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Politica

 

 

Chi vince e chi perde: le pagelle

LA CRONACA/ Napolitano non lascia raddoppia

I due gruppi di "saggi": Onida, Mauro, Quagliariello, Violante per le riforme; Giovannini, Pitruzzella, Rossi, Giorgetti, Bubbico, Moavero per l'economia 

ANALISI/ Siamo una repubblica presidenziale. Così Napolitano non esclude il bis

Una rilettura della parole dal Colle ("il Presidente Napolitano ha confermato ieri le nostre posizioni su parlamento e governo") e una conferma della bocciatura, anticipata sabato da Vito Crimi, dei saggi, ridotti oggi al rango di "badanti della democrazia". Beppe Grillo fa il punto dal suo blog e legge le mosse del Capo dello Stato dicendo che "in sostanza ha affermato che un governo, mai sfiduciato..., e' in carica, sebbene limitato agli affari correnti, e sta operando in collaborazione con il Parlamento, anzi solo previo consenso del Parlamento". Allora, e' l'affondo, "il Paese non ha bisogno di fantomatici negoziatori o facilitatori del calibro di Violante, il gran maestro dell'inciucio, tanto per citarne uno, che operano come gruppi di saggi, non ha bisogno di 'badanti della democrazia', ma di far funzionare meglio il Parlamento e alla svelta". 

Grillo sottolinea che "la Commissione speciale sta esaminando un provvedimento legislativo di carattere economico per sbloccare pagamenti alle aziende per 40 miliardi di euro con il contributo di tutte le forze politiche, tra cui il M5S, come espressione del Parlamento e non, come e' avvenuto negli ultimi anni, attraverso atti di imperio del governo con ripetuti decreti". "In questa fase, infatti, per poter emettere un decreto di urgenza fuori dagli affari ordinari, il governo deve chiedere l'autorizzazione al Parlamento. Al momento - osserva - e' la miglior soluzione possibile in un Paese che ha visto una serie di governi che hanno imposto le loro politiche a Parlamenti svuotati di ogni autorita' e significato, anche grazie al Porcellum che ha trasformato i parlamentari in 'nominati', in yes men".

"E' necessario ridare al Parlamento la sua centralita'", e' il mantra M5S. "Per farlo - torna a insistere Grillo - e' urgente l'istituzione delle Commissioni per l'esame delle proposte di legge. Le Commissioni a piu' di un mese dal voto non sono ancora state istituite, il risultato e' un rallentamento dell'attivita' legislativa che potrebbe occuparsi da subito di temi come la nuova legge elettorale, il conflitto di interessi, il reddito di cittadinanza, la legge anti corruzione, l'abolizione dell'IRAP". E allora, "chi si oppone alle Commissioni? E perche'? Il M5S da settimane sta proponendo la loro formazione immediata nell'indifferenza - denuncia - dei partiti e delle istituzioni".

 

vito crimiVito Crimi

"PSEUDO SAGGI IMPRESENTABILI". Si dice "totalmente d'accordo con Napolitano quando mette in risalto la funzione legislativa del parlamento" e ricorda che "lo diciamo da molti giorni ed oggi lo ribadiamo ancora con piu' forza: subito le commissioni permanenti per iniziare a parlare di contenuti e di leggi. Noi lo stiamo gia' facendo all'interno dell'ufficio di presidenza e all'interno della commissione speciale". Roberto Fico pero' chiarisce, come aveva fatto sabato sera Vito Crimi, che il Movimento 5 Stelle boccia il ricorso ai saggi: "Non sono d'accordo con Napolitano - spiega infatti il deputato dalla sua pagina Fb - quando affida a dieci pseudo saggi divisi in gruppi tematici l'incarico di elaborare alcuni temi che mettano d'accordo le forze politiche presenti in parlamento. E' una chiara contraddizione con quello affermato in precedenza sulla centralita' del parlamento. Che il confronto sui temi, sulle leggi e sugli emendamenti avvenga in aula e nelle commissioni". Ed ecco la stoccata grillina: "Gli pseudo saggi sono impresentabili e rappresentano pienamente culture e meccanismi che ci hanno portato a questo declino". In piu' "nessuno di questi nomi, nessuno, e' stato mai fatto dal Movimento Cinque Stelle". "I partiti non possono fare un inciucio palese perche' questa volta in parlamento ci siamo noi e quindi stanno trovando una strada alternativa nel modo, una sorta di travestimento per poi arrivare esattamente allo stesso fine: il loro tornaconto personale", scrive ancora Fico. "Sono sempre loro, non sono cambiati e dobbiamo fare come sempre attenzione. Invece di una foglia di fico questa volta - ironizza - ne hanno trovate dieci e neanche troppo buone". "Questo dimostra - e' l'analisi dell'esponente M5S - che se anche noi avessimo fatto un nome a Napolitano non sarebbe servito a nulla tranne che a darlo in pasto ai media. Oltretutto Napolitano non ha mai mostrato interesse affinche' noi gli dessimo un nominativo".

