Parità di genere, Sergio Mattarella: “Ancora molta strada da fare”
“La parità di diritti, tra donne e uomini, nelle leggi italiane, è piena. Ed è stata raggiunta da molti anni, in base alla Costituzione. Non è invece ancora così, per la sua, concreta, realizzazione”. E’ la risposta di Sergio Mattarella alla domanda di una ragazza durante il programma “La Banda dei Fuoriclasse”, in onda su Rai Gulp, in occasione dei 75 anni della nascita della Repubblica. Secondo il Capo dello Stato “per la parità reale tra i generi c’è ancora strada, molta strada, da fare”.
“Dal 1948 a oggi, sono stati fatti, nel corso degli anni, tanti passi in avanti” racconta il Presidente della Repubblica rispondendo alla domanda di Elena che chiede se la sua generazione raggiungerà la parità o dovrà aspettare. “Pensiamo all’ingresso, delle donne, nella Magistratura, nelle Forze Armate, nei Corpi di polizia. Ma per raggiungere una effettiva parità, dobbiamo rimuovere quegli ostacoli, che rendono tuttora difficile, alle donne, lavorare, raggiungere le posizioni più importanti, partecipare, in egual misura, alla vita delle istituzioni; e così via”. “A questo scopo, Elena, sono necessari altri interventi – conclude Mattarella-. Per esempio strumenti, adeguati, per la conciliazione tra lavoro e vita familiare. C’è ancora strada, molta strada, da fare”.
“Bene le critiche ma bisogna avere il coraggio di cambiare”
Mattarella poi risponde a Tancredi, 10 anni, che in trasmissione chiede “come sperare anche noi in un domani migliore, più giusto, quando ci dicono che tutto peggiora e già lasciare le cose come stanno sarebbe un successo”. “Va bene criticare- risponde il presidente -, ma bisogna anche riconoscere i passi avanti compiuti e avere il coraggio di cambiare”. Quindi, continua, “chi dice così sbaglia, Tancredi”. “Questi sono, abitualmente, pensieri di alcune persone che, invecchiando, ritengono che sia sbagliato, tutto quanto appare diverso dai loro tempi. Non si deve, mai, smettere di aver fiducia – e di impegnarsi – per un futuro migliore”.
“Se i nostri nonni, non avessero piantato alberi, pur sapendo che non li avrebbero visti crescere, oggi, le nostre città, sarebbero – soltanto – asfalto e cemento. Se tanti giovani, come tu dicevi, non si fossero sacrificati durante la guerra di Liberazione, per la nostra libertà, oggi non saremmo liberi. Parlare soltanto delle cose che non vanno, è, un po’, un’abitudine” spiega Mattarella. Per il Capo dello Stato “bisogna parlarne, per migliorare, cambiare, certamente anche per criticare quel che non va. Ma, soprattutto, dobbiamo partecipare. Essere, cioè, protagonisti degli eventi, del cambiamento. Sarebbe sbagliato – anche – ignorare, o sottovalutare, i tanti progressi, che abbiamo fatto, nella vita della Repubblica, dalle condizioni degli anni Quaranta a quelle di oggi” conclude.

