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Politica

 

IL RETROSCENA/ Massimo D'Alema o Giuliano Amato? Il presidente Napolitano sceglierà il premier che dovrà fare le riforme. Secondo rumors di Affari in pole position ci sarebbe "baffino", gradito sia al Pd che al Pdl. Mario Monti potrebbe trasferirsi alla Farnesina. L'INSIDE DI AFFARI

Silenziosa, discreta e senza enfasi. La cerimonia per la rielezione di Giorgio Napolitano si svolge in un clima atipico per la solennita' della circostanza. Il meteo non aiuta: la pioggia batte sulla Capitale dalle prime ore della mattina, e anche quando l'acquazzone cessa il cielo resta plumbleo. La Thema del Presidente della Repubblica lascia il Quirinale attorno alle 16,30 mentre le campane del Torrino di Montecitorio iniziano a suonare a distesa, per il breve tragitto che separa il Colle piu' alto dalla Camera dei Deputati. Il Palazzo e' protetto dalle forze dell'ordine e circondato da transenne. La gente poca, dopo l'animazione dei giorni scorsi, sino alla vigilia.

La cerimonia si svolge senza fanfare, l'Inno intonato dalla banda dei Carabinieri risuona nel silenzio della piazza. Qualche timido applauso. Lo stesso accade quando il Presidente lascia la Camera e si avvia, come da tradizione, a piazza Venezia per rendere omaggio al Milite Ignoto. Via del Corso e' transennata, i turisti passeggiano distratti, qualcuno si ferma a osservare il corteo. La scena si ripete al Vittoriano. Napolitano ascolta l'Inno di Mameli e la Canzone del Piave, passa in rassegna il picchetto, riceve qualche applauso composto. Poi sale lentamente la lunga scalinata per deporre una corona di fiori. Solo la scia delle Frecce Tricolori rompe per qualche momento il silenzio. Un gruppo di ragazzi, forse una scolaresca, saluta Napolitano sbracciandosi e il Capo dello Stato si ferma per qualche istante a stringere mani. Poi di nuovo in auto, verso il Quirinale. Per la seconda volta.

napolitano piange

LA CRONACA DELLA GIORNATA - IL DISCORSO DI NAPOLITANO

19.50 - Silvio Berlusconi non ritiene che le critiche avanzate dal Capo dello Stato ai partiti sulle mancate riforme possano essere indirizzate al Pdl, piuttosto "e' colpa del Pd se non si e' fatta l'eelzione diretta del Capo dello Stato e la nuova legge elettorale". "Noi abbiamo proposto il semipresidenzialismo - ricorda - ma sinistra non ha voluto. Poi la sinistra ha creduto di poter, essendo in vantaggio, approfittare della attuale legge elettorale e non ha voluto modificarla". Quindi, conclude Berlusconi, "devo respingere completamente queste critiche" ricolte al Pdl.

19.34 - "Per stare al governo e fare gli interessi del Paese bisogna essere anche esperti e capaci". Cosi' Silvio Berlusconi, in una delle tante interviste televisive rilasciate dopo il discorso di Giorgio Napolitano, risponde a chi gli chiede se c'e' in Italia un problema generazionale e se, qualora Renzi si candidasse a premier, si porrebbe proprio per il Cavaliere un problema generazionale. "Io credo di no - spiega - abbiamo eletto Napolitano, che credo abbia 88 anni. Bene i giovani, ma attenzione: per stare al governo servono anche espreienza e capacita'. Perche', come si usa dire a Roma, i giovani non nascono imparati".

19.31 - "Non e' a me che dovete rivolgere questa domanda. Spero per il bene dell'Italia che il Pd possa ritrovare la concordia necessaria per sedere al tavolo delle trattative". Cosi' Silvio Berlusconi risponde ai giornalisti che gli chiedono con quale Pd, viste le forti divisioni interne, si puo' fare un Governo.

