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Politica
Monti smentisce Napolitano: "Colloqui per posto a Palazzo Chigi"

MARIO MONTI - "Tutta questa vicenda mi fa pensare a cosa non si faccia per vendere un libro". Così il senatore a vita Mario Monti, in un'intervista ad Agorà, andata in onda questa mattina su Rai Tre, commenta le anticipazioni del libro “Ammazziamo il Gattopardo”, di Alan Friedman. "Anche oggi (ieri per chi legge, ndr) ho scambiato parole intense e cordiali con il presidente Napolitano. Non le dico i contenuti della telefonata. Ci siamo chiariti? Sì, certo. Non credo di aver mancato ad alcun dovere di sensibilità e di riguardo. Sono sempre stato una tomba per quello che riguarda le conversazioni con il capo dello Stato nel 2011. Al massimo ne avrò fatto cenno a mia moglie".

"Avevo avuto all’epoca, tra giugno e luglio 2011, colloqui con il Capo dello Stato che mi aveva fatto capire che forse mi avrebbe chiesto una mia disponibilità in caso di bisogno. Io avrei considerato irresponsabile un presidente della Repubblica che si mettesse nello studio del Quirinale a riflettere vediamo un po’ chi può essere a guidare il governo il giorno dopo che il presidente del consiglio uscente ha rassegnato le sue dimissioni. Questo mi sembrerebbe un modo irresponsabile di assolvere ai compiti di un Capo dello Stato".

NAPOLITANO - In una lettera nviata al direttore del Corriere del Sera Ferruccio de Bortoli Giorgio Napolitano non nega di aver incontrato Mario Monti diverse volte nel suo studio durante l’estate del 2011, ma fornisce la sua versione dei fatti che precedettero la formazione governo guidato dal Professore, definendo come "fumo, solo fumo" le confidenze personali fatte da Carlo De Benedetti ad Alan Friedman e "l’interpretazione che si pretende di darne in termini di complotto".

Forza Italia contro Napolitano dopo le anticipazioni del Corriere della sera sul libro scritto da Alan Friedman. Nel volume il giornalista Usa ricostruisce le modalità con cui si arrivò all'avvicendamento a Palazzo Chigi, nel novembre del 2011, tra Silvio Berlusconi e Mario Monti: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avrebbe contattato il Professore già nel corso dell'estate. Circostanza confermata dallo stesso ex Commissario europeo in un'intervista al Tg1. "In quell'estate ho avuto dal presidente della Repubblica dei segnali: mi aveva fatto capire che che in caso di necessità dovevo essere disponibile. Ma è assurdo che che venga considerato anomalo che un presidente della Repubblica si assicuri di capire se ci sia un'alternativa se si dovesse porre un problema", osserva Monti.

Forza Italia non aderirà alla mozione per archiviare il procedimento di messa in stato d'accusa del Capo dello Stato. "Non siamo assolutamente dell'idea di chiudere la discussione affrettatamente - spiega il senatore 'azzurro' Lucio Malan - quando si e' in presenza di un elemento nuovo molto importante che sara' completamente leggibile dopodomani". Una decisione in tal senso, argomento ancora, "darebbe l'impressione di aver paura del contenuto del libro di Friedamn o del video di Monti and Co".

Letta difende Quirinale. A difesa del presidente interviene il premier Enrico Letta: "Nei confronti delle funzioni di garanzia che il Quirinale ha svolto nel nostro Paese in questi anni, in particolare nel 2011, è in atto un vergognoso tentativo di mistificazione della realtà", si legge in una nota del presidente del Consiglio. "Il Quirinale, di fronte a una situazione fuori controllo, si attivò con efficacia e tempestività per salvare il paese ed evitare - sottolinea Letta - quel baratro verso il quale lo stavano conducendo le scelte di coloro che in queste ore si scagliano contro il presidente Napolitano". Poi ha aggiunto: "Stupisce la contemporaneità di queste insinuazioni con il tentativo in corso da tempo da parte del M5s di delegittimare il ruolo di garanzia della presidenza della Repubblica. A questi attacchi si deve reagire con fermezza. E si devono semmai ricordare agli smemorati le vere responsabilità della crisi del 2011, i cui danni economici, finanziari e sociali sono ancora una zavorra che mette a repentaglio la possibilità di aggancio della auspicata ripresa economica", ha aggiunto.

M5s all'attacco. Rivelazioni, quelle pubblicate oggi, che il Movimento 5 Stelle interpreta come una conferma della validità della sua campagna contro il Quirinale. "Cosa altro dobbiamo scoprire perché si apra un'indagine? Dobbiamo forse aspettare ulteriori rivelazioni? Non bastano tutti questi dubbi per avallare la nostra richiesta di aprire un indagine?", afferma Vito Crimi, senatore M5S membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa che proprio questa mattina ha ricevuto nuove memorie esplicative e integrative rispetto alla denuncia iniziale.

"Tra ieri e oggi - spiega Luigi Di Maio, deputato 5 Stelle e vicepresidente della Camera - due rivelazioni a mezzo stampa sottolineano le ingerenze di Napolitano negli equilibri di governo (il tentativo di insediare monti a Palazzo Chigi gia a metà 2011) e nelle fasi processuali della trattativa stato-mafia (la richiesta di un provvedimento disciplinare nei confronti di Nino Di Matteo)". "I fatti - aggiunge Di Maio - sono gravissmi, ma il Comitato ha una fretta maledetta di insabbiare tutto entro domani. È Inaccettabile. Dalle notizie apprese oggi può dipendere il futuro del governo e di questa legislatura (se accertate). Il comitato avvii le indagini e lavori senza pregiudizi".


Tra gli indignati anche i presidenti dei gruppi parlamentari di Fi, Renato Brunetta e Paolo Romani. "Apprendiamo con sgomento - denunciano - che il capo dello Stato, già nel giugno del 2011, si attivò per far cadere il governo Berlusconi e sostituirlo con Mario Monti. Lo conferma lo stesso Monti. Le testimonianze fornite da Alan Friedman non lasciano margine a interpretazioni diverse o minimaliste. Tutto questo non può non destare in noi e in ogni sincero democratico forti dubbi sul modo d'intendere l'altissima funzione di presidente della Repubblica da parte di Giorgio Napolitano".

"Ci domandiamo - proseguono - se sia rispettoso della Costituzione e del voto degli italiani preordinare un governo che stravolgeva il responso delle urne, quando la bufera dello spread doveva ancora abbattersi sul nostro Paese. Chiediamo al capo dello Stato - concludono - di condurre innanzitutto verso i propri comportamenti un'operazione verità. Non nascondiamo amarezza e sconcerto, mentre attendiamo urgenti chiarimenti e convincenti spiegazioni".

A prendere le difese del Quirinale è invece il Pd.  "Sconcertante l'ennesima gazzarra sollevata contro il Presidente Napolitano. Il 2011 è stato uno degli anni più difficili e la situazione economica e politica preoccupava giustamente la massima istituzione dello Stato", ricorda in una nota il capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza. "La verità che Forza Italia deve ricordare - sottolinea - è che Berlusconi e Tremonti hanno nascosto per anni la crisi portando il paese sull'orlo del baratro e ancora oggi gli italiani sono costretti a pagare gli errori di quel disastroso governo".


LA LETTERA DI NAPOLITANO SULL'ESTATE 2011
 

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