mafia è un gruppo di persone che usano illecitamente il potere a danno di qualcuno o qualcosa , per conseguire i loro interessi particolari.