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Matteo Renzi e il “fattore R” sulla politica italiana

Renzi e Berlusconi faranno un Nazareno 2?

Matteo Renzi e il “fattore R” sulla politica italiana
matteo renzi affacciato palazzo chigi

Matteo Renzi, dopo aver fatto il Primo Ministro e dopo aver guidato il Pd ad alte quote ed averlo fatto poi precipitare negli inferi, non parteciperà alla prossima competizione interna per diventarne -di nuovo-segretario.

La partita vedrà gareggiare invece l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti, l’ex ministro dell’Agricoltura ed ex segretario pro-tempore Maurizio Martina e il parlamentare Francesco Boccia.

Renzi dunque si tira fuori, lo fa però abbracciando più o meno timidamente Minniti il che preoccupa non poco il suo ex ministro.

Lo preoccupa perché il “fattore R” giocherà nel bene e nel male scuramente un ruolo sia in questa competizione interna al Pd che, soprattutto, all’esterno.

E qui veniamo alla politica nazionale.

Berlusconi non può che essere contento della decisione di Renzi di tirarsi fuori dalla competizione per la segreteria perché così facendo il toscano ha inviato un chiaro messaggio di disinteresse per il Pd.

E siccome Renzi non è tipo da tirare in barca alla sua età c’è da credere che abbia una strategia da seguire.

Da tempo si pensa infatti che Renzi voglia lasciare il Pd e si faccia un suo partito.

Il Pd è nato dalla fusione a freddo di due componenti: i Democratici di Sinistra eredi del Partito Comunista Italiano e della Margherita erede, a sua volta, dei democristiani di sinistra e Renzi potrebbe dividere ciò che D’Alema, Veltroni e Rutelli avevano unito.

Potrebbe nascere un partito di ispirazione cattolica, sostanzialmente centrista, ma con una propensione più conservatrice che gli permetterebbe poi di dialogare con l’ex Cavaliere che, dal canto suo, non vede l’ora di avere in mano un’altra carta da giocare al tavolo del centro-destra con Matteo Salvini.

Ma anche Renzi, viceversa, potrebbe usare questa possibilità per influenzare il Pd.

Insomma il fattore R calerà pesantemente sulla politica italiana e non solo, perché le europee incombono e un Pd senza Renzi e diverso da un Pd con Renzi.

Berlusconi userebbe Renzi contro Salvini per ottenere vantaggi tattici sulle presidenze regionali dove governa con lui e strategici in vista di future elezioni con un centro-destra vincente ed autonomo a governare qualora la Lega perseguisse la sua crescita esponenziale.

Berlusconi vuole sostituire i Cinque Stelle con Forza Italia e magari il discorso interessa anche Giorgia Meloni che in una coalizione di centro-destra starebbe benissimo con Fratelli d’Italia.