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Politica
M5s Roma, Raffaele Marra intercettato sulla Raggi: "Da esame psicologico"

Povero Raffaele Marra a dover combattere con Virginia Raggi e con il M5s romano! Questa la sensazione che si ricava leggendo le intercettazioni dei carabinieri del nucleo investigativo di Roma pubblicate oggi dal quotidiano La Repubblica, a firma di Lorenzo D'Albergo e Giuseppe Scarpa. Il trilaureato ex finanziere dev'essersi reso conto molto presto di essere finito in una specie di "buffo carrozzone" in cui le comuni regole del savoir vivre sono totalmente scardinate e sostituite da norme inventate e cambiate dalla sera alla mattina, a seconda di come si svegliano i capi politici o il famigerato "staff", di cui - a tutt'oggi - sappiamo poco o niente.

Chiamato a gran voce dal m5s romano, tirato per la giacchetta un po' di qua e un po' di là, Raffaele Marra viene introdotto nel Movimento 5 Stelle dal suo ex sottoposto Salvatore Romeo del Dipartimento Partecipate, e da quel momento diviene l'eminenza grigia di Virginia Raggi, all'epoca rampante e ambiziosa candidata sindaco. Marra, tuttavia, non sa che tutte le sue esperienze politiche e professionali pregresse equivarranno al nulla, nel momento in cui dovrà affrontare il magico mondo pentastellato, dove tutte le regole, come dicevamo sopra, sono sovvertite. Una volta entrato nella tana del "BiancoGrillo", Marra finisce infatti in una sorta di "Paese delle NON Meraviglie", di cui la sua Alice, ovvero Virginia Raggi, non sfugge all'atmosfera di goffa ma proterva improvvisazione generale.

Nelle intercettazioni, parlando con l'assessore al Commercio Adriano Meloni e con tale Concetta, una conoscenza che ha in comune con Daniele Frongia (ex vicesindaco, ora assessore allo Sport e uno dei "4 amici al bar", assieme a Marra, Romeo e Raggi), l'ex braccio destro della sindaca appare decisamente sconsolato. La Raggi, racconta, "è arrabbiatissima. Addirittura ha usato parole del tipo 'me l'hai messa in c...'". Raffaele Marra si riferisce alla promozione del fratello Renato alla direzione Turismo del Campidoglio. L'inquilina del Campidoglio, leggiamo su Repubblica, è davvero fuori di sé. "Arrabbiata" dice Marra, "perché non gliel'ho detto sufficientemente. Dice: "ma non me l'ha fatto capire bene, non me l'ha detto con quella chiarezza che mi serviva. Mi doveva svegliare". E  vabbè, 'a prossima vorta faccio un esame psicologico pe' capi' come te lo devo dire. E' 'na follia, guarda".

La Raggi, insomma, rimprovera Marra di non averla sufficientemente edotta sulle dinamiche della promozione del fratello. "O non se n'è accorta o ho comandato io. Dovevo evitare che lei potesse passa' i guai e non gliel'ho detto. Lei lo sta vivendo come un fatto personale, come se io l'avessi tradita... non proteggendola". Marra critica la Raggi anche per l'incoerenza (Benvenuto nel mondo penstatellato, dottor Raffaele!): "Che dici a fare davanti a 15 persone 'guarda un po' che cazzo, io non posso fa' - perché lei dice pure le parolacce - "guarda un po' che coglioni che non lo posso fa comandante sennò la stampa mi attacca". E allora devi essere coerente!" sbotta l'ex braccio destro.

Quello che a molti sfugge è che Renato Marra era già stato giudicato idoneo per la promozione dallo stesso Prefetto Tronca che, nel 2016, intendeva nominarlo Vice Comandante. Nel momento in cui, tuttavia, Raffaele Marra divenne il braccio destro della sindaca Raggi, la nomina del fratello risultò automaticamente "inopportuna" per il m5s romano, e soprattutto per la fazione avversa alla prima cittadina. Fazione avversa che volle vedere nella promozione di Renato Marra un "regalo" della sindaca al suo braccio destro - già visto come "virus che aveva infettato il M5s" - con conseguente "danno d'immagine" per il Movimento. In soldoni, Renato "pagò" professionalmente per la posizione di Raffaele. In questo senso va dunque visto un altro stralcio delle intercettazioni in cui l'ex finanziere, di fronte all'ipotesi di un annullamento della nomina del parente, dichiara: "Revocate me. Dico "ho sbagliato io, ne prendo atto e andiamo avanti. Non vi faccio ricorso, revocate me".

I verbali delineano anche un'immagine conflittuale del rapporto fra la Raggi e il suo ex capo segreteria Salvatore Romeo, l'uomo della pioggia... di polizze. "Oggi ha fatto l'ennesima riunione, si so' appiccicati lei e Salvatore come al solito, si so' mandati a quel paese urlando. La Raggi pensa che io le abbia fatto un tranello. L'ha ripetuto due, tre volte. Dice: perché non gliel'ho detto. Cioè, lei voleva che la svegliassi. Mo' lei sta in fase rem, in fase di studio, sta pensando".

Con Romeo al telefono, Raffaele Marra scherza: "La sindaca è confusa", e definisce - come leggiamo su Repubblica - "mignotte mentali" le "ortodosse" Roberta Lombardi (grande nemica di Marra), Carla Ruocco e Paola Taverna. Un epiteto, quel "mignotta mentale" che ha portato la Lombardi a rispondere a tono su facebook: "Un'altra medaglia al valore".

L'ex finanziere, con l'assessore Meloni, parla anche di querele ai giornalisti. "Ne ho già fatte 14. Ma ti pare che posso campare con le querele?... Devo querelare la Vitale (Giovanna Vitale, firma illustre di Repubblica) perché ha scritto che non ho i titoli per fa' il direttore... Tutte cose false che, fatte arrivare sul giornale il giorno in cui c'è la polemica su mio fratello, creano ancor più sgomento".

Ci si potrebbe domandare chi fosse a inviare ai giornalisti informazioni scomode (vere o false che fossero) su Raffaele Marra... se pensiamo che fu Roberta Lombardi a presentare un esposto contro di lui, e che Alessandro Di Battista ha dichiarato di essere stato felice quando l'hanno arrestato... insomma, si può ben capire qual era il clima interno del m5s romano nei confronti dell'allora braccio destro della sindaca. Dell'uomo che veniva considerato il vero sindaco di Roma e dal cui arresto, nella Capitale tutto è sprofondato ulteriormente nella catastrofe più nera. 

Povero Raffaele Marra, a dover combattere con Virginia Raggi e con il m5s romano. Altro che Regina Coeli!

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