A- A+
Politica
letta 500 4

E' durato quasi un'ora e mezza il colloquio tra Giorgio Napolitano e il premier Letta. "Il presidente del Consiglio ha tratto, d'intesa con il Presidente della Repubblica, la decisione di illustrare in Parlamento, che è la sede propria di ogni risolutivo chiarimento, le proprie valutazioni sull'accaduto e sul da farsi", rende noto il Colle. "Il Presidente del Consiglio concorderà la data dei dibattiti con i Presidenti delle Camere". Il Cavaliere: "Le mie vicende non c'entrano. Ci siamo trovati davanti a una sinistra che mette le mani nelle tasche degli italiani". E ancora: "La stabilità è un imbroglio come lo spread, si vada al voto". Però poi precisa: "Se il governo proporrà una legge di stabilità realmente utile all'Italia, noi la voteremo". Epifani mette in chiaro che il Pd non è interessato a "governicchi, ma a lavorare per il Paese". Grillo: "Elezioni e poi un governo 5 stelle. Se gli italiani votano ancora Pd-Pdl, me ne vado".

LA NOTA DEL COLLE - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa sera al Quirinale il Presidente del Consiglio dei ministri on. Enrico Letta, accompagnato dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi. "E' stata attentamente esaminata la situazione che si e' venuta a creare a seguito delle dichiarazioni del presidente Berlusconi e delle dimissioni rassegnate dai ministri del Pdl in adesione a quell'invito", prosegue la nota diffusa dal Quirinale al termine del colloquio. "Il succedersi nella giornata odierna di dichiarazioni pubbliche politicamente significative dei ministri dimissionari, di vari esponenti del PdL e dello stesso presidente Berlusconi - si sottolinea - ha determinato un clima di evidente incertezza circa gli effettivi possibili sviluppi della situazione politica".

"Da cio' - prosegue la nota del Quirinale - il presidente del Consiglio ha tratto, d'intesa con il Presidente della Repubblica, la decisione di illustrare in Parlamento, che e' la sede propria di ogni risolutivo chiarimento, le proprie valutazioni sull'accaduto e sul da farsi". "Il Presidente del Consiglio - conclude la nota - concordera' la data dei dibattiti con i Presidenti delle Camere".

LETTA IN TV: NON GOVERNO A TUTTI I COSTI

La linea il premier la spiega intervenendo a 'Che tempo che fa': "Mercoledì probabilmente andremo in Parlamento - dice Letta -, chiederemo la fiducia in entrambi i rami. E ognuno si prenderà le sue responsabilità. Non ho intenzione di governare a tutti i costi, serve una fiducia per applicare il programma. Se non c'è la fiducia tirerò le conclusioni".

L'urgenza di una legge elettorale è stata evidenziata anche dal presidente del Consiglio: "Non si può votare il Porcellum che non garantisce la maggioranza al Senato". Al centro delle valutazioni del premier anche il "dibattito molto forte e profondo" in corso nel Pdl. "I ministri hanno posto delle valutazioni e sento che in Parlamento c'è incertezza. Per questo vado in Parlamento a chiarire. Non voglio essere un re travicello". Anche "dai sondaggi - aggiunge il premier -, gli elettori Pdl vogliono che continui l'esperienza di questo governo". "Spero - è l'auspicio di Letta - che ci sia una parte del Pdl che dica che non sono d'accordo con questo cupio dissolvi". Attenzione particolare alla posizione del vicepremier, Angelino Alfano: "Le sue parole di oggi lasciano intendere che c'è una discussione in corso, io sono rispettoso del travaglio che c'è, questo è un momento drammatico e forse di svolta attorno al centrodestra".

Tra i temi più delicati - e richiesti dal centrodestra - una possibile riforma della giustizia. "Mi fa sempre sorridere - afferma Letta -, è come se la giustizia voglia dire parlare di Berlusconi. Questo governo tra le cose fatte ha fatto quella della giustizia civile. Ci siamo già occupati di giustizia che è quella che riguarda i cittadini italiani".

LA CRONACA DELLA GIORNATA

"Presidente, è preoccupato?". Giorgio Napolitano sale i primi due gradini di villa Pignatelli a Napoli, dove ha incontrato in matinata la comunità ebraica, e allargando le braccia risponde con una battuta significativa. "Fate domande di un'ingenuità mai vista". Poi il capo dello Stato spiega che il suo primo passo sarà la verifica sulle possibilità di prosecuzione della legislatura, con il successivo scioglimento della Camere "se sarà impossibile" dare un governo al Paese.

"Siamo in una fase un po' criptica. Io cercherò di vedere se ci sono le possibilità per il prosieguo della legislatura" le parole del presidente, "procederò con una attenta verifica dei precedenti di altre crisi, a partire dalla crisi del secondo governo Prodi". La crisi di quel governo esplose e si consumò tra il gennaio e il febbraio del 2008. Dopo le dimissioni di Prodi a seguito della mancata fiducia al Senato, il presidente Napolitano affidò a Franco Marini un mandato esplorativo. Verificata l'impossibilità di arrivare a una nuova maggioranza, Marini rimise il mandato e Napolitano sciolse le Camere. Il presidente Napolitano ne parlerà in serata con il premier Letta, appuntamento fissato subito dopo la brusca accelerazione di ieri, con Berlusconi che ha di fatto aperto la crisi costringendo i suoi ministri a dimettersi.

