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Politica
Luci ed ombre del Governo gialloverde timido su Giustizia, mafia e corruzione

Antonio Ingroia, avvocato, giornalista, ex magistrato e politico è una figura importante nel panorama giudiziario italiano, soprattutto quando, a fianco di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, gestiva i più delicati processi di mafia. Procedimenti penali complessi e delicati in un’epoca in cui il fenomeno mafioso era un ‘mostro’ che sembrava invincibile.

 

Uscito dalla politica attiva, pur rimanendo Presidente di Azione Civile, ora Ingroia porta avanti la sua attività di avvocato negli studi di Roma, Milano, Reggio Calabria e Palermo e pure in America Centrale e America Latina. 

‘Avvocato dei due mondi’ come ama definirsi forte dell’esperienza in Guatemala dove ha diretto l’ufficio ONU contro l’impunità nel Paese. 

Conosciuto in America Latina ha, attualmente, ottenuto la  difesa dell'ex Presidente dell’Ecuador Rafael Correa Delgado. ‘Correa, imputato dalla magistratura ecuadoriana-sostiene Ingroia- con un’assurda accusa di sequestro di persona, un'accusa palesemente tanto infondata quanto costruita per finalità politiche’. 

 

Ingroia da osservatore politico. Luci ed ombre del nuovo Governo

 

A questo attento osservatore della politica chiediamo un giudizio sul Governo giallo-verde.

 

‘Il mio giudizio non è ancora netto. Almeno fino ad ora il Governo del Cambiamento non è riuscito a imprimere quella spinta per il cambiamento radicale di cui un Paese in agonia come il nostro avrebbe bisogno. Ma bisogna dargli un po’ di tempo. Ed in ogni caso, non è neppure il ‘peggior Governo fascista della storia del nostro paese’ come vorrebbe farci credere la stragrande maggioranza dei media che influenzano l’opinione pubblica. Siamo, a mio parere, in una fase transitoria fra la fine della Seconda Repubblica, quella del leaderismo mediatico di Silvio Berlusconi, e l’inizio della Terza Repubblica’

 

Come sarà questa tanto auspicata Terza Repubblica?

‘ I contorni non sono ancora precisi. Potrebbe avere la forma del nazionalismo populista o di un movimentismo della legalità all’insegna del ribellismo, deideologizzato ma senza strategia’.

 

Che dovrebbe fare il Governo di Giuseppe Conte?

 

‘ Pur essendo nato da un’alleanza innaturale fra due forze poco omogenee come il M5S e la Lega, l’attuale Governo deve dimostrare di essere all’altezza delle aspettative dell’elettorato che ha decretato un tale risultato elettorale.

E' ancora presto per dare giudizi definitivi, ma va dato atto che il Governo ha dato dei segnali positivi di discontinuità rispetto ai passati Governi, per lo più caratterizzati dalla subalternità rispetto agli interessi delle lobby nazionali ed internazionali e dell’Europa della banche e della grande finanza’.

 

Ingroia da osservatore politico. Più determinatezza in tema di migrazione

 

Sui temi europei dell’immigrazione e sulle politiche del lavoro?

 

‘ Vi è stata certamente più determinatezza in materia di migrazione, una forte chiamata alla condivisione delle responsabilità, che però al momento ha dato pochi risultati. Un aspetto colto positivamente dalla maggior parte degli italiani è stato l’atteggiamento intransigente verso certi interessi privati, in passato privilegiati in danno di quello pubblico, venuto in evidenza nel modo nuovo ed efficace di affrontare il post-tragedia del crollo del ponte Morandi a Genova. 

Positivi, anche se ancora timidi, gli interventi in materia di politiche sociali e del lavoro.

 

Per quanto riguarda il Ministro degli Interni, discusso nel bene e nel male?

 

‘Personalmente ritengo che l’Europa abbia gravissime responsabilità per la situazione in cui ci troviamo, ma non è con trovate estemporanee, semplicistiche e propagandistiche che si risolvono problemi che si trascinano da decenni’.

 

Di proposito ho lasciato in ultimo temi a Lei più vicini quali Riforma della Giustizia,lotta alla corruzione e alle Mafie. 

Come il nuovo Governo li sta trattando?

 

‘Al momento questi temi, cavalli di battaglia dei cinquestelle sono scivolati in fondo all’agenda delle priorità nazionali. Il Ministro Bonafede, finora, ha scelto soluzioni di equilibrio che non hanno affrontato di petto le questioni cruciali. 

Senza nulla togliere ai collaboratori che il Ministro ha scelto, ha stupito il fatto che una figura professionale importante e qualificante come Nino Di Matteo, dato alla vigilia delle elezioni addirittura come probabile Ministro della compagine M5S, sia rimasto ai margini, pare addirittura per effetto di proteste e preoccupazioni levatesi dal mondo dei carcerati di mafia. 

Comunque ritengo positivo lo stop sulle intercettazioni dato alla legge Orlando’.

 

Ingroia da osservatore politico. Timidi su Riforma della Giustizia.

 

E sulla Riforma della Giustizia e sulla corruzione?

 

‘Finora pochi segnali. Sulla prescrizione si potevano prendere posizioni più coraggiose e radicali. Mentre sulla lotta alla corruzione la proposta più forte è quella che ho avanzato io e che ha raccolto quasi 150.000 firme in una petizione pubblicata online da Change.org: introdurre la legge La Torre-bis, e cioè estendere ai politici corrotti la Legge La Torre che oggi consente sequestro e confische dei patrimoni dei mafiosi. Ma su questo fronte si preferisce ignorare la proposta, forse perché ritenuta troppo “dirompente”.

 

Ed infine qualcosa sulla mafia?

 

‘Molto silenzio. All’indomani delle due sentenze dirompenti di Palermo sulla Trattativa Stato-mafia e di Caltanissetta sui depistaggi di Stato sulla strage Borsellino, ho proposto l’istituzione di una Commissione d’inchiesta “mista” fra membri del Parlamento ed esperti extraparlamentari e rappresentanti delle associazioni dei familiari delle vittime, perché la Verità su quella stagione è attuale ed indispensabile, perché un Paese senza Verità sul proprio passato non può costruire nessun futuro.

 

E che fine ha fatto?

 

‘ Ho incontrato anche il Presidente della Camera Roberto Fico, che ha apprezzato e detto di condividere l’idea, ma intanto sono passati mesi e nulla è accaduto, e nessuno ha raccolto la proposta. Ripeto e mi domando: sono questi il Governo e il Parlamento del Cambiamento?’

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