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Politica
"M5S, ormai serve un liquidatore. Colpa di Di Maio e del suo cerchio tragico"

Caos nel Movimento 5 Stelle, tutti contro tutti. Intervista di Affaritaliani.it al senatore iscritto al gruppo Misto ed ex pentastellato Mario Michele Giarrusso.
 

Che cosa succede nel M5S dopo le Regionali?
"E' in atto la resa dei conti. I governisti hanno affondato il Movimento e ora non vogliono pagare il conto della sconfitta. E' chiaro a tutti che questo disastro elettorale ha un padre e una mandre, sono quelli dell'ala governista del M5S che ha difeso i peggiori ministri della storia della Repubblica. Dalle urne è arrivato un brusco risveglio, la propaganda non può mai sostituire i fatti. Se uno è un cattivo ministro non diventa bravo con la propaganda".

Il padre è della sconfitta è Luigi Di Maio?
"Certo, lui è il suo cerchio tragico. Ed è incredibile che non arretrino nemmeno di un passo, anche perché se arretrassero perderebbero il potere che hanno guadagnato sulle spalle di tutti gli altri. Adesso possono anche fare tutti gli stati generali che vogliono, ma non vanno da nessuna parte".

E Di Battista? Parla un po' come lei...
"Di Battista si è tardivamente reso conto dell'entità del disastro, la gente non vuole più vedere i governisti del M5S. Non vuole più sentire le balle su Bonafede miglior ministro della Giustizia di sempre e sulla Azzolina brava e bella. Il popolo ha punito il Movimento, ma è chiaro che questi non vogliono mollare l'osso".

E il Pd di Zingaretti?
"Non aiuta con il suo atteggiamento famelico di poltrone, visto che si parla di scippare ulteriormente qualcosa al Movimento. Non è possibile che un partito che ha preso nel 2018 dieci milioni di voti debba sottostare a un partito che le elezioni politiche le ha perse".

Però sul referendum Di Maio ha vinto...
"Il referendum non lo ha vinto Di Maio. Il taglio dei parlamentari non era un cavallo del M5S, lo è diventato solo con la propaganda che non può sostituire i fatti. Gli attivisti avevano bocciato il taglio dei parlamentari e in pochi lo ricordano. Si tratta di un atto vergognoso fatto solo con l'illusione di punire la casta. E' stato un sì sostenuto dalla casta pensando che meno siamo meglio stiamo".

Conte farà il leader del M5S?
"Ha già detto di no e come dargli torto visto il disastro elettorale. Semmai ci sarebbe bisogno di un liquidatore, viste anche le posizioni demenziali di Grillo che ha sposato l'antiparlamentarismo. Tutto l'opposto di quello che il M5S aveva portato avanti per anni ovvero la centralità del Parlamento al quale dovevamo restituire le sue prerogative. Si sono lanciati nella campagna contro il Parlamento, luogo della sovranità e della rappresentanza dei cittadini rinnegando tutto ciò che è stato il M5S fin da quando è nato".

Ci sarà una scissione nel M5S? Come finirà?
"Bene non può finire con queste premesse. In democrazia i ministri che perdono le elezioni lasciano il posto, lo abbiamo visto tante volte in Italia. Ma questi, nonostante il disastro, non se ne vanno. Il capo politico ad interim è Crimi, ma tutti sanno che le trattative con il Pd le fa il capo-delegazione al governo, ovvero Bonafede perché è ministro e siede in Cdm. Ma tutti sanno che ci sono i pre-Cdm e le riunioni di maggioranza, solo un parafulmine con il solito Di Maio che attraverso il suo Bonafede detta legge".

Ma la scissione ci sarà o no?
"E' tardiva, dovevano farla prima di perdere 8 milioni di voti con il cerchio tragico e i Pomigliano boys, che hanno sconfitto la loro povertà e quella dei loro amichetti. Doveva farla Di Maio la scissione e vedere quanti voti avrebbero preso i Pomigliano boys. Quando i buoi sono scappati è difficile chiudere la stalla".

E il governo rischia per il caos nel M5S?
"Il governo rischia di cadere per la voracità del Pd. In una democrazia normale non ci sarebbero interferenze nel primo gruppo parlamentare, che ha il diritto di cambiare la propria delegazione ministeriale. Conte dice no al rimpasto perché se Bonafede si alza e afferma di voler fare qualche cambiamento il Pd è subito pronto a mettere un'altra triste figura alla guida del dicastero della Giustizia".

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