Marattin (PLD) boccia la Bartolozzi: “Il Centrodestra ha un problema di classe dirigente. Ma al referendum voteremo Sì”
“Conosco molto bene quelle situazioni. Sei in un dibattito acceso, sei appassionato, ti esce fuori la cazzata. Pure grande, in questo caso. Che, a guardarci bene, non è neanche logico aver pronunciato, visto che la Bartolozzi stessa è un magistrato. Quindi in pratica ha detto di togliere di mezzo se stessa”. Così Luigi Marattin, Segretario Nazionale del Partito Liberaldemocratico, commenta ad Affaritaliani la polemica nata attorno alle parole di Giusi Bartolozzi. Durante un dibattito televisivo, il capo di gabinetto del Guardasigilli ha esortato a votare “Sì” al referendum per “togliersi di mezzo la magistratura”, da lei definita un insieme di “plotoni di esecuzione”.
“Sa quale penso sia la verità? Il centrodestra sembra avere un enorme problema di classe dirigente: non esiste che un capo di gabinetto di un ministero così importante vada in una tv locale a fare quelle scene”, continua Marattin.
Interpellato su che cosa dovrebbero votare gli elettori al referendum sulla separazione delle carriere, il leader liberaldemocratico afferma: “Cosa dovrebbero votare gli italiani lo decidono gli italiani. Io le dico cosa voterò io, e il partito di cui sono segretario nazionale (partito che è stato il primo ad aver lanciato un comitato per il Sì). Voteremo convintamente sì, per portare a compimento una grande riforma liberale che era stata avviata da un partigiano socialista (da giovane rinchiuso nelle prigioni di Via Tasso) come Giuliano Vassalli. Una riforma che consente ad ogni cittadino che dovesse trovarsi coinvolto nella giustizia (e non capita solo ai criminali, può capitare a chiunque) di avere la ragionevole certezza che chi lo giudica non avrà nulla a che fare con chi lo accusa”.

