Colori pastello e look oversize: il guardaroba di Giorgia Meloni tra tailleur sartoriali di Armani e abiti di Scervino
Elegante, ma anche sobria e lontana dagli eccessi. Preferisce i tailleur sartoriali agli abiti, i colori pastello a quelli scuri. Pantaloni larghi, generalmente, e l’oversize decisamente preferito all’aderente. E poi i tacchi, non eccessivamente alti, preferibilmente decolleté, o – come nel caso delle celebrazioni per il 2 giugno – sneakers basse in segno della comodità. Il guardaroba della Presidente del Consiglio è diventato, negli anni del suo governo, anche uno strumento di comunicazione, ma soprattutto una scelta coerente con il suo indirizzo politico. La preferenze per marchi italiani è stata una valorizzazione senza sconti del Made in Italy.
“Mi rendo conto che con la mia visibilità posso fare promozione a una delle nostre eccellenze, la moda. Ovviamente vesto solo italiano”, ha spiegato più volte Meloni. Una scelta considerata coerente con il sostegno alle imprese nazionali. Tra gli stilisti ai quali si affida con maggiore frequenza – riporta La Stampa – c’è Ermanno Scervino, autore di diversi look indossati durante incontri istituzionali con leader internazionali, tra cui Donald Trump, re Carlo III e la regina Rania di Giordania. Accanto alle sue creazioni trovano spazio anche i capi di Brunello Cucinelli, soprattutto maglieria e giacche dai toni neutri, e quelli di Giorgio Armani, il cui stile essenziale ha contribuito a definire l’immagine del cosiddetto power dressing italiano.
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La premier predilige completi dal taglio classico, pensati per affrontare lunghe giornate di lavoro senza rinunciare all’eleganza. Dietro ogni scelta, racconta, non c’è soltanto un criterio estetico ma anche la volontà di sostenere aziende italiane, comprese realtà meno conosciute che possono ottenere visibilità grazie alle sue apparizioni pubbliche. Negli ultimi anni, infatti, alcuni marchi hanno attirato l’attenzione proprio dopo essere stati indossati dalla presidente del Consiglio. È il caso di D.Exterior, protagonista di uno dei look scelti durante il G7 del 2024, dimostrando come la ribalta internazionale possa tradursi in un’importante occasione di promozione per il settore della moda. Abiti, colori e accessori contribuiscono – e non è una novità – a costruire un’identità pubblica e a trasmettere messaggi, proprio come accade da tempo per numerosi capi di Stato e figure istituzionali.