EPIFANI - Una decisione che secondo il segretario del Pd Guglielmo Epifani, intervistato a In mezz'ora su Raitre, sarebbe stata dettata, "è una mia impressione, "dal fatto che Berlusconi e il centrodestra vogliano portare il Paese al voto ed evitare il voto sulla sua decadenza". Poi Epifani mette in chiaro che il Pd non è interessato a "governicchi, ma a lavorare per il Paese". Il che vuol dire, "approvare la legge di stabilità e cambiare la legge elettorale" per poi tornare al voto.

BERLUSCONI - "Le mie vicende personali non c'entrano", dichiara Berlusconi rompendo il silenzio con una telefonata a una manifestazione di Forza Italia in corso a Napoli. Il Cavaliere convoca l'assemblea dei gruppi parlamentari Pdl-Fi per domani alle ore 17 e al telefono si dice "pronto alla battaglia, non sono stanco di combattere". "Non accetteremo la responsabilità per l'aumento delle tasse", spiega Berlusconi, motivando così la decisione di aprire la crisi: "Le mie vicende non c'entrano. Sono venute meno le condizioni di sostegno a questo governo, ci siamo trovati davanti a una sinistra che continua a mettere le mani nelle tasche degli italiani". Berlusconi ha quindi chiesto "elezioni al più presto possibile, le vinceremo".

Più tardi, con un messaggio sul sito forzasilvio.it, Berlusconi risponde "a chi mi chiede di farmi da parte e accettare con cristiana rassegnazione la mia sorte giudiziaria, presente e futura. Dico che lo farei senza esitazione, se ciò fosse utile al Paese. Invece, per come si sono messe le cose, darei semplicemente il mio avallo a una situazione di democrazia dimezzata, dove non il popolo ma i magistrati politicizzati decidono chi deve governare".

"So e sappiamo distinguere il reale interesse dei cittadini", scrive Berlusconi, "se il governo proporrà una legge di stabilità realmente utile all'Italia, noi la voteremo. Se bloccheranno l'aumento dell'Iva senza aumentare altre tasse noi lo voteremo. Se, come si sono impegnati a fare, taglieranno anche la seconda rata Imu, noi voteremo favorevolmente". "ci saremo su tutte le altre misure utili, come il rifinanziamento della cassa integrazione, delle missioni internazionali, il taglio del cuneo fiscale".

Silvio Berlusconi inquadra, almeno per il momento, come "un fatto politico" le dimissimi di massa dei parlamentari Pdl e invita, nel corso di una intervista telefonia a Studio Aperto su Italia Uno, a considerare con attenzione chi sia stato, per ora, il destinatario di quelle lettere. "Le dimissioni, intanto, sono state un atto politico perche' - dice allora il Cavaliere - sono state consegnate ai capigruppo e a me, e non ai presidenti di Camera e Senato". Dunque quell'"annuncio di tutti i parlamentari Pdl" e' stato in effetti "un grido di dolore per la democrazia ferita dalla serie di ingiustizie che sto subendo e, anche, una reazione ai comportamenti insultanti e offensivi dei nostri alleati di governo del Pd".

"Vorrei fare una considerazione circa il fatto che si insiste sul fatto che la caduta di un governo sia un fatto drammatico... La crisi... Io - riprende Berlusconi sullo stesso tasto - ho fatto l'imprenditore per tanti anni, quando i governi duravano in media undici mesi. Bene, quando cadeva un governo l'economia funzionava benissimo, aumentava la produttivita', il Pil e quando un governo cadeva - prosegue - noi imprenditori eravamo felici, perche' ci dicevamo tra noi 'meno male che per tre o quattro mesi non c'e' piu' un governo che possa farci danno'". Insomma, e' qui il messaggio pare indirizzato a viale dell'Astronomia "un imprenditore sa benissimo che il massimo che i governi possano fare, in un'economia moderna, e' non fare troppi danni". Ad ogni buon conto, tiene a precisare il Cavaliere "io avevo sperato che le larghe intese portassero l'Italia alla pacificazione, purtroppo non e' stato cosi' perche' la sinistra con cui - rimarca - abbiamo provato a governare e' imasta quella di sempre".

GRILLO - "Dobbiamo tornare alle elezioni e mandare a casa tutte queste persone. Rifacciamo il Paese con un governo 5 stelle". Lo ha detto Beppe Grillo parlando a Paderno Dugnano, a margine di un corteo di protesta. "Non si puo' ragionare con questa gente". "Noi vogliamo le elezioni", ha poi aggiunto. "O andiamo a governare perche' ci date il voto o me ne torno a casa". Lo ha detto Beppe Grillo parlando a Paderno Dugnano. "Voglio gente intellettualmente onesta", ha detto il leader del M5s che, a proposito di chi vota gli altri partiti ha anche detto: "Ma posso convivere con questa gente qua...". Prima ancora aveva sottolineato: "Voglio parlare ai venti milioni di personaggi che hanno votato Pd e Pdl. Se continuate cosi', il Movimento se ne va".

Tags:
matteoligovernoelezioni

i più visti

casa, immobiliare
motori
Nuova Tiguan Allspace, aperti gli ordini del suv a sette posti

Nuova Tiguan Allspace, aperti gli ordini del suv a sette posti


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.