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Politica
beppe grillo 500

"Il livello di attacco al M5S si è alzato, e mira diritto al cuore del MoVimento. Sta succedendo qualcosa di grave, davanti a cui nessuno può rimanere immobile. Sappiamo con certezza che è in atto una compravendita morale e politica dei nostri parlamentari ad opera di persone esterne al MoVimento". Così su Facebook il capogruppo M5S alla Camera, Riccardo Nuti. "Abbiamo ogni giorno il coraggio di fare i nomi del malaffare in aula - ha aggiunto - non avremo timore di fare i nomi di chi, da tempo fuori dal MoVimento, tenta di colpirlo per antichi rancori e oscuri interessi. E questo vale anche per coloro che, con la scusa della "libertà di critica", già indagano su quanti soldi pubblici spetterebbero loro in caso di formazione di un nuovo gruppo. Non taceremo. Il MoVimento non tacerà".

LOMBARDI. "Giù le mani dal Movimento. Non avremo paura di denunciare tutto. Tutto". Così su twitter la deputata 5 stelle, Roberta Lombardi, che rinvia con un link alle parole di Riccardo Nuti che su Facebook denuncia una "compravendita in atto" dei parlamentari grillini.

IL PD. "Fate i nomi di chi avrebbe provato a comperare i vostri parlamentari. Altrimenti è solo un grande polverone di cui voi stessi pagherete le conseguenze". Così Ettore Rosato, esponente dell'Ufficio di presidenza del gruppo Pd della Camera, commenta la denuncia su Facebook da parte del capogruppo dei deputati M5S, Riccardo Nuti. "Siete in difficoltà, privi di iniziativa politica e di gestione democratica - prosegue - come pensate di essere credibili nella vostra denuncia se non usate voi per primi la trasparenza, raccontando fatti e circostanze precise? E' purtroppo successo in passato l'oscena compravendita di parlamentari: ma ciò non vi esime dal parlar chiaro".

Le tensioni nel Movimento 5 stelle vengono allo scoperto anche sui social network. Dopo la denuncia su Facebook del capogruppo alla Camera, Riccardo Nuti, di "una compravendita in atto" dei parlamentari grillini, (post sottoscritto anche da altri esponenti, in primis Roberta Lombardi), interviene su twitter Alessio Tacconi, deputato 5 stelle già 'catalogato' in passato tra i dissidenti per aver espresso opinioni critiche. Tacconi twitta parole che di fatto vanno contro quelle sostenute dal suo capogruppo: "Nessuna compravendita in atto. Queste dichiarazioni sono volte solo a distogliere dal merito della questione" scrive il deputato M5S. E linka ad un articolo on line nel quale si parla del caso Gambaro, la cui espulsione sarà decisa da un'assemblea congiunta lunedì pomeriggio.

DEPUTATI 'DISSIDENTI', SARA' GUERRA. VERSO SCISSIONE - "Lunedi' sara' una guerra" e se Adele Gambaro dovesse essere espulsa, "ci sarebbero davvero i presupposti per una scissione". E' questa la previsione di alcuni deputati 5 stelle, tra quelli considerati dissidenti, che si preparano all'assemblea di lunedi' pomeriggio per decidere sull'espulsione della senatrice 'colpevole' di aver criticato Beppe Grillo. Dopo l'accelerazione con il post pubblicato ieri sul sito di Grillo, tra i deputati gia' critici nel Movimento si registrano forti perplessita'. Un altro di loro, che naturalmente in questa fase ancor di piu' preferisce restare anonimo, parla di "processo illegittimo" che non doveva nemmeno essere preso in considerazione. La tesi, infatti, di quella minoranza che a Montecitorio gia' da mesi respira un certo disagio nel gruppo, e' che Gambaro ha espresso una critica politica che seppur rivolta al 'capo' Beppe Grillo, in realta' non viola alcuna norma dello statuto ne' del codice di comportamento. Quindi, secondo quanto si apprende da diversi esponenti 5 stelle di Montecitorio, l'auspicio e' che il dibattito ci sia ma che non si arrivi ad un voto ne' all'espulsione. Perche', spiega una deputata, "se si inizia con le espulsioni, e' finita" e "invece, bisogna fare in modo che non si spacchi il Movimento".

Lunedi' pomeriggio il dibattito sara' lungo e di certo acceso. Molti interverranno. C'e' chi - racconta un deputato tra quelli ortodossi - dice di voler prima sentire cosa ha da dire la Gambaro. Poi, spiega, "decidero'". Molti dei cosiddetti integralisti in realta' hanno gia' deciso, senza troppi tentennamenti, di votare per l'espulsione. E l'obiettivo finale, secondo quanto si apprende in ambienti grillini, sarebbe quello di fare in modo che chi e' troppo critico, vada via. Se volontariamente, meglio. I deputati dissidenti, che rappresentano ancora una minoranza, sono in fermento. Lunedi' mattina potrebbero - cosi' viene riferito - fare il punto insieme per decidere una linea comune. I dissidenti auspicano che non si voti l'espulsione della Gambaro e comunque sono tutti pronti ad intervenire in assemblea per dire la loro. In ogni caso, se alla fine ci dovesse essere l'espulsione della Gambaro, allora - confida uno dei 'critici' - "potrebbero esserci veramente i presupposti per una scissione". Una deputata sostiene che la Gambaro "ha sbagliato perche' ha fatto un'analisi superificlae" e che considerando quanto sia "riservata" la senatrice - ipotizza la stessa fonte - potrebbe aver ricevuto delle "pressioni. L'hanno spinta a parlare cosi' davanti alle telecamere proprio per creare la spaccatura". Ma, detto questo - e' il ragionamento - "non bisogna votare l'espulsione, si aprirebbe una voragine e non e' giusto. Io voterei contro". E ancora: "Bisogna fare in modo che non si spacchi il gruppo". Un deputato pone il problema dei toni di Grillo, "sono sempre stati alti - ammette - ma adesso e' cambiata l'attenzione su di lui. Grillo ha fatto benissimo per il Movimento, ma noi ad un certo punto dobbiamo fare una partita politica...". C'e' poi la presunta compravendita di parlamentari grillini denunciata dal capogruppo Riccardo Nuti. Su questo, una deputata sostiene sicura che "se si riferisce alla Camera, sbaglia. Non c'e' niente di niente". Ma "se c'e', e' al Senato...". (AGI) Sim 141924 GIU 13

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