19.18 - Andare alle prossime consultazioni portando il nome di un candidato premier. In M5S torna il dibattito su questa linea, pur essendo cambiato lo scenario dopo la rielezione di Giorgio Napolitano al Colle. Cio' che si profila, infatti, e' un governo di larghe intese ma proprio per questo alcuni dei cosiddetti 'dialoganti' grillini tornano a insistere sulla necessita' di salire al Quirinale con un nome chiaro. Del nuovo orizzonte politico si parlera', secondo quanto viene riferito, nella riunione dei parlamentari che tra poco iniziera' a Montecitorio nell'auletta dei gruppi.

La proposta di alcuni, secondo quanto viene riferito, non sara' solo quindi di tornare a chiedere di avere l'incarico per formare il governo, cosa praticamente impossibile ma di andare alle consultazioni con un nome od una rosa di nomi cosi' da rendere piu' credibile la proposta politica dei 5 Stelle. Anche se alcuni deputati non danno cosi' per scontato il fatto di essere chiamati al Colle da Napolitano per le consultazioni. Le anime nel Movimento sono sempre due: c'e' chi lamenta che tanto qui non ci ascolta nessuno e magari Napolitano neanche ci convochera'. E chi sottolinea che "certo, dopo due mesi di 'no no no' a tutto, perche' ora dovrebbero chiamarci?". Anche se, secondo quanto si apprende, il dialogo tra grillini e giovani del Pd non si e' interrotto anche molti parlamentari 5 stelle pensano che i numeri non bastano.

19.03 - "Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avviera' domani mattina, ricevendo il Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso, e la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, un rapido giro di incontri con le rappresentanze parlamentari essenzialmente per verificare ogni eventuale aggiornamento delle posizioni gia' illustrate nelle precedenti consultazioni per la formazione del nuovo Governo". E' quanto si legge in una nota diffusa dal Quirinale.

18.58 - "Un discorso energico. Il Presidente Napolitano si e' rivolto criticamente alle istituzioni e ai partiti, chiedendo di superare l'immobilismo e la conservazione e di lavorare senza risparmio per affrontare i problemi reali del Paese, che per troppo tempo sono rimasti senza risposta". Lo afferma in una nota la presidente della Camera, Laura Boldrini. "La Camera dei deputati - prosegue - e' pronta ad accogliere questo invito, a lavorare intensamente per essere luogo privilegiato del confronto tra tutte le forze politiche, per dare corso alle misure urgenti necessarie a risolvere la grave crisi economica e sociale, per accogliere la spinta al rinnovamento che si e' espressa nelle elezioni del 24 e 25 febbraio".

18.11 - Nessun commento ufficiale, per ora, del Movimento 5 Stelle sull'intervento di Giorgio Napolitano. Lo sottolinea Roberto Fico, dicendo ai giornalisti: "commenteremo tra un po'. Ci sara' un comunicato dei gruppi".

17.46 - Prima ha lungamente e vistosamente annuito, invitando anche il segretario del Pdl Angelino Alfano a prestare attenzione al passaggio del discorso del Presidente Napolitano, poi e' stato il primo a lanciare l'applauso tra i banchi del Pdl. Silvio Berlusconi ha voluto cosi' manifestare l'apprezzamento per il richiamo del Presidente Napolitano contro "l'orrore che sembrano suscitare oggi le intese parlamentari tra le forze politiche" che sono, al contrario, necessarie per il Capo dello Stato.

Prima ha lungamente, e vistosamente, annuito, invitando anche il segretario Pdl, Angelino Alfano, a prestare attenzione al passaggio del discorso del Presidente Napolitano. Poi e' stato il primo a 'lanciare' l'applauso dai banchi del Pdl. Silvio Berlusconi ha voluto cosi' manifestare l'apprezzamento per il richiamo di Giorgio Napolitano contro "l'orrore che sembrano suscitare oggi le intese parlamentari tra le forze politiche" che sono, al contrario, necessarie per il Capo dello Stato.