"I giochi e i trucchi ormai sono palesi, spero davvero che siano chiari a tutti ogni giorno di piu'. Il cambiamento che il Paese aspettava con queste scelte non viene rispettato. Noi - rivendica - siamo una forza di costruzione, confronto e proposta. Vogliamo il reddito di cittadinanza, l'abolizione dei rimborsi elettorali, il rilancio delle piccole e medie imprese, l'abolizione delle provincie e di tutti i doppi incarichi, l'accorpamento dei comuni sotto i 5000 abitanti, il rispetto dei referendum sull'acqua con legge ad hoc, un piano energetico nazionale, la legge anticorruzione, una nuova legge elettorale, la legge sul conflitto di interesse, l'abolizione di equitalia e molto altro ancora".

 

cicchitoFabrizio Cicchitto

IL PDL: AI SAGGI SOLO 10 GIORNI - "L'operazione dei saggi ieri adottata dal Presidente Napolitano ha un senso di coerenza con il nostro ordinamento generale, se nello spazio di sette-dieci giorni massimo gli esperti ci danno la traccia di un programma condivisibile dalle forze politiche impegnate nella governabilita', che danno sbocco ad essa impegnandosi a dar vita ad un nuovo governo che in tempi ragionevoli ma rapidi deve avere la fiducia del Parlamento". E' Fabrizio Cicchitto ad avvertire che "infatti, noi non riteniamo che il modello olandese possa essere da noi imitato in tutta la sua dinamica e la sua lunghezza anche perche' il governo Monti non ha piu' la nostra fiducia fin dai tempi del discorso di dicembre del segretario Alfano in Parlamento e, non a caso, quel discorso fu legittimamente interpretato dallo stesso Monti come un ritiro di fiducia".

"Di conseguenza - osserva ancora l'esponente Pdl - oggi il governo Monti appartiene al passato e puo' prolungare la sua esistenza solo per l'ordinaria amministrazione. Ma non puo' subentrare in un'altra dimensione perche' cio' sarebbe una forzatura inaccettabile ed anche insostenibile sul piano istituzionale". "Di conseguenza, i saggi, alcuni dei quali hanno anche per riferimento i gruppi parlamentari e le coalizioni di appartenenza, hanno il compito di darci, nello spazio ragionevole di tempo dei 7-10 giorni, un prodotto finito anche nella sua sinteticita'; e i gruppi parlamentari, che non possono essere surrogati da nessuno, devono dare le loro risposte politiche sul terreno della formazione o meno di un nuovo governo, che , a sua volta, visto che si sono svolte delle nuove elezioni politiche, non puo'essere certo surrogato dal governo precedente, il quale non a caso sta nell'ordinaria amministrazione, che anche recentemente sul terreno della politica estera ha suscitato dissensi; ma questi non sono certo tempi di ordinaria amministrazione". "Allora - conclude Cicchitto - il lavoro dei saggi puo' essere positivo se esso fa maturare all'interno del Pd, del Pdl e di SC la soluzione positiva per un nuovo governo; altrimenti, i problemi si ripropongono come erano precedentemente a questo estremo tentativo di mediazione messo in essere dal Presidente Napolitano".

 

FranceschiniDario Franceschini

FRANCESCHINI (PD): SAGGI SOLUZIONE NON RISOLUTIVA - I due gruppi ristretti indicati ieri da Napolitano, "sono una soluzione utile, che puo' aiutare, ma che non puo' essere sostitutiva del luogo in cui certe decisioni si devono prendere, ovvero il Parlamento, ne' mi pare una soluzione risolutiva". Lo dice Dario Franceschini, intervenendo a 'In mezz'ora' su Rai3. "Napolitano e' stato un punto fermo in questi anni di bufera - ha premesso l'esponente Pd - ora siamo in un momento che non ha precedenti nella storia del Paese e la scelta di Napolitano e' stata fatta per tranquillizzare il paese. Il lavoro dei saggi servira' per vedere se ci sono dei punti su cui le forze politiche si possono avvicinare, ma non e' che da questa formula nasca un governo". "Non e' sostitutivo dei partiti, ma aiuta per vedere se e' possibile avvicinare i partiti", ha detto ancora Franceschini aggiungendo che "la decisione e la scelta dei saggi e' stata del presidente della Repubblica. Il Pd non era stato informato".

LA DIFESA DEI SAGGI - "Non sono generici 'saggi', ma  personalita' scelte con criteri oggettivi in funzione del
lavoro gia' svolto e del ruolo ricoperto". Lo scrive su twitter Pasquale Cascella, portavoce del Presidente della Repubblica.  Cascella ha risposto al commento di una utente del social network che esprimeva perplessita' sulla scelta dei 'saggi': "per eta' e soprattutto per genere i 10 saggi non convincono del tutto".


E SULLA CHIAMATA A DRAGHI... - Giorgio Napolitano ha chiamato Mario Draghi "e altri" per approfondire la situazione politica di queste ore. Lo precisa su twitter il portavoce del Presidente della Repubblica, Pasquale Cascella.  Risponendo ad un untente che riportava le notizie di stampa secondo cui il numero uno della Bce ha 'convinto Napolitano a non rassegnare le dimissioni', Cascella risponde: "Per la verita' e' stato Napolitano a chiamare Draghi (e altri) per approfondire la valutazione sulla situazione determinatasi".

Tags:
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