Un’ottima occasione per riannodare i fili di un rapporto unico e fondamentale, sia sul piano dei rapporti bilaterali sia su quello delle politiche di integrazione europea. E’ questo il senso della prima missione all’estero di Sergio Mattarella che lunedì sarà a Berlino e martedì a Bruxelles. Una visita che cade in un momento quanto mai propizio e opportuno, che permetterà al presidente della Repubblica di portare nel menù dei colloqui berlinesi piatti diversi dal recente passato.
Con lo spread sotto i 100 punti (ai livelli del 2010), un pacchetto di riforme realizzate o impostate e segnali di una maggiore stabilità politica Mattarella potrà affrontare Angela Merkel bilanciando con attenzione le richieste italiane di maggiore flessibilità (naturalmente concordate con il governo, precisano all’Ansa fonti del Quirinale) e la tradizionale linea di forte propulsione dell’integrazione politica europea che il presidente ha indicato essere uno dei capisaldi del suo settennato. “Difficile immaginare due velocità diverse”, spiegano al Quirinale dove si ritiene essenziale continuare a lavorare con Berlino attraverso una dialettica serrata, ma mai conflittuale. La Germania infatti è il Paese europeo con cui l’Italia ha il maggior interscambio e condivide un’imponente produzione manifatturiera, senza contare il suo enorme peso politico all’interno dell’Unione.
Tra l’altro uno degli ultimi incontri di politica estera di Napolitano fu con il presidente tedesco Joachim Gauck – a Torino lo scorso 11 dicembre – e Mattarella ha scelto di riprendere la linea del dialogo del suo predecessore, perché, ricordano in un briefing dei giorni scorsi al Quirinale, “i rapporti tra i due Paesi hanno un substrato importante, anche culturale, e il dialogo va ripreso e affrontato subito”. Con queste visite il capo dello Stato intende impostare sin da subito la proiezione internazionale del Quirinale, naturalmente in stretta sintonia con la politica estera che è di competenza del governo (che a Berlino sarà rappresentato dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni). Il giorno seguente infatti si sposterà a Bruxelles per una prima presa di contatto con i vertici delle istituzioni europee.
Vedrà in poche ore il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, l’Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini, quindi a colazione conoscerà il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Nel pomeriggio ci sarà un colloquio con il presidente della Commissione Jean Claude Juncker. Non mancherà poi un incontro allargato con tutti gli europarlamentari europei (sono 73) e con gli alti funzionari italiani a dimostrazione della volontà di Mattarella di creare un rapporto quanto più diretto possibile. Anche nella capitale tedesca il presidente compirà un gesto di alto valore simbolico: tra le pieghe degli incontri ufficiali ha infatti previsto una visita al Muro di Berlino. Una sosta a ricordo delle tragedie del passato che tanto richiama il primo atto di Mattarella dopo l’elezione al Quirinale: una sosta privatissima alle Fosse Ardeatine.