17.35 - "Qualunque prospettiva si sia presentata agli elettori, o qualunque patto - se si preferisce questa espressione - si sia stretto con i propri elettori, non si possono non fare i conti con i risultati complessivi delle elezioni. Essi indicano tassativamente la necessita' di intese tra forze diverse per far nascere e per far vivere un governo oggi in Italia, non trascurando, su un altro piano, la esigenza di intese piu' ampie, e cioe' anche tra maggioranza e opposizione, per dare soluzioni condivise a problemi di comune responsabilita' istituzionale". Lo ha detto Giorgio Napolitano

"Il fatto che in Italia si sia diffusa una sorta di orrore per ogni ipotesi di intese, alleanze, mediazioni, convergenze tra forze politiche diverse, e' segno di una regressione, di un diffondersi dell'idea che si possa fare politica senza conoscere o riconoscere le complesse problematiche del governare la cosa pubblica e le implicazioni che ne discendono in termini, appunto,di mediazioni, intese, alleanze politiche". Lo ha detto Giorgio Napolitano pronunciando il suo discorso di insediamento

"Forse tutto questo e' piu' concretamente il riflesso di un paio di decenni di contrapposizione - fino allo smarrimento dell'idea stessa di convivenza civile - come non mai faziosa e aggressiva, di totale incomunicabilita' tra schieramenti politici concorrenti", ha aggiunto. "La condizione e' dunque una sola : fare i conti con la realta' delle forze in campo nel Parlamento da poco eletto, sapendo quali prove aspettino il governo e quali siano le esigenze e l'interesse generale del paese. Sulla base dei risultati elettorali - di cui non si puo' non prendere atto, piacciano oppur no - non c'e' partito o coalizione (omogenea o presunta tale) che abbia chiesto voti per governare e ne abbia avuti a sufficienza per poterlo fare con le sole sue forze ", ha proseguito, "Qualunque prospettiva si sia presentata agli elettori, o qualunque patto - se si preferisce questa espressione - si sia stretto con i propri elettori, non si possono non fare i conti con i risultati complessivi delle elezioni. Essi indicano tassativamente la necessita' di intese tra forze diverse per far nascere e per far vivere un governo oggi in Italia, non trascurando, su un altro piano, la esigenza di intese piu' ampie, e cioe' anche tra maggioranza e opposizione, per dare soluzioni condivise a problemi di comune responsabilita' istituzionale"

"Non corriamo dietro alle formule o alle definizioni di cui si chiacchiera. Al Presidente non tocca dare mandati, per la formazione del governo, che siano vincolati a qualsiasi prescrizione se non quella voluta dall'art. 94 della Costituzione: un governo che abbia la maggioranza di ambedue le Camere. Ad esso spetta darsi un programma, secondo le priorita' e la prospettiva temporale che riterra' opportune". Cosi' Giorgio Napolitano, nel suo discorso alle Camere.

giuramento napolitano 2

17.34 - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, 'spariglia' nel Movimento 5 Stelle e con le sue parole di apprezzamento per i lavori in Parlamento fa si' che qualche 'grillino' non riesca a trattenere l'applauso, contrariamente alle disposizioni concordate alla vigilia della seduta. Certo, si contano sulle dita di una mano, e non e' tutto il gruppo che, prima, compatto aveva deciso di non tributare alcun plauso al Capo dello Stato. Resta il gesto, con quei quattro, cinque applausi che si sono levati da senatori del movimento di Beppe Grillo.

17.33 - "A 56 giorni dalle elezioni del 24-25 febbraio - dopo che ci si e' dovuti dedicare all'elezione del Capo dello Stato - si deve senza indugio procedere alla formazione dell'Esecutivo". Cosi' Giorgio Napolitano, nel suo discorso alle Camere.

