I Cinque Stelle si sa pensano in continuazione; l’ultima “pensata” sta emergendo in queste afose giornate estive.
Si tratta della “moneta cittadina” sponsorizzata dall’assessore romano al bilancio Andrea Mazzillo.
Nell’immaginario collettivo del pantheon ideologico dei Cinque Stelle -peraltro comune a tutti i movimenti populisti- c’è la fissazione per scalzare le monete “ufficiali” dal sistema economico.
La motivazione è quella di combattere contro i famosi “poteri forti” composti da uomini malvagi ed incappucciati che si riunirebbero nelle notti di luna piena per tramare contro l’umanità grazie al controllo dell’economia.
La sindaca Virginia Raggi, in verità, aveva già parlato di questa sua fantasia in campagna elettorale e l’aveva denominata “baratto parziale”: tu dai una banana a me ed io do un pomodoro a te; insomma qualcosa del genere.
Roba da fumetti di Topolino se non fosse che quando ci sono i Cinque Stelle occorre tenere gli occhi aperti.
La nuova moneta che già qualcuno chiama “sesterzio” dovrebbe coinvolgere come dice l’assessore “aziende e soggetti interessati” quali poi essi siano ovviamente non è dato di sapere.
Da Torino gli fa eco un altro assessore pentastellato Paola Pisano: “Stiamo studiando dei Torino-coin, un processo di innovazione distruttiva”. Cosa sia poi l” innovazione distruttiva” lo sa solo l’assessore, ma tant’è.
Ma perché questa proposta è inquietante?
Il problema delle monete alternative è che si tratta di sistemi fumosi ed ambigui che portano di fatto a creazioni di banche non regolate che non possono fornire le usuali garanzie economiche.
Ad esempio, chi garantisce per la moneta una volta che un soggetto fallisce? Chi paga? Tutta la comunità deve farsi garante?
Diciamo anche che in città come Roma e Torino segnate da forti disagi per i cittadini sarebbe meglio pensare ai tantissimi problemi reali dalle buche alla sicurezza delle manifestazioni pubbliche, piuttosto che strologare di sistemi economici alternativi.
Ora, tutta questa vicenda sembra la solita boutade estiva che fa il paio con altre fantasie dei Cinque Stelle come la funivia o l’ormai famosa “congiura dei frigoriferi”, ma a ben guardare il fatto è molto più grave.
Il Movimento di Grillo sta infatti infiltrando le fonti della conoscenza scientifica (vedi ad esempio la vicenda dei vaccini) ed economica con un veleno sottile che è quello di una informazione non accurata che, amplificata dalla Rete, minaccia le fondamenta della società.
Sembra uno scenario fantastico ma non lo è poi così tanto e tutta la storia ci insegna come questo sia stato spesso il prodromo ad eventi poi molto complessi da gestire.

