Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Sindaci di Milano. Il Passera solitario?

Sindaci di Milano. Il Passera solitario?

Sindaci di Milano. Il Passera solitario?
Nella vita bisogna sempre ricominciare da qualcosa. I comuni mortali devono accontentarsi farlo da zero. Pochi eletti da due. In un film tragicomico di Massimo Troisi addirittura da tre…

 

Nella vita bisogna sempre ricominciare da qualcosa. I comuni mortali devono accontentarsi farlo da zero. Pochi eletti da due. In un film tragicomico di Massimo Troisi addirittura da tre. Per miracolo capita da quattro. Figuriamoci da cinque. Eppure succede. Come direbbe Barak Obama “Yes, we can!”.

Così, questa sera, davanti a un nutrito parterre di amici, simpatizzanti, giornalisti e sostenitori, Corrado Passera, in corsa per la poltrona di primo cittadino di Milano, ha presentato il suo libro, scritto con la giornalista Sara Faillaci, “Ricomincio da cinque. Quello che ho imparato dalla vita e dai miei figli”, edito dalla BUR.

I numeri hanno sempre senso, un po’ come il quadro astrale che governa il nostro tema natale. Ma andiamo con ordine. Quello scelto da Passera non è casuale: corrisponde ai suoi cinque figli – due già grandi, due in tenera età e il quinto in arrivo – e ad altrettante fasi della sua vita. Quali? Presto detto: Olivetti, Poste Italiane, Banca Intesa, Governo Monti e ora la corsa per diventare Sindaco.

Qualcuno potrebbe chiedergli: ma chi glielo fa fare? Durante la conferenza stampa ha confidato che “tutte le fasi della vita hanno delle componenti facili e difficili, con delle cadute – la sua al governo è stata notevole -, quella di Ministro mi ha fatto dire si può! È stata una bella esperienza: abbiamo liberalizzato l’energia, il credito, il commercio, fatto una nuova legge per le Start Up – qui molti potrebbero dissentire, con suo sommo disappunto -; poi alla fine non è stato come speravo e allora mi sono detto: andiamo avanti!”.

IMG 0732
Guarda la gallery della presentazione a Milano del libro di Corrado Passera (iPerr reportage)

 

Per Passera “la politica si ricostruisce dalle città. Milano può dimostrare che l’Italia del XXI secolo ce la può fare e porsi come modello con proposte ambiziose, libertà di pensiero e indipendenza. Milano può diventare simbolo del rilancio”. La platea si scalda, lui che ha catalizzato 190mila dipendenti di Poste – 140mila a fine cura dimagrante – riuscendo a fargli compiere una prodigiosa metamorfosi da baco a farfalla, carica la balestra e scocca le frecce “Innovazione, apertura, coraggio”. E di coraggio deve averne parecchio perché con questa corsa si gioca tutto.

Eppure, per restare in tema di numeri, il suo oroscopo ci dice che le qualità per centrare il bersaglio non gli mancherebbero. Nato a Como il 30 dicembre 1954, nel segno del Capricorno, decimo dello zodiaco – il doppio di cinque – ha senso di responsabilità, affidabilità, concretezza da vendere. Come tutti i nativi, è impermeabile all’esibizionismo e sembra difficilmente penetrabile. Sebbene ambizioso, possiede pazienza e perseveranza, qualità che lo aiutano a raggiungere qualunque meta. E questo è indubbio, altrimenti non sarebbe mai riuscito a rivoluzionare un pachiderma come Poste e portarlo in pareggio nel giro di cinque anni – il numero torna – dopo decenni di disperante deriva. Salvo poi, una volta rivestiti i panni di AD di IntesaSanPaolo affossare Alitalia, ma questa è un’altra storia. La sua Luna in Pesci sembrerebbe aggiungere, oltre al sogno e all’immaginazione, un tocco di sensibilità e creatività. Mercurio nel segno natale confermerebbe, rafforzandole, tutte le caratteristiche sopra elencate. Dunque: determinazione alle stelle, praticità a mille e sole dardeggiante sul nocciolo delle questioni.

Verrebbe da dire: cosa manca a quest’uomo per condurre Milano alla conquista del primato che lui stesso evoca e che le spetterebbe per storia e vocazione? Nulla, se non i gradi di separazione dai suoi competitor. Si, perché il nostro se la batte con altri due manager. Altrettanto forti, navigati e outsider come lui. O quasi. Perché sia Parisi, candidato dal centro destra, con un passato in Cgil, simpatie politiche socialiste, accanto a De Michelis prima, “uomo-macchina” di Albertini” poi, con Amato presidente di Confindustria, successivamente AD di Fastweb e fino a ieri di Chili Tv, società italiana pioniera del cinema in streaming; sia Beppe Sala, il preferito di Renzi, bocconiano, classe 1958, un passato ventennale in Pirelli, uomo di fiducia di Tronchetti Provera, direttore generale del Sindaco Letizia Moratti su consiglio di Bruno Ermolli, già presidente di A2A, uscito trionfante dalle primarie del PD e ancora prima dal delicato incarico di Commissario unico di EXPO 2015, sono entrambi validi campioni di due schieramenti liquidi.

In una parola: il candidato del centro-destra è cresciuto a sinistra. Quello di centro-sinistra a destra. Nell’occhio del ciclone Passera che, non volendo scendere a compromessi, corre da solo. La tempesta perfetta. Una calma solo apparente. Se la memoria non mi inganna, nel settembre del 2008 anche il crollo della Borsa di Wall Street venne definito così.

Qualunque lupo di mare saprebbe di essersi cacciato nell’unico posto dove non dovrebbe stare. Ma tant’è. Un filo rosso sembrerebbe legare l’attuale caos climatico alla crisi economico-finanziaria e alla liquidità della nostra politica. Solo gli astri sembrano restare un punto fermo, sebbene la loro vocazione sia il movimento. C’è da chiedersi se questi numeri basteranno alla nave Italia Unica e al suo comandante a uscire indenni dal turbamento atmosferico che si apprestano ad affrontare e ispirare fiducia – ancor più che sicurezza – ai cittadini milanesi. A loro, a noi, in fondo basterebbe veder governata la città per il bene di tutti, nel rispetto del territorio, con la partecipazione chi la abita, nel segno del bello, del buono e del giusto.

La Luna consiglia: Basta con la sinistra! Questo slogan non convince quasi nessuno salvo chi lo ha approvato. Non a caso in molti sui social si sono scatenati con più o meno involontario umorismo, assimilando la sua compagna elettorale al concetto di meme che, spiegato con le parole di Ralph Waldo Emerson, che lo ha teorizzato, suona così: ” La chiave di ogni uomo è il suo pensiero. Benché egli possa apparire saldo e autonomo, ha un criterio cui obbedisce, che è l’idea in base alla quale classifica tutte le cose. Può essere cambiato solo mostrandogli una nuova idea che sovrasti la sua. “. Uomo avvisato, mezzo salvato.

Per info sul libro: http://www.bur.eu/libri/ricomicio-da-cinque/ 

Per info su Ralph Waldo Emerson http://www.biography.com/people/ralph-waldo-emerson-9287153