"Lavorare in Parlamento sui problemi scottanti del paese non e' possibile se non nel confronto con un governo come interlocutore essenziale sia della maggioranza sia dell'opposizione". Il governo deve "avere la maggioranza in ambedue le Camere".

17.31 - "Non c'e' partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico". Lo ha detto Giorgio Napolitano.

17.29 - "Apprezzo l'impegno con cui il movimento largamente premiato dal corpo elettorale come nuovo attore politico-parlamentare ha mostrato di volersi impegnare alla Camera e al Senato, guadagnandovi il peso e l'influenza che gli spetta: quella e' la strada di una feconda, anche se aspra, dialettica democratica e non quella, avventurosa e deviante, della contrapposizione tra piazza e Parlamento". Lo ha detto Giorgio Napolitano nel discorso di insediamento.

17.18 - "Ma ho il dovere di essere franco: se mi trovero' di nuovo dinanzi a sordita' come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esitero' a trarne le conseguenze dinanzi al paese". Cosi' Giorgio Napolitano nel discorso alle Camere. "Non si puo' piu', in nessun campo, sottrarsi al dovere della proposta, alla ricerca della soluzione praticabile, alla decisione netta e tempestiva per le riforme di cui hanno bisogno improrogabile per sopravvivere e progredire la democrazia e la societa' italiana".

17.18 - "Questo applauso non abbia le caratteristiche dlel'autoindulgenza": con queste parole Giorgio Napolitano "bacchetta" i rappresentanti delle forze politiche che battono le mani in Parlamento. "Attenzione : quest'ultimo richiamo che ho sentito di dover esprimere non induca ad alcuna autoindulgenza, non dico solo i corresponsabili del diffondersi della corruzione nelle diverse sfere della politica e dell'amministrazione, ma nemmeno i responsabili di tanti nulla di fatto nel campo delle riforme", ha aggiunto

17.15 - "Imperdonabile resta la mancata riforma della legge elettorale del 2005". Cosi' Giorgio Napolitano, nel suo discorso alle Camere.

17.15 - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ringrazia per l'affetto crescente che lo "ha accompagnato in questi anni" e qui la voce gli si rompe in gola. Il Capo dello Stato si commuove e riprende il suo discorso alla Camera solo dopo l'applauso, il quarto da quando ha preso la parola, e la standing ovation dei parlamentari, con la sola eccezione dei grillini.

17.14 - C'e' stato un "appello che ho ritenuto di non poter declinare - per quanto potesse costarmi l'accoglierlo - mosso da un senso antico e radicato di identificazione con le sorti del paese". Lo ha detto Giorgio Napolitano nel discorso di insediamento. La rielezione, per un secondo mandato, del Presidente uscente, non si era mai verificata nella storia della Repubblica, pur non essendo esclusa dal dettato costituzionale, che in questo senso aveva lasciato - come si e' significativamente notato - 'schiusa una finestra per tempi eccezionali'", ha aggiunto.

17.10 - "E' a questa prova che non mi sono sottratto. Ma sapendo che quanto e' accaduto qui nei giorni scorsi ha rappresentato il punto di arrivo di una lunga serie di omissioni e di guasti, di chiusure e di irresponsabilita'". Cosi' Giorgio Napolitano, nel suo discorso alle Camere, ha spiegato come si e' giunti al rinnovo del suo mandato.

17.07 - Strette di mano e pacche sulle spalle: dopo il flop delle candidature di Marini e Prodi al Quirinale, le polemiche e le annunciate dimissioni, i saluti per Pierluigi Bersani hanno il sapore della solidarieta'. In particolare, sono stati i ministri Corrado Passera e Corrado Clini a slanciarsi verso il segretario democratico che poi, salendo le scale, ha ricevuto delle amichevoli pacche sulle spalle da alcuni deputati del suo stesso partito

alain le roy giorgio napolitano

17.06 - "Lasciatemi innanzitutto esprimere - insieme con un omaggio che in me viene da molto lontano alle istituzioni che voi rappresentate - la gratitudine che vi debbo per avermi con cosi' largo suffragio eletto Presidente della Repubblica". Cosi' Giorgio Napolitano nel suo discorso di insediamento.

