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Minzolini salva Berlusconi. Con l’aiuto del Pd

Il voto a favore di Augusto Minzolini rilancia Berlusconi che si è rimesso in viaggio per l’Italia

Il recente voto in Aula al Senato che ha salvato Augusto Minzolini, l’ex direttore del Tg1 dalle grinfie populiste della legge Severino (voluta da Mario Monti e votata sia dal Pd che da FI) ha avuto un duplice effetto.

Ha rafforzato Grillo che ora ha ricominciato a sbraitare (scordandosi i guai giudiziari della Raggi a Roma) ed ha rafforzato Berlusconi che ora rivendica la sua agibilità politica a prescindere anche dalla decisione della Corte di Giustizia di Strasburgo.

Ora non si sa quale perso abbiano potuto avere queste logiche considerazioni sul voto pro – Minzolini espresso anche da parte dei 19 senatori Pd ma è ingenuo ritenere che questo ragionamento politico non sia stato fatto quantomeno dal Capogruppo Luigi Zanda che aveva lasciato ai suoi “libertà di coscienza”.

Il Pd ha così cautamente (?) aperto a Berlusconi e naturalmente qualche pensiero malizioso può essere fatto e cioè che si tratti di un prodromo neppure tanto nascosto ad un Nazareno 2 che in tempi di proporzionale e di populismi esasperati ci potrebbe stare comodamente soprattutto in un Pd “depurato” dall’ala sinistra scissionista.

Il gioco del proporzionale, infatti, permette di fare alleanze” ideologiche” che si concretizzano in un listone comune (con il miraggio anche di un possibile ma difficile premio di maggioranza alla Camera con il 40%) sia a destra che a sinistra e poi ciascuno per la sua strada.

In questa ottica abbiamo assistito in pochi giorni al ritorno di Berlusconi qualche domenica fa con spremuta d’arancia al McDonald’s a Segrate e ieri in elicottero in un vivaio di Pistoia (con contorno di barzellette il che vuol dire che è in forma come ai vecchi tempi) in attesa che i cinesi si comprino il Milan.