Abbiamo parlato più volte del populismo di Beppe Grillo e dei suoi danni alla società.
Oggi prendiamo lo spunto da una notizia del giorno, come si suol dire, per illustrare il meccanismo perverso che porta dal populismo al guaio istituzionale.
Si tratta della scelta del candidato sindaco di Monza rigorosamente on-line.
Doride Falduto (37), una completa sconosciuta, con ben “20 dicesi 20” voti ha vinto le “primarie” dei Cinque Stelle locali per concorrere alla carica di sindaco della città.
Sui social è partita l’ironica caccia a chi l’ha votata dalla mamma, padre, e fratelli, al fattorino della pizza.
Diciamo subito che la vincitrice rispetta i canoni classici della candidatura a Cinque Stelle anzi sembra la fotocopia dei quella di Virginia Raggi che poi è diventata sindaco di Roma.
Avvocato giovane (come i principali protagonisti della Rivoluzione francese che poi si tagliarono la testa a vicenda come effettivamente sta capitando nel Movimento) che a quanto pare non ha un percorso di studi particolarmente meraviglioso se è vero -come pare- che ci ha messo ben 13 dicesi 13 anni per laurearsi, e pregna di demagogia grillina da far paura.
Ma questa è solo una parte del meccanismo perché se la Falduto rappresentasse il “movimento per il progresso del tonno mediterraneo” non saremmo particolarmente preoccupati (o lo sarebbe magari solo un produttore di scatolette dello sfortunato e gustoso pesce) ma si dà il caso che qualsiasi Carneade manzoniano vinca con una manciata di voti le primarie on-line rischi di essere ormai quasi sicuramente eletto causa l’incantamento che il partito di grillo ha prodotto sulla popolazione italiana.
Ed ecco dunque che il meccanismo micidiale si chiude e conclude: Carneade vince le primarie con una decina di voti o giù di lì, Carneade diventa sindaco.
È questo il meccanismo che sta selezionando una classe dirigente di incompetenti istituzionali; il caso di Roma è emblematico in tal senso.
Virginia Raggi, anch’essa avvocata, vince le comunarie con ben 1.427 voti in una megalopoli come Roma e ce la siamo ritrovati sindaco in un psico – delirio che solo in Italia poteva capitare.
Ora Monza è una piccola città, ma visto che lo scaltro genovese ormai ha capito che la gente lo vota pure se vendesse la cacca d’autore come la celebre scatoletta di Manzù, il rischio di una “raggizzazione” della intera penisola è reale.
Il meccanismo sballato delle comunarie non sta rovinando solo l’Italia ama anche la reputazione dei Cinque Stelle a pensarci bene.
Chissà se il federale di Genova se ne è accorto…

