“I protagonisti degli scenari globali, con grande e crescente influenza sulla vita quotidiana di singoli e comunità, sono soggetti tecnologici e finanziari. Sovente vi si fondono i due aspetti. Non si tratta di fenomeni completamente nuovi. Nuova è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la seconda guerra mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati. La pretesa, infatti, è di agire al di fuori delle regole di Stati e di organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi“. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo all’Università di Firenze la laurea magistrale Honoris Causa in “Politica, Istituzioni e Mercato”.
Il fondatore della Cesare Alfieri esortava i docenti di dare ai giovani ‘buone vettovaglie’ e di fornirli di ‘buone armi per tutta la campagna della vita militante’. Questo proposito appare oggi quanto mai essenziale perché la contemporaneità sta imponendo sfide rivoluzionarie nell’ordine internazionale e in quello economico, con evidenti riflessi sugli ambiti istituzionali”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo all’Università di Firenze la laurea magistrale Honoris Causa in “Politica, Istituzioni e Mercato”.
l presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo a Firenze la laurea magistrale Honoris Causa in ‘Politica, Istituzioni e Mercato’, ha ricordato Silvano Tosi, “prima allievo e poi docente autorevole della ‘Cesare Alfieri’. “Nel 1957 – ho proseguito il capo dello Stato – concludeva la prefazione alla sua traduzione della ‘Democrazia in America’ di Tocqueville con queste parole, tuttora attuali e motivo di riflessione: ‘Nelle molte intuizioni profetiche di Tocqueville, la più inquietante per il nostro tempo è forse quella che prevede un futuro oscillante fra la libertà democratica e la tirannide cesarista, cui la moderna scienza del dispotismo suggerisce quell’aspetto filantropico, quelle forme fraudolentemente rappresentative, quel temibile ufficio tutorio dell’individuo, che Tocqueville definì magistralmente, cogliendone l’intimo spirito, nel concludere che si tendeva a far perpetuare l’infanzia dell’uomo’”. “Non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione”, ha concluso.

