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Roma, Meloni in campo. Milano? Salvini. Il piano di Fratelli d’Italia

Roma, Meloni in campo. Milano? Salvini. Il piano di Fratelli d’Italia
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La candidatura di Giorgia Meloni a sindaco di Roma “esiste”, afferma ad Affaritaliani.it il responsabile Enti Locali di Fratelli d’Italia, Carlo Fidanza. “Serve che Forza Italia la smetta di flirtare con Marchini… Alfio non è Brugnaro, se lo mettano in testa…”

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

La candidatura di Giorgia Meloni a sindaco di Roma “esiste”, afferma ad Affaritaliani.it il responsabile Enti Locali di Fratelli d’Italia, Carlo Fidanza. “Intanto speriamo che Marino non faccia scherzi in questi venti giorni. Dopodiché è chiaro che la candidatura di Giorgia esiste soprattutto in tantissimi cittadini romani che da mesi la fermano per strada, dai quartieri bene fino alle borgate, chiedendole di impegnarsi direttamente nella corsa a sindaco. Ed evidentemente esiste in chiave politica, perché è innegabile che Giorgia sia oggi la personalità più credibile e spendibile a Roma per chi vuole costruire l’alternativa al malgoverno di Marino. Giorgia poi è la leader di un partito come Fratelli d’Italia che ha condotto una grande opposizione a Marino e viene da un’area culturale storicamente molto radicata nella Capitale. Da qui a che si realizzi però il passo non è breve, si devono realizzare alcune condizioni”.

Per esempio? “Innanzitutto serve la sua disponibilità, so che ci sta riflettendo. Giorgia è molto umile, sa che quella di Roma è una partitaccia perché la città è in condizioni di degrado profondo. Per lo stesso motivo, essendo una persona di cuore e amando la sua città, non è insensibile al grido di dolore che sale da tanti romani. Poi serve una coalizione unita, anche a Roma. Mi fa piacere che Matteo Salvini abbia speso parole positive per la Meloni. Noi ricambieremo oggi in conferenza stampa a Milano garantendo il nostro appoggio ad un’eventuale candidatura di Matteo per Palazzo Marino. Ma poi serve anche che Forza Italia la smetta di flirtare con Marchini… Alfio non è Brugnaro, se lo mettano in testa… è un uomo di sinistra che non a caso fino a qualche mese fa voleva fare le primarie del Pd!”.

A sentire alcuni dirigenti, nella base di FdI si alternano due tendenze contrastanti. C’è chi pensa che sarebbe finalmente l’occasione per far spiccare il volo a un partito ancora troppo piccolo rispetto alle aspettative (un po’ come fu per Fini e il Msi nel ’93) e chi teme di rimanere senza leader nazionale. Le ombre della passata giunta Alemanno sembrano più lontane, a maggior ragione dopo che nell’assemblea della Fondazione AN di domenica scorsa la linea della Meloni ha prevalso proprio su Alemanno e Fini, dando la possibilità alla leader di FdI di marcare una discontinuità più forte col passato. E a maggior ragione così sarebbe se la Meloni dovesse davvero decidere di candidarsi.

E quindi? “E quindi valuteremo nei prossimi giorni. Per oggi ci godiamo la fine, salvo infausti ripensamenti, dell’era Marino. Poi cominceremo a parlare con gli alleati. A maggio si vota a Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Cagliari, Trieste e in molte altre città importanti. Sarà un test politico nazionale. E queste sfide non si affrontano guardando le partite del Milan ad Arcore ma con un tavolo comune del Centrodestra, da convocare subito. In alternativa, se i partiti non saranno capaci di scegliere, meglio far scegliere i cittadini con le primarie”.