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Politica
Lupi alla Camera per le dimissioni: "Esco dal governo a testa alta"

"Lascio il Governo a testa alta guardandovi negli occhi. "Mi dimetto a 72 ore, non a 72 giorni, dai fatti. Continuero' a fare il mio dovere. So che il tempo sara' galantuomo. Sono qui per le mie responabilita' politiche, non certo giudiziarie". Con queste parole Maurizio Lupi comincia, nell'Aula di Montecitorio, l'informativa al Parlamento sulla vicenda delle Grandi Opere, annunciando le dimissioni dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Una informativa in un'Aula della Camera semivuota. A fianco a lui, nei banchi del Governo, il ministro dell'Interno e leader Ncd, Angelino Alfano. Fra i rappresnetanti dell'esecutivo i ministri Madia, Lorenzin, Galletti. Il premier Matteo Renzi non e' in Aula, e' impegnato a Bruxelles per il consiglio Ue. "Sono qui per un atto di estremo riguardo verso il Parlamento di cui sono membro da 14 anni. Il Parlamento e' il luogo delle responsabilita' dove rendere conto dell'esercizio" delle funzioni affidate", ha detto Lupi. "Le accuse che mi sono state mosse sono immotivate e strumentali", ha detto durante l'informativa in aula alla Camera. "A fronte di tanto materiale investigativo i pm non hanno ravvisato nulla che dovesse essere perseguito. Sento il dovere di assumermi la mia responsabilita' politica ma anche di spiegare quel che ho fatto in questi mesi al ministero".

"Non ho mai fatto pressioni per procurare un lavoro a mio figlio", ha sottolineato Lupi. Quanto alle intercettazioni che riguardano l'incontro con Incalza, "ho proposto a lui la possibilita' di incontrare una persona di grande esperienza che potesse consigliarlo", ha detto. La telefonata a Perotti non e' nella "mia responsabilita'", ha poi osservato, ricordando di conoscerlo da tempo. "Che bisogno avrei avuto di chiedere a Incalza di intercedere per lui, avrei potuto farlo molto piu' facilemente io". "E' evidente a tutti, quanto e' inverosimile che un amico di famiglia da quaranta anni abbia potuto accreditarsi a me regalandomi un vestito".

"Non mi sono dimesso da padre o marito, gli affetti vengono prima di tutto, anche prima di una poltrona. All'inizio ho pensato 'non ho fatto nulla, perche' dovrei dimettermi, proprio nel momento in cui il lavoro sta cominciando a dare frutti?' Con il passare delle ore la scelta che dovevo fare non poteva che essere quella sempre fatta: scegliere il vero motivo per cui ho fatto politica e cioe' il bene comune. Siamo uomini politici, l'uomo agisce sempre per uno scopo e lo scopo della politica e' il bene comune. Se faccio questo passo indietro e' per avere una nuova rincorsa, un nuovo inizio per Ncd e per il governo". "La societa' statunitense che ha assunto mio figlio ha anche fatto un comunicato per spiegare il motivo per cui lo ha assunto: perche' e' bravo", ha spiegato Lupi. "Veniamo all'orologio regalato a mio figlio per la sua laurea: l'avessero regalato a me l'avrei rifiutato nonostante la mia vecchia amicizia con i Perotti. L'hanno regalato a lui, non gli ho chiesto di restituirlo, se questo e' stato il mio errore lo ammetto".

"La legge obiettivo non e' una legge criminogena", ha aggiunto Lupi. "Nessun problema dunque? No, non sono cosi' ingenuo, c'e' bisogno di una nuova legge obiettivo, ripensando la figura del general contractor come gia' in parte e' stato fatto, la struttura tecnica di missione e' lo strumento tecnico operativo per lavorare, l'alta velocita' ha cambiato la vita degli italiani. Ma la mia difesa della struttura di missione non era acritica, e' migliorabile. Non ho rimosso Ercole Incalza dal suo ruolo perche' dopo una approfondita istruttoria ho verificato che non ha subito alcuna decisione di condanna ne' azioni disciplinari da parte dei ministri che mi hanno preceduto".

"Sono qui per rivendicare il ruolo decisivo della politica" nella guida del Paese, "non sono qui per difendermi da accuse che non mi sono state rivolte", ha detto Lupi. "Mi ritengo obbligato a non far cancellare in 3 giorni tutto cio' che ho fatto in questi 22 mesi", ha detto ed ha aggiunto: "Non invoco garantismo nei miei confronti".

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