17.00 - Uno scroscio di applausi bipartisan che dura per qualche minuto ha appena accolto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che sta per tenere il suo discorso di giuramento da capo dello Stato, per la prima volta, al secondo mandato. In piedi, come hanno deciso, a non applaudire sono stati soltanto gli eletti del Movimento 5 Stelle. Ora l'Aula e' di nuovo tutta in piedi per ascoltare il giuramento di Napolitano.

16.59 - "Giuro di essere fedele alla Repubblica e rispettarne la Costituzione": con queste parole Giorgio Napolitano ha giurato per il suo secondo mandato. La voce era rotta dall'emozione. Napolitano ha ringraziato per l'applauso scrosciante. Gli unici che non hanno applaudito sono stati i grillini

16.59 - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e' giunto a Montecitorio per prestare giuramento. Napolitano e' stato accolto dal suono della campana del torrino di Montecitorio.(

16.55 - Il Consiglio dei Ministri, appositamente convocato, ha espresso avviso conforme all'intendimento del Presidente della Repubblica di confermare nell'incarico di Segretario generale il consigliere di Stato dott. Donato Marra.

16.50 - La campana grande del torrino del palazzo di Montecitorio ha iniziato a suonare in attesa dell'arrivo di Giorgio Napolitano alla Camera. La campana suonera' a distesa e si interrompera' solo all'arrivo del capo dello Stato davanti al Parlamento.

16.40 - I parlamentari 5 stelle saranno tutti in piedi in aula ma non applaudiranno il discorso di insediamento del rieletto capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Lo hanno deciso nel corso di un'assemblea grillina come riferisce ai giornalisti Luigi Di Maio. "Contegno istituzionale - sottolineano alcuni deputati - ma non applauso".

16.30 - "A quasi 88 anni, il presidente Napolitano dovra' supplire all'incapacita' fin qui dimostrata dai partiti", per assolvere al "compito gravoso" di dare un Governo al Paese. Lo scrive l'Osservatore Romano che ricora come "nelle scorse settimane" gli stessi partiti abbiano accolto "con scetticismo, se non con sufficienza, l'iniziativa, assunta dallo stesso capo dello Stato, di affidare a due commissioni il compito di individuare un programma che potesse essere condiviso per il bene del Paese".

"Il compito - scrive l'Osservatore - non e' facile ne' scontato negli esiti, nonostante la grande fiducia e la grande speranza che, a ragione, si nutrono nei confronti di Napolitano, in primo luogo per la sua capacita' di interpretare in maniera impeccabile il ruolo di garante della Costituzione, piu' che, meramente, di arbitro della competizione politica". Secondo il quotidiano della Santa Sede, "lo spettacolo ancora una volta caotico che le forze politiche hanno saputo offrire in questi giorni non rassicura, cosi' come non e' confortante il panorama alla vigilia delle consultazioni che si terranno al Quirinale". "Sullo sfondo - rileva l'articolo - si agitano infatti la crisi clamorosa del Partito democratico, da molti anni ripiegato sulla sola identita' antiberlusconiana, e sul quale ora si allungano le ombre di una scissione, e l'ipotesi di un Governo la cui capacita' riformatrice potrebbe essere fatalmente ostacolata da una lunga e demagogica campagna elettorale condotta da chi si preoccupa piuttosto di vincere le prossime elezioni". "Il paradosso, al quale purtroppo gli italiani sono stati costretti ad abituarsi - conclude l'Osservatore - e' che, a parte le riforme istituzionali, risulta problematico non tanto individuare un programma di interventi necessario al Paese quanto scegliere la giusta composizione dei membri del Governo, a partire dal presidente del Consiglio".

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