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Rispetto tra politica e giustizia, evitare tensioni che mettano a repentaglio la democrazia. A chiederlo è Giorgio Napolitano che ha incontrato i vertici del Csm. Mentre l'Associazione nazionale magistrati ha definito il blitz del Pdl al tribunale di Milano a sostegno di Berlusconi un episodio che "ha messo in tensione i principi della democrazia". "La manifestazione messa in atto da un gruppo di parlamentari all'interno del palazzo di giustizia di Milano - ha scritto l'Anm in una nota - mentre era in corso la celebrazione di un processo, ha messo in discussione e in grave tensione i principi fondamentali dell'ordinamento democratico, quali la separazione fra i poteri dello Stato e l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, consacrati nell'art. 104 della nostra Costituzione".

"Tale manifestazione - si fa notare nel documento del sindacato delle toghe - fa seguito alla falsa accusa, rivolta ai magistrati, di voler realizzare una persecuzione giudiziaria e a insulti intollerabili, rivolti alla magistratura, definita 'più pericolosa della mafia' e 'cancro della nostra democrazia'. Simili iniziative e le accuse che le accompagnano costituiscono un'inaccettabile drammatizzazione di vicende giudiziarie personali, che devono trovare nel processo la loro naturale sede di valutazione e non devono essere trascinate sul piano politico".

"L'Anm - hanno scritto ancora i magistrati - nel confidare che prevarrà il rispetto delle regole dello Stato di diritto, mantiene alta l'attenzione e, nel respingere il tentativo di trascinare l'ordine giudiziario in conflitti che gli sono estranei, non mancherà di denunciare con forza e in ogni sede qualsiasi attacco alla propria indipendenza e ogni tentativo di condizionamento improprio della funzione giudiziaria. I magistrati italiani continueranno ancora una volta a svolgere il loro lavoro e a compiere il loro dovere nella consapevolezza che il giudice è soggetto soltanto alla legge e che la fedeltà dei magistrati alla Costituzione costituisce una delle più alte garanzie per la tenuta dello Stato di diritto".

Dal canto suo, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha denunciato con rammarico "un'allarmante nuova spirale di polemiche tra voci che si levano" nel campo della politica e della giustizia. E' quanto si legge nella nota diffusa al termine di un incontro al Quirinale tra il capo dello Stato e il comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura, composto dal vice-presidente Michele Vietti, e da Ernesto Lupo e Gianfranco Ciani, rispettivamente primo presidente e procuratore generale della Corte Suprema di Cassazione.

Napolitano ha invitato ad "evitare tensioni destabilizzanti per il nostro sistema democratico". Ha ricordato che "in effetti alle elezioni del 24 febbraio, e anche per effetto della situazione che ne è scaturita, ma soprattutto per l'estrema importanza e delicatezza degli adempimenti istituzionali che stanno venendo a scadenza, occorre evitare tensioni destabilizzanti per il nostro sistema democratico".

Dopo l'incontro con la delegazione Pdl di questa mattina, Napolitano ha chiesto "un immediato cambiamento del clima venutosi a creare". Napolitano ha sottolineato inoltre di "essersi riservato di sviluppare più ampiamente in un prossimo intervento le sue valutazioni". Il capo dello Stato ha espresso "rammarico" con gli esponenti Pdl incontrati, "in particolare, per quanto è accaduto ieri ed è sfociato in una manifestazione politica senza precedenti all'interno del palazzo di giustizia di Milano", preoccupato per il "riaccendersi di tensioni e contrapposizioni tra politica e giustizia". Il Quirinale ha sottolineato inoltre che nessuna richiesta da parte dei vertici del Pdl è arrivata al presidente della Repubblica: "I rappresentanti del Pdl hanno espresso piena consapevolezza della natura delle responsabilità e delle prerogative del Capo dello Stato che non può interferire nell'esercizio del potere giudiziario, e quindi non gli hanno rivolto alcuna richiesta di impropri interventi in materia".

Il comunicato del Quirinale riferisce anche che Napolitano ha ricevuto oggi al Palazzo del Quirinale, su loro richiesta come preannunciato, Angelino Alfano, e i presidenti uscenti dei gruppi parlamentari del Pdl Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. "Essi gli hanno rappresentato preoccupazioni di carattere politico-istituzionale per recenti sviluppi delle vicende giudiziarie riguardanti il leader del loro partito e capo della loro coalizione".

Il leader della Lega Nord, Roberto Maroni, ha preso un po' le distanze dalla "marcia" del Pdl: "E' stata una manifestazione del Pdl".
 

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