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Politica
Riforme, Mineo (Pd): Renzi sbaglia. Per lui il Senato è inutile


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Corradino Mineo parla con Affaritaliani.it direttamente dall'aula del Senato. "Il premier lo ha detto: ogni settimana così oppure mi dimetto. Sulle riforme ha deciso che non si discute più. Il suo obiettivo è quello di dimostrare che il Senato è un'assemblea inutile e che quindi va chiusa". Attenzione, però, perché "ritengo che forzando non sarà più forte quando affronterà i temi dell'economia ma sarà più debole".

Che cosa sta accadendo in Senato?
"Per responsabilità anche di chi ha fatto ostruzionismo, e del modo a tratti incivile con cui ieri soprattutto la Lega ha contestato la presidenza, si è ormai deciso di non discutere più. Questo mi pare grave e non lo condivido affatto. Il premier chiude a ogni dialogo e il Pd ha deciso di non discutere più e Grasso gli sta dietro. Questo è molto grave".

La responsabilità è solo delle opposizioni o anche del Pd e del premier?
"Evidentemente è una scelta di Renzi, non una responsabilità. Lo ha detto ieri, ogni settimana così oppure mi dimetto. Vuole che questa Aula affondi per altri obiettivi politici. Che io capisco ma non condivido".

L'obiettivo di Renzi sarebbe forse quello di farsi bocciare per poi dimettersi e andare al voto?
"No, l'obiettivo di Renzi è quello di dimostrare che il Senato è un'assemblea inutile e che quindi va chiusa. E, come ha detto ieri, il modo giusto di proseguire è con patti come quello del Nazareno che ha definito un patto parlamentare, in quanto poi l'Italicum è stato votato".

Ma i senatori non hanno vincolo di mandato...
"Bisogna vedere quello che succede nel mondo. Singapore, India, Cina, Russia e Turchia sono paesi che non hanno forme importanti e consolidate di democrazia rappresentativa ma conquistano i mercati. Non è che le forme della democrazia a cui siamo abituati sono le uniche che ci siano. Ci sono altre tendenze. In questo caso Renzi ritiene che non si possa concedere troppo spazio a una dialettica parlamentare. Io non sono d'accordo".

Renzi vuole l'Italia come la Turchia?
"Assolutamente non lo penso. Penso invece che ritenga che questo inchino del Senato sia necessario per poi fare meglio le cose che servono al Paese. Io penso che sbagli, perché forzando non sarà più forte quando affronterà i temi dell'economia ma sarà più debole. Ma non penso affatto che voglia una svolta autoritaria, dico che il mondo sta cambiando, che i problemi sono complessi e che ci sono diversi modi per affrontare la questione della democrazia. Io ne ho un altro: bisogna convincere e non imporre con la forza dei voti le scelte di modifica costituzionale. Però forse mi sbaglio io".

Voi 'dissidenti' che cosa farete?
"Noi 14 abbiamo esplicitamente presentato prima un ddl e poi degli emendamenti. Sulle questioni di principio abbiamo fatto la nostra battaglia e votato in dissenso, sulle altre cose ovviamente votiamo con il nostro partito e con la maggioranza".

E il patto del Nazareno?
"E' un patto parlamentare. Il problema è un altro, non penso che si possa fare la riforma del Senato senza tenere insieme il tutto: il modo in cui si elegge la Camera è determinante per capire come modificare il Senato. Se cambiamo una parte e non sappiamo come eleggiamo l'altra non va bene".
